Il Comune di Crognaleto sputtanato dall’ANAC per l’appalto da 5,6 milioni di euro

Il Comune di Crognaleto sputtanato dall’ANAC per l’appalto da 5,6 milioni di euro

di Christian Francia  –

Giuseppe D'Alonzo - un vero furbo come te
Il sindaco di Crognaleto: “Furbizia Dem”

Si mette male per il Comune di Crognaleto: l’Autorità Nazionale AntiCorruzione (ANAC) si è abbastanza incazzata quando ha dovuto constatare come il Comune abbia fatto strame della legalità nell’ormai famosissimo appalto da 5,6 milioni di euro. Ma andiamo per ordine.

Come qualcuno ricorderà, a giugno 2015 denunciammo la procedura allegra posta in essere dal sindaco di Crognaleto, Giuseppe D’Alonzo, il quale esultava su tutti i giornali per aver ottenuto il finanziamento di euro 5.600.000,00 dal CIPE per il suo progetto di valorizzazione ambientale e turistica del comprensorio Tottea-Fucino (http://www.ilfattoteramano.com/2015/06/29/crognaleto-come-vengono-gestiti-56-milioni-di-euro-per-la-valorizzazione-ambientale-e-turistica-di-tottea/).

Il Comune specificava come il progetto consistesse in questo: “Nella piattaforma oltre alla valorizzazione delle bellezze naturali è prevista anche la realizzazione di aree a verde naturale, percorsi da trekking, ciaspolate, anti-bracconaggio, pista taglia fuoco, valorizzazione di vecchi fontanili, pinete d’interesse storico-ambientale, recupero di castagneti ed infine oltre la sistemazione delle aree urbane nel paese ed una variante allo stesso attesa da tantissimi anni, porteremo anche il metano nel comune di Crognaleto a partire dal paese di Tottea”.

Ma cosa c’entra tale progetto di valorizzazione ambientale e turistica con gli “Interventi di estrema urgenza in materia di vincolo idrogeologico, di normativa antisismica e di messa in sicurezza degli edifici scolastici” previsti dal decreto legge n. 133/2014 cosiddetto “Sblocca Italia”? All’apparenza non c’entra niente. Ma D’Alonzo tira fuori molti conigli dal suo cappello.

1) Intanto il Responsabile del Settore Tecnico del Comune di Crognaleto, cui competono i Lavori Pubblici, è guarda caso lo stesso Assessore comunale ai Lavori Pubblici Orlando Persia. Invece il Responsabile dell’Ufficio Finanziario cui compete la regolarità contabile delle attività comunali è guarda caso lo stesso sindaco Giuseppe D’Alonzo. E già qui iniziano le preoccupazioni.

2) Il 28 aprile 2015 l’Assessore/Responsabile del Settore Orlando Persia adotta la determinazione dirigenziale a contrarre relativa al progetto finanziato dal CIPE, all’interno della quale si legge testualmente: “Atteso che con deliberazione della Giunta Comunale n. 36 del 28.04.2015 lo stesso progetto è stato aggiornato; Atteso che con il medesimo atto è stata certificata, a seguito di apposita ricognizione, l’indifferibilità dell’intervento oggetto della ricognizione e l’“estrema urgenza” degli stessi, ai sensi dell’art. 9 D.L. 133/2014 (cosiddetto “Sblocca Italia”)”. È qui già si entra nella leggenda, perché la richiamata delibera n. 36 del 28.04.2015 – pubblicata sul sito del Comune – non contiene affatto la certificazione di indifferibilità e di estrema urgenza, per cui ci troviamo dinanzi ad un clamoroso falso.

3) Ecco la magia: adducendo una certificazione che non risulta agli atti il Comune di Crognaleto evita di svolgere la gara pubblica – obbligatoria per legge – e decide di utilizzare la procedura negoziata “mediante invito diretto di almeno dieci operatori economici”.

4) E come sarebbero state individuate queste fortunate dieci ditte da invitare? Semplice: “il Responsabile del Servizio”, cioè l’Assessore ai Lavori Pubblici Orlando Persia, il 13 maggio 2015 “comunicava al R.U.P. un elenco di n. 36 operatori economici di cui all’elenco predisposto dall’Ufficio che avevano manifestato interesse per la partecipazione a gare, aventi le caratteristiche imprenditoriali desunte dal progetto preliminare per la partecipazione alla gara di che trattasi”. Ma l’Assessore non può scegliersi le ditte che debbono partecipare ad un appalto da 5,6 milioni. Inoltre la manifestazione di interesse è stata chiesta alle ditte sulla base di quali criteri? E quando tempo prima?

5) Con la rapidità del fulmine, il Responsabile/Assessore prendeva “visione degli operatori economici da invitare alla gara di cui trattasi, all’uopo definiti dal R.U.P., così come individuati all’interno del predetto elenco, giusta mail in data 13.05.2015”. Come ha fatto il RUP, cioè il Responsabile Unico del Procedimento, a selezionare le almeno dieci ditte (fra le 36 già contenute nell’elenco dell’Assessore) nella stessa giornata nella quale ha ricevuto l’elenco? In base a quali criteri ha operato la selezione? E soprattutto: chi è il RUP?

6) Inoltre, il contenuto dell’appalto è coerente con la procedura prevista dallo “Sblocca Italia”? In altri termini: si potrebbe sapere dove risiederebbe l’“estrema urgenza” in quella che viene definita “valorizzazione ambientale e turistica”? È un ossimoro, una contraddizione in termini: o da un lato si valorizzano le bellezze naturali, si realizzano aree verdi, percorsi da trekking, ciaspolate, anti-bracconaggio, pista taglia fuoco, si valorizzano vecchi fontanili, pinete d’interesse storico-ambientale, si recuperano castagneti e si sistemano aree urbane nel paese ed una variante allo stesso attesa da tantissimi anni, portando anche il metano nel comune di Crognaleto; oppure dall’altro lato si realizzano opere indifferibili e di estrema urgenza nei limiti enunciati dall’art. 9 del decreto “Sblocca Italia” che non contiene nemmeno una fra le opere oggetto dell’appalto così come elencate dallo stