Mosciano Sant’Angelo: la semplicità del bello

Mosciano Sant’Angelo: la semplicità del bello

di Sergio Scacchiapaesaggioteramano.blogspot.it

Atmosfere limpide dietro il morbido profilo dei colli, nuvole grasse che aleggiano correndo qua e là nel cielo, occhieggiando tra cipressi e olivi secolari. Due delle otto torri di Mosciano Sant’Angelo si stagliano nitide in lontananza.

L’antica frazione di Convento, costruita su di un antico “fanum” gotico e adagiato sopra un colle ameno, gode di uno strepitoso panorama in grado di stupire turisti e fedeli. Ad est si vede il mare Adriatico della vicina Giulianova, a sud si nota tutta la selvaggia antropizzazione della valle del fiume Tordino, la dorsale collinare del fiume Salinello, mentre imponente, quasi prepotente ad ovest reclama attenzione la poderosa catena montuosa del Gran Sasso.

Qui resiste al tempo e all’incuria il convento dei Sette Fratelli, i figli di Felicita, virtuosa del II secolo d.C. e ancella della più famosa Santa Perpetua, disgraziata martire cristiana insieme alla sua prole al tempo delle persecuzioni romane di Marc’Aurelio.

Fu un feroce prefetto, Tale Publio, che cercò di convincere la donna e i suoi figliuoli a rinnegare la fede cristiana. All’ennesimo rifiuto i soldati tagliarono la gola prima ai figli poi alla madre rimasta impietrita dal dolore.

Il complesso, in origine sottoposto alla giurisdizione di Montecassino e poi passato nelle mani degli Acquaviva, ricorda il convento di San Bernardino di Campli, vero gioiello d’arte sacra in perenne restauro da anni. Solo per visitare questo monumento fondato dai Benedettini prima del XII secolo, con la sua torre risalente all’XI secolo, varrebbe la pena arrivare a Mosciano Sant’Angelo.

Basterebbe alzare gli occhi verso il meraviglioso soffitto in legno all’interno della chiesa che riproduce la Gloria della Regina dei martiri con i santi fratelli, opera di un autore ignoto del seicento, per motivare il viaggio. Sarebbe già gratificante guardare, sull’altare maggiore, la bella statua della Madonna del Casale, detta degli Angeli, con in braccio il Bambino e il suo viso sorridente che infonde serenità. Probabilmente sarebbe sufficiente visitare l’antico chiostro in stile benedettino del XII secolo, con il suo colonnato che riempie gli occhi di archi a tutto sesto, le colonne ottagonali e le preziose pitture che decorano le lunette del loggiato per tornare a casa soddisfatti.

Eppure, a pochi tornanti, c’è la “patria del mobile”, la città delle torri, il trionfo delle linee verticali, fondata sempre dagli inossidabili monaci nella notte dei tempi, anno 897. Un borgo che rappresenta l’ideale cordone ombelicale tra passato e presente e che colpisce per la sua ricchezza di testimonianze storiche e artistiche raccolte in uno spazio piccolo.

Mosciano era un semplice fondo agricolo al quale fu dato il nome di Sant’Angelo in onore di San Michele il cui culto, sul finire del V secolo, era grande. Grazie alla presenza dei monaci , in breve il luogo divenne popoloso.

Sorse un castello con un fossato e il ponte levatoio, poi vennero edificati palazzi nobiliari e il paese, sotto il dominio degli Acquaviva, conobbe anni di splendore culturale e artistico. In breve divenne punto di riferimento commerciale anche per le popolazioni vicine.

Arrivo nell’antico borgo medievale attraverso una bella rotabile immersa nel verde dei campi. Spicca, nel cielo blu, la massiccia torre civica degli Acquaviva con la sua inconfondibile merlatura ghibellina alla sommità, eretta nel 1397. Il manufatto, costruito in mattoni con spigoli rinforzati da barbacani in pietra, è addossato alla facciata della chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo e svolge il compito visivo del campanile.

Il tempio è antichissimo. Risale al 1100 e l’attuale costruzione potrebbe avere avuto l’ultimo ampliamento intorno al ’500. Con la ristrutturazione degli anni ’70, sono andati perduti gli altari originali.

È la chiesa dell’Addolorata, però, a stupire per la sua bellezza. Fu iniziata nel 1828 da Francesco Borbone I e arricchita, anni dopo, delle inedite decorazioni a stucco all’interno dove fanno bella mostra opere di artisti teramani fra cui Gennaro Della Monica.

Dalla piazza centrale si snoda un panorama di rara bellezza. Poco distante c’è il piccolo borgo di Montone, gioiello immerso nella bella campagna che regala momenti di laboriosità contadina e cultura agreste. Il paesaggio è incantevole, fra mare e montagna.

