Il sindaco di Valle Castellana Vincenzo Esposito condannato dalla Corte dei Conti come un manigoldo qualunque

Il sindaco di Valle Castellana Vincenzo Esposito condannato dalla Corte dei Conti come un manigoldo qualunque

di Christian Francia  –

Vincenzo Esposito Valle Castellana - furfantello negligente
Il sindaco di Valle Castellana Vincenzo Esposito

In premessa è doveroso chiedere, a lettere cubitali, le dimissioni del sindaco del Comune di Valle Castellana per manifesta indegnità a ricoprire il ruolo di primo cittadino, ma al contempo è lecito meravigliarsi di come sia possibile che i mille residenti del fiero Comune montano non lo caccino a pedate nel sedere.

I motivi sono presto detti: due mesi or sono, il 19 ottobre 2015, la Corte dei Conti abruzzese – con sentenza n. 104/2015 – ha condannato il sindaco Vincenzo Esposito a risarcire il suo stesso Comune di Valle Castellana della somma di euro 5.000 “oltre gli interessi legali dalla data di pubblicazione della presente sentenza e sino all’effettiva ed intera soddisfazione del credito”, nonché a rifondere le spese di giudizio in favore dello Stato.

Eccovi la trama del film tragicomico.

Il Comune di Valle Castellana tempo fa aveva acquisito un veicolo meccanico da lavoro con relative attrezzature (lama spartineve, quattro catene, due benne e una trincia tagliaerba), veicolo rimasto a lungo inutilizzato e, in seguito, alcune di tali attrezzature erano entrate nella disponibilità di una ditta privata locale, tanto che quest’ultima vi avrebbe apposto la propria insegna.

Tutte le enumerate attrezzature si trovavano in deposito nell’ex rimessa sottostante la piazza comunale del Capoluogo, ma in sede di giudizio è emerso che il prode sindaco Esposito dapprima non si era accorto che erano scomparse sia la lama spartineve sia le quattro catene; poi – nonostante fosse stato avvertito della scomparsa – non aveva comunque ritenuto di dover sporgere denuncia; infine si era ricordato che la lama spartineve era stata prestata un paio di anni addietro ad una ditta privata che svolgeva lavori anche per il Comune.

Il sindaco Esposito è risultato responsabile della conservazione del mezzo meccanico di proprietà del Comune di Valle Castellana e dei relativi accessori, e quindi colpevole di aver negligentemente omesso la vigilanza che a lui competeva, anche nella ulteriore qualità di responsabile dell’area tecnica e contabile dell’Ente.

Come in un film di Totò, il buon Esposito in giudizio ha affermato con un colpo di teatro che magicamente il vomere (cioè la pala spartineve) era tornato al suo posto, ma non solo, nonostante fosse un po’ vecchiotto era altrettanto magicamente “tornato come nuovo”.

Purtroppo il Corpo Forestale che ha condotto le indagini ha verificato che il vomere ritrovato non ha attacchi compatibili con il mezzo meccanico al quale deve essere montato per poter essere utilizzato: in pratica era un altro vomere, obsoleto, non compatibile con il veicolo comunale e comunque del tutto diverso da quello acquistato dal Comune (il quale ultimo guarda caso era invece nella disponibilità della ditta privata).

La lama spartineve di proprietà del Comune, infatti, è stato accertato essere esattamente quella presente nella rimessa della ditta privata che la usava da anni come propria.

Pertanto il Comune di Valle Castellana ha sofferto un danno patrimoniale “conseguente alla perdita della disponibilità del vomere spartineve e delle catene da neve”.

La Corte dei Conti infila un rosario di rimproveri:

1)  Trascuratezza con la quale beni comunali sono stati gestiti e (non) conservati”;

2)  Antidoverosità della condotta del convenuto stesso rispetto agli obblighi di servizio che gli incombevano quale responsabile della cura e della custodia dei beni mobili di proprietà comunale”;

3)  “La condotta tenuta dall’Esposito deve definirsi affetta da colpa grave. Egli ha agito con negligenza;

4)  “È del tutto privo di giustificazione il successivo comportamento dell’Esposito, il quale “dimentica” di recuperare i mezzi comunali prestati alla fornitrice del servizio, non ritiene di dover sporgere denunzia per smarrimento o sottrazione e non verifica che quantomeno il vomere di proprietà del Comune sia finito nel contesto proprietario dell’appaltatrice”;

5)  Opacità con la quale il convenuto ha inteso negare l’addebito in sede di deduzioni rassegnate alla Procura, inducendo ad una verifica che ha condotto alla sconcertante scoperta di una sostituzione del vomere disperso dall’Ente (ma, comunque, nell’accertata disponibilità della ditta privata alla quale era stato prestato) con altro oggetto simile, ma non compatibile con la terna di proprietà comunale”;

6)  “Sono ravvisabili tutti gli elementi (rapporto di servizio, danno finanziario, condotta, nesso di causalità ed elemento soggettivo) costituenti responsabilità amministrativa a carico del convenuto”;

7)  “Acclarato pienamente il comportamento gravemente colposo di Vincenzo Esposito che, in violazione dei descritti, immanenti obblighi di servizio, non vigilava né custodiva in maniera idonea le attrezzature in dotazione all’ente locale, rinunciandone più volte alla detenzione e, quel che è più grave, consentendo, di fatto e in definitiva, alla sostituzione del vomere di proprietà con altro, simile oggetto ma obsoleto e non compatibile con il mezzo di riferimento nonché alla perdita degli accessori”;

8)  “Indici eloquenti di una condotta improntata a grave, ripetuta negligenza ed assoluto disinteresse riguardo alla necessaria integrità del patrimonio comunale”.

Non vorrei sembrare cattivo, ma chiunque venga descritto da una Corte come autore di trascuratezze, di condotte antidoverose, di colpe gravi, di altrettanto gravi negligenze prive di giustificazione, di opacità e furbizie tipiche dei furfanti, di assoluto disinteresse riguardo alle pubbliche proprietà, non è altro che un mentecatto indegno di rappresentare i suoi concittadini.

Più che dimettersi, vada direttamente a seppellirsi.

3 Responses to "Il sindaco di Valle Castellana Vincenzo Esposito condannato dalla Corte dei Conti come un manigoldo qualunque"

  1. Pino   16 dicembre 2015 at 18:59

    Che personaggio! Ma attaccargli un vomere e portarlo ad arare? Un lavoro socialmente utile 🙂

  2. Adriano   22 dicembre 2015 at 20:14

    Stasera ho scoperto, Il Fatto Teramano. Questo soggetto, della vicenda di cui parlate, tra l’altro è molto
    arrogante come i suoi sottoprodotti, non stò qui a inveire ma è la sacrosanta verità. Ma li vogliamo terminare o nò questa gentaglia? Avrei
    molto da dire su quante ingiustizie dobbiamo sorbirci. Evviva “Il Fatto Teramano”

  3. Anonimo   13 gennaio 2016 at 21:23

    FOSSE,,SOLO,,QUELLO.

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