Unione di Comuni della Val Vibrata: una scatola vuota, un disastro politico

Unione di Comuni della Val Vibrata: una scatola vuota, un disastro politico

di Christian Francia  –

Leandro Pollastrelli - Je suis le President de la Val Sfigata-Vibrata
Leandro Pollastrelli: Presidente dell’Unione di Comuni della Val Vibrata

Pochi giorni or sono è stato dato l’annuncio della nascita dell’Associazione “Vibrata 20.20”, la quale sarebbe stata promossa da cinque sindaci fondatori: Umberto D’Annuntiis (Corropoli), Rando Angelini (Sant’Egidio alla Vibrata), Paolo Camaioni (Martinsicuro), Cristina Di Pietro (Civitella del Tronto) e Leandro Pollastrelli (Colonnella, nonché Presidente dell’Unione di Comuni della Val Vibrata).

Dalle cronache si apprende che tale associazione “vuole scuotere gli assetti politici provinciali ed essere alternativa ai partiti”, perché pare che i sindaci vibratiani siano in rotta con la centralizzazione delle scelte partitiche, in base alla quale “ogni scelta e decisione per il territorio viene subita passivamente e calata dall’alto. Sanità, infrastrutture, lavoro, industria soffrono. Un vulnus che certifica l’incapacità del sistema organizzato dei partiti, fatto di ordini di scuderia”.

Per cui cotali sindachetti hanno deciso che “non si mettono sulla strada dei partiti, né si contrappongono ad essi: vogliono essere trasversalmente complementari tanto alla destra quanto alla sinistra”.

I reali motivi? Si sta costituendo l’ennesimo comitato elettorale: questa volta per far eleggere Umberto D’Annuntiis a Consigliere regionale (visto che il Parlamento è off limits per i sindachetti).

Come alcuni sapranno D’Annuntiis era di fede “gattiana” ed aveva stretto un patto con il proprio padrino politico per farsi candidare in Regione nel 2014 in quanto Paolo Gatti si era candidato quale Deputato con il partito Fratelli d’Italia nel 2013.

Purtroppo le cose sono andate diversamente: Gatti fortunatamente per i cittadini è stato trombato alle elezioni politiche del 2013 ed è stato costretto (visto che con la politica ci campa) a ricandidarsi in Regione, lasciando nel dimenticatoio D’Annuntiis che si è vendicato facendo vincere le elezioni provinciali al candidato di centrosinistra Renzo Di Sabatino, piuttosto che a quello di centrodestra.

Adesso i tempi stanno maturando per prepararsi ai prossimi appuntamenti elettorali e come è noto i partiti non tirano più a livello locale, tanto che il furbissimo Gatti prende voti con la sua lista civica “Futuro In” a livello comunale, salvo essere un alfiere del partito Forza Italia a livello regionale e nazionale, laddove i partiti comandano.

Del resto la Val Vibrata è sempre riuscita ad essere un ottimo comitato elettorale, tanto che alle elezioni regionali 2008 tutta la vallata si compattò per votare a destra Emiliano Di Matteo, che fu un insignificante e dimenticato consigliere regionale fino al 2014, quando la vallata si ricompattò per votare a sinistra Dino Pepe, attuale Assessore regionale insignificante e destinato al dimenticatoio al pari del suo predecessore rappresentante della Vibrata.

Gli uomini cambiano, gli schieramenti pure, ma il risultato è sempre lo stesso: la Val Vibrata è amministrata malissimo e negli ultimi 15 anni ha subito una regressione sociale, economica e politica senza eguali rispetto ai livelli di benessere raggiunti negli anni ’80 e ’90.

Ora, domando io, ma con quale credibilità codesti sindachetti, veri pusilli della politica, pensano di poter rinverdire le sorti della Val Vibrata se loro stessi da infiniti anni ne hanno certificato la morte?

Un esempio? I contributi ministeriali spettanti all’Unione di Comuni della Val Vibrata per i servizi gestiti in forma associata e relativi al 2015 sono pari a zero euro. Avete letto bene: zero spaccato.

Infatti, come pubblicato pochissimi giorni fa sul sito del Ministero dell’Interno, lo Stato ha quantificato i contributi da assegnare alle predette Unioni per l’anno 2015, ripartiti come disposto nella relativa tabella ministeriale che alleghiamo (Unioni di Comuni finanziate 2015).

E siccome, per chi non lo sapesse, l’art. 32 del Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs. n. 267/2000) afferma che “l’unione di comuni è l’ente locale costituito da due o più comuni, di norma contermini, finalizzato all’esercizio associato di funzioni e servizi”, se i servizi demandati all’Unione di Comuni della Val Vibrata dai dodici Comuni consorziati da oltre 15 anni semplicemente non esistono, i cittadini dovrebbero domandarsi a cosa servano i simpatici sindachetti della Val Vibrata:

– se non riescono a sviluppare economie di scala nell’istituzione preposta a tal fine;

– se non riescono a chiedere o a ottenere nemmeno un euro di contributi a differenza di tutte le altre Unioni di Comuni italiane;

– se non riescono nemmeno a consorziare le funzioni fondamentali sebbene siano obbligatoriamente chiamati a farlo almeno i Comuni di minori dimensioni, come prescrive la legge.

E non parliamo per niente del recentissimo studio sulle Unioni di Comuni in Italia, appena pubblicato (Studio sulle Unioni di Comuni in Italia – settembre 2015), che vede le Unioni abruzzesi in fondo alle classifiche italiane. Una desolazione senza fine.

Meglio sarebbe denominare l’Associazione “Vibrata 10.10”, una data più consona al medioevo politico che attraversa la vallata.

One Response to "Unione di Comuni della Val Vibrata: una scatola vuota, un disastro politico"

  1. Luca falo'   26 novembre 2015 at 21:09

    L’analisi è frutti di riflessioni in parte condivisibili, ma masnca di un necessario presupposto: “ci sará un motivo per cui la Val Vibrata non risponde ai dictat della classe politica teramana e cerca a volte in maniera un po’ goffa di cercare una sua strada?”

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