Ma c’è un ulteriore motivo per visitare Mosciano. Qui s’insegna alla gente a riconoscere quello che c’è in cielo! Pochi teramani sanno, infatti, dell’esistenza di un interessante Osservatorio astronomico con annesso Planetario e sala multimediale, nel vicino colle del Leone.

Si tratta di una struttura all’avanguardia, terza in Italia per grandezza, con una cupola di ben cinque metri da cui fuoriescono due telescopi a specchio. Un gioiello per la didattica e divulgazione di ricerca, dove poter osservare il firmamento, le stelle, le galassie con qualsiasi condizione atmosferica. Un’opera d’ ingegneria d’immenso valore scientifico, visitata ogni anno da oltre cinquemila appassionati e un po’ snobbato dalla nostra provincia!

Mosciano Sant’Angelo: il borgo nelle parole di Daniela Ferrante!

Chi più di Daniela Ferrante può essere definita “follemente innamorata del territorio”? Sentite che curriculum: Laureata in Arti Visive e specializzata in Didattica museale, Guida Turistica della Regione Abruzzo, Esperta di valorizzazione e promozione dei Beni Culturali, per diversi anni operatrice museale e didattica presso i Civici Musei di Teramo, infine coordinatrice dei Servizi museali per i Musei Civici di Giulianova.

Daniela, a Mosciano Sant’Angelo cosa consiglieresti di vedere?

Villa Ventilj a Mosciano Sant'Angelo
Villa Ventilj a Mosciano Sant’Angelo

La figura di Pasquale Ventilj si è distinta nella storia culturale della nostra provincia nei decenni a cavallo tra la fine del 1800 e l’inizio del nuovo secolo. Filantropo e appassionato collezionista d’arte, nel 1914 a Firenze recuperò e acquistò l’intero corpus dei gessi dello scultore giuliese Raffaello Pagliaccetti, salvandoli  dalla dispersione.

Oggi è possibile visitare la collezione raccolta ed esposta al pubblico al primo piano della villa di famiglia a Mosciano, che la Fondazione ha voluto destinare a museo dedicato al grande artista. Negli spazi suggestivi della villa, immersa nel verde, le sale si aprono una dopo l’altra allo sguardo, animate unicamente dalle opere dello scultore e dalla luce che le circonda. Accanto ai gessi le loro copie fuse in bronzo nel 2009. Sono il risultato di un lungo e complesso progetto di tutela che ha previsto prima una fase di restauro dei gessi, e successivamente una fase di realizzazione delle copie bronzee con l’intento di conservare le statue per le generazioni future, sopperendo alla deperibilità del gesso stesso. Si tratta soprattutto di ritratti di protagonisti, maggiori e minori, della cultura e della storia italiana: Gioacchino Rossini, Galileo Galilei, Ugo Foscolo, Giuseppe Garibaldi, la poetessa Giannina Milli, il filosofo Gino Capponi.

La grande maestria tecnica, la capacità di restituire attraverso dettagli vivi il carattere psicologico dei personaggi, la resa anatomica impeccabile, l’equilibrio dei gesti e delle pose: tutto il fascino dell’opera dello scultore giuliese trova in questi spazi, in questa atmosfera, un luogo privilegiato della fruizione.

Per gli appassionati la visita può proseguire a Giulianova, nel centro storico, con la Cappella De’ Bartolomei (Cenotafio) e la Gipsoteca Pagliaccetti. L’ingresso alla mostra di Villa Ventilj è gratuito ma su prenotazione. Tutte le informazioni sono reperibili sul sito della omonima Fondazione.

Naturalmente a queste visite si può coniugare una passeggiata per il centro storico di Mosciano e di Montone…

E scoprire la chiesa ottocentesca dell’Addolorata e l’adiacente, piccolo Museo di arte sacra, recentemente inaugurato nei locali dell’ex sagrestia.

Il tempio dalla sobria facciata in semplice laterizio, conserva al suo interno alcune importanti opere d’arte che testimoniano la grande dedizione e l’impegno profuso dal Sindaco Pietro Sabatini, dai parrocchiani e dal Commendatore Pasquale Ventilij nell’abbellire un luogo di culto così significativo per la comunità moscianese. Il pittore teramano Gennaro Della Monica, all’apice della sua carriera artistica, venne incaricato nel 1874 di dipingere le tele per gli altari laterali dell’unica navata, raffiguranti S. Gaetano nell’atto di fare elemosina e S. Andrea che celebra messa. Dello stesso autore la chiesa custodisce un’altra tela, La Deposizione di Gesù dalla Croce, ma soprattutto si offrono all’ammirazione del visitatore quattro splendide, eleganti figure femminili che Della Monica dipinge nei pennacchi della cupola tra il 1874 e il 1876. Le profetesse del Vecchio Testamento Debora, Giuditta, Ester e Sara emergono potentemente dai loro angoli con prospettive ed effetti visivi di trompe l’oeil davvero suggestivi. Da notare due fantastici particolari: la mano di Debora appoggiata al cornicione in alto e la sommità del bastone di Ester escono letteralmente dalla superficie dipinta perché sono realizzati tridimensionalmente in cartapesta.

