Gessopalena Vecchia, il paese perduto!

Gessopalena Vecchia, il paese perduto!

di Sergio Scacchia  –

Savina, vecchietta indomita, torna nella casa avita ogni estate. La sua famiglia aveva una bella abitazione nel borgo vecchio di Gessopalena quando lei era poco più che una vispa bimba. Correva felice tra le viuzze strette che si aprono su balconi di montagne. Oggi ha l’incedere incerto, è sorretta da un bastone e, ai primi di maggio di ogni anno, comincia a urlare ai figli perché l’accompagnino da Roma nel vecchio luogo dove tutto ricorda tempi spensierati.

Spesso ciò che rende speciale un posto è l’atmosfera che vi si respira, qualcosa d’imprevedibile eppure definito che deriva, da chi lo vive, come una sorta di patrimonio di affetti ed esperienze sedimentati negli anni.

Cielo e montagne sono i protagonisti dello spettacolo offerto dal borgo abbandonato di Gessopalena, posto su di un pendio davanti alla Montagna Madre della Majella, nel regno del lupo e del falco pellegrino.

Le case si trovano a pochi passi dal nuovo paese che sorse dopo l’abbandono delle vecchie abitazioni, sventrate prima da un immane terremoto nel 1933 e poi dalla furia omicida delle truppe tedesche in ritirata nell’ultima guerra.

Uno scenario naturale dove la pietra si amalgama mirabilmente con la storia sontuosa di ieri e la solitudine delle rovine di oggi. Gessopalena, infatti, ha conosciuto la signoria dei Caldora nella prima metà del XV secolo e in seguito dei Capua fino al settecento, infine il dominio dei Caracciolo di San Buono. Tutte dominazioni che avevano prodotto monumenti insigni andati perduti.

Percorro, con le mani in tasca, le antiche vie di ciottoli tra le case di sasso rimaste in piedi dopo l’abbandono. Sulle altre, quelle ormai finite in terra, passo scavalcando qualche maceria. Quasi mi commuovo nel sentire il suono vuoto delle mie scarpe lungo le vie morte. Ovunque trionfano ortica secca, bisce, lucertole e ramarri tra fantasmi di pietra.

Emana un’aura di mistero, di presenze, pare di sentire voci di bimbo. La desolazione circola tra le case, salta dentro finestre vuote, mentre un vento ululante accompagna una mattina dai colori indefinibili, insinuandosi nelle vecchie mura e nell’anima. Una porta giace riversa al suolo, alcune imposte sono scardinate e penzolano nel vuoto come assurde bandiere a mezz’asta per il dolore.

Paese sfortunato questo borgo medievale, nei secoli ha sofferto di frane continue che diverse volte hanno seppellito erba, alberi e massi sotto un manto marrone uniforme. Siamo alle solite.

I comuni montani in Italia soffrono le vertigini non per l’altezza su cui sono situati, non perché aggrappati a pendii scoscesi o strapiombi mozzafiato, ma per le frane che continuamente modellano marne e arenarie dell’Appennino.

Il nostro territorio è sempre sotto assedio da parte di una sorta di Isis nostrana che vuole asservire il territorio alle speculazioni locali con le armi delle carte bollate. Petrolio, cementificazione, sfruttamento abnorme del suolo. Non ci facciamo mancare niente!

Non lontano da Gessopalena e verso Torricella Peligna, anni fa cercarono di creare un “parco del vento” che detto così sembra qualcosa di poetico. In realtà questo eufemismo nascondeva l’immane impatto di una “selva oscura” di pale eoliche. E il progetto prevedeva un numero di questi giganti da fare impallidire la decina di quelli che sovrastano il borgo incastellato di Tocco da Casauria nel pescarese, versante opposto a questo della provincia chietina.

Altro che boschi! Al posto degli alberi qualcuno voleva enormi pale automatiche che, in nome di un presunto vantaggio energetico, sarebbero state disastrose per l’avifauna, il paesaggio e l’ecosistema così delicato in questo territorio asservito al Parco della Majella, zona orientale. Così la conservazione del paesaggio, il turismo eco sostenibile da promuovere va a carte quarant’otto, gridarono allora gli amministratori del paese.

Il luogo è troppo bello per deturparlo. Ha qualcosa di magico, un’aura che tocca nel profondo i visitatori e li fa gioire a lungo trasmettendo una sensazione di piacere e serenità. Deve sicuramente essere conservato così! E il progetto, per fortuna, fu scongiurato.

Qui dove la terra è sempre in movimento, sotto i piedi c’è il regno del gesso. Numerose cave hanno determinato anch’esse la fragilità dei terreni. Oggi un museo, insieme al nome, celebra questa singolarità.

L’antica chiesa di S. Egidio, nella parte alta della “ghost town”, accanto a ciò che resta delle mura del castello, s’immagina solamente insieme all’idea di vecchine che un tempo passavano davanti segnandosi la fronte con la croce. Arbusti, edere e fitti rampicanti fasciano le pietre in un abbraccio soffocante.

Poi, quasi a lenire la tristezza dolce del luogo, ecco una casina ristrutturata con fiori al davanzale. Pensare che solo a pochi metri di distanza, la parte nuova del paese riservi piacevoli sorprese con la bella chiesa cinquecentesca della Madonna dei Raccomandati, il Monumento all’Italia con la fontana del 1920 e il ricordo di D’Annunzio.

Come raggiungere Gessopalena:

Da nord e sud si raggiunge la Majella orientale, Torricella Peligna e Gessopalena con l’autostrada Adriatica A14 (da nord: in direzione di Ancona; da sud: in direzione Pescara), uscire a Val di Sangro, seguire la direzione Villa S. Maria, prendere la SS 652, proseguire in direzione Colle Zingaro, Torricella Peligna percorrendo la SP 110.

Non lontano ci sono borghi belli da vedere come Lama dei Peligni con la Riserva naturale del Camoscio d’Abruzzo, Torricella Peligna, il paese della famiglia del grande scrittore John Fante, il borgo incastellato di Roccascalegna e le fantastiche zone archeologiche di Iuvanum, poco distante dal confine molisano e quella del Monte Pallano.

Per dormire e mangiare consiglio a Torricella Peligna l’Albergo Paradiso. Dite che vi mando io.

Per contattare l’Albergo Paradiso 333 938 4180 – 0872 9694 01 – pagina Facebook a disposizione

www.paesaggioteramano.blogspot.it

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.