La Banca di Teramo penultima in Italia per crediti deteriorati

La Banca di Teramo penultima in Italia per crediti deteriorati

di Christian Francia  –

Cristiano Artoni - La Banca di Teramo sta benissimo
Cristiano Artoni: il presidente della Banca di Teramo

L’anno scorso stava in mano a Cristo, quest’anno sta in braccio alla Madonna. Questa è la situazione della Banca di Teramo.

L’anno scorso il quotidiano “Il Sole 24 Ore” la vedeva messa male, quest’anno la vede messa perfino peggio.

L’anno scorso lo studio sui bilanci del 2013 di tutte le banche di credito cooperativo d’Italia evidenziava che i prestiti deteriorati dell’istituto di credito teramano rappresentavano il 26,8% del totale dei finanziamenti concessi, segnalando come fosse stata superata la soglia di rischio.

Le sofferenze, cioè quei crediti cosiddetti malati che le banche hanno difficoltà a recuperare o che sono perduti per dichiarazione di insolvenza dei debitori, sono un bubbone che affligge in modo molto preoccupante la Banca di Teramo, perché quando i crediti a rischio superano la soglia fisiologica a rischiare è la tenuta stessa dell’istituto.

Il livello di pericolo è considerato il 20% di sofferenze sul totale dei crediti concessi e lo scorso anno erano 33 le BCC italiane in cui i crediti deteriorati superavano la soglia di pericolo. La Banca di Teramo era quartultima fra le BCC italiane più in difficoltà.

Ieri Il Sole 24 Ore ha pubblicato lo studio condotto dall’Ufficio Studi di Mediobanca sui bilanci del 2014 e la situazione è drammaticamente peggiorata. Sono ben 37 (4 in più dell’anno precedente), infatti, le banche cooperative su un totale di 368 BCC attive in Italia che superano la soglia dei prestiti deteriorati sopra al livello del 20% dell’intero portafoglio crediti.

Il quotidiano la mette giù dura: “Basta un niente per queste banche, qualche svalutazione in più, per procurare perdite che impatterebbero sul capitale”.

Ma se 35 delle 37 BCC sofferenti vanno dal 20,3% al 26,3% di crediti deteriorati, le ultime due hanno preso la via del baratro.

Il record negativo spetta alla Cassa rurale e artigiana di Camerano con il suo rischiosissimo tasso del 37,9% di crediti deteriorati, ma penultima in assoluto si piazza la Banca di Teramo con un 32,9% di crediti deteriorati da brividi, che peggiora di un ulteriore 6,1% il dato già inquietante dello scorso anno.

Il Sole 24 Ore suona l’allarme: “E non va dimenticato che tra le banche commissariate da Bankitalia, 5 su 9 sono BCC (…) quei 37 istituti stanno sul filo della lana di una possibile crisi futura”.

Infatti, è stato messo pure in evidenza che c’è un forte aumento del credito deteriorato lordo delle BCC italiane in quanto alla fine del 2014 il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale prestiti era per le BCC mediamente al 18% (essendo salito dal 10,4% del 2011). Non solo, ma le sofferenze erano a fine 2014 al 9,1% (dal 4,5% del 2011). Quindi c’è stata una forte accelerazione nel credito a rischio.

I livelli di accantonamento, cioè di copertura delle sofferenze, nelle BCC sono più bassi della media delle banche italiane, per cui le “cifre dicono che a fronte di una salita più forte dei crediti malati le piccole BCC coprono meno delle altre banche i loro crediti a rischio”.

Di fronte a tali preoccupazioni Banca d’Italia auspica un qualche percorso di aggregazione, che si tradurrebbe nell’ennesima perdita di autonomia bancaria teramana.

Non dimentichiamo che la Banca di Teramo di credito cooperativo – che nel 2016 compie vent’anni – è un istituto fondato nel 1996 da un certo Antonio Tancredi, padre del disonorevole deputato Paolo Tancredi e dell’assessore comunale di Teramo Marco Tancredi, nonché zio dell’attuale presidente del comitato esecutivo della Banca Carmine Tancredi.

Ma in consiglio di amministrazione siede un’altra parentela tancrediana, e in aggiunta nel CdA c’è pure il coordinatore provinciale di Teramo del partito di Forza Italia Vincent Fanini.

Ma non basta, perché il collegio dei revisori della banca è presieduto dal Presidente Demerito della Regione Abruzzo Gianni Chiodi (che è pure collega di studio di Carmine Tancredi), ma è altresì revisore della banca il consigliere comunale tancrediano Alfonso Di Sabatino, meglio conosciuto come Dodo.

Sarà un caso, ma la Banca di Teramo si porta dietro un carico di crediti in sofferenza pari a circa 40 milioni, dovuti evidentemente ad una gestione non proprio attenta, e il mese scorso sui giornali è circolata la notizia che l’Istituto da solo non riuscirebbe a far fronte alla zavorra dei 40 milioni di crediti deteriorati e perciò avrebbe disperato bisogno di aiuto.

Il presidente della banca teramana, Cristiano Artoni, e il numero uno del comitato esecutivo, Carmine Tancredi, molto presto dovranno spiegare ai circa 4.000 soci come intendono uscire dal baratro.

Buoni Tancredi a tutti.

BCC crediti deteriorati

3 Responses to "La Banca di Teramo penultima in Italia per crediti deteriorati"

  1. anonimo   15 gennaio 2016 at 11:21

    Complimenti all’avv. Francia per il coraggio.
    Se posso, senza offendere nessuno, lo dico a me stesso: ma se codesti sigg.ri hanno amministrato così distrattamente la banca in questione, amministreranno altrettanto distrattamente la cosa pubblica che riguarda da vicino noi Teramani?
    Se ci fate caso, i sigg.ri che, con cariche diverse, hanno amministrato ed amministrano ancora oggi la banca, sono quasi tutti amministratori pubblici, votati da noi Teramani.
    Occorrerebbe riflettere quando si è dentro le cabine elettorali e cercare di scegliere amministratori meno distratti.

  2. francesco di luigi   15 gennaio 2016 at 13:05

    Andiamo bene con la cricca tutta

  3. Christian   16 gennaio 2016 at 17:08

    La Procura di Teramo ha chiesto la condanna a tre anni di galera per Carmine Tancredi. Altra ottima notizia per la Banca di Teramo!!!

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.