Sull’altare principale della chiesa una bella statua dell’Addolorata di scuola napoletana, adorna di cuore e corona d’oro, tende accogliente le braccia ai fedeli.

Il vicino Museo di arte sacra raccoglie tesori d’arte e di fede che raccontano la storia delle chiese della parrocchia. Reliquiari e ostensori, un messale gregoriano del XVII secolo, sculture lignee, preziosi lavori di oreficeria e una preziosa pianeta ricamata d’oro donata nel XVII dal Cardinale Ottavio Acquaviva d’Aragona all’Addolorata e ai suoi fedeli.

Fantastica poi la Torre Acquaviva…

È un complesso formato dalla Torre del sec. XIV, la chiesa di San Michele Arcangelo con la sua bella facciata in mattoni e il sagrato che costituisce, a mio avviso, lo scorcio architettonico più suggestivo del centro storico. Frutto di un intervento di restauro e di completo rifacimento della facciata progettato nel 1929 da Francesco Patella, l’architettura del complesso conserva, nonostante i numerosi interventi, un aspetto organico. Nella Torre Acquaviva, una tra le numerose svettanti torri in laterizio che caratterizzano il centro storico ricalcando, in parte, l’antico tracciato della cinta muraria difensiva, è incastonato il bassorilievo inaugurale del 1397 con la figura protettiva di San Michele Arcangelo. Ai suoi lati i cartigli che narrano dell’edificazione della torre, della committenza benedettina e delle autorità vigenti nel territorio, rappresentate in basso dallo stemma dei Duchi Acquaviva e delle famiglie a loro imparentate.

L’edificazione della Torre – a completamento del sistema difensivo del borgo – fornì un punto d’osservazione privilegiato e particolarmente efficace per la sua difesa e per il controllo del territorio circostante. Oggi la costruzione rimane più arretrata e la visuale limitata dagli sviluppi urbanistici successivi, ma sono sufficienti pochi passi per raggiungere il Belvedere panoramico e godere di quel paesaggio ampio e luminoso che da qui accompagna lo sguardo fino al mare.

Arrivare a Mosciano Sant’Angelo:

dall’Adriatico:

Autostrada A14, uscita Mosciano Sant’Angelo/Teramo/Giulianova; dalla Statale 80 (Giulianova-Teramo) proseguire sull’innesto, in Località Mosciano Stazione, con la S.P. 262, attraverso la quale, dopo 5 Km, si raggiunge Mosciano.

dal Tirreno:

dall’Autostrada A24 (Roma-Teramo), immettersi sulla superstrada Teramo-Mare sino al raccordo di quest’ultima con il Casello della A14 nei pressi di Mosciano Stazione.

Arrivare in treno: scendere alla stazione ferroviaria di Giulianova poi, alla stazione degli Autobus, prendere un Bus delle Autolinee ARPA o delle Autolinee Gaspari; scendere alla stazione ferroviaria di Mosciano Stazione (strada ferrata Giulianova-Teramo) e poi prendere il Bus delle Autolinee Arpa (Mosciano Stazione-Mosciano).

Arrivare in autobus: prendere un Autobus delle Autolinee Arpa sia da Teramo (lungo la Statale 80), sia da Giulianova (lungo la Statale 80 o lungo la S.P. 262- via Montone). Da Giulianova ci si può servire anche delle Autolinee Gaspari (n. 4 via Convento; n. 3 lungo la Statale 80 e la S.P. 262).

One Response to "Mosciano Sant’Angelo: la semplicità del bello"

  1. flaviano gorgoretti   4 gennaio 2016 at 17:36

    le mie radici(tramite il nonno paterno)hanno voluto che visitassi,solo di tanto in tanto e per breve tempo,i luoghi che hanno visto mio padre e gli zii
    nascere in attività contadine legate alla produzione di uve,uno zio ancora vivente,ha 101 anni,ricordava, proprio di recente tutta quella abbondanza di varietà, specie di uve bianche, e, la cosiddetta malvasia,con meraviglia e stupore dei bei tempi giovanili;ricordava altresì le prime esperienze delle macchine trebbiatrici(a suo dire erano proprio le prime in quei luoghi).
    L’articolo è molto dettagliato,i monumenti storici,in specie la torre degli Acquaviva,sono certo,mi porterà a studiare di più quei monumenti anche perchè conosco già il palazzo degli Acquaviva ad Atri.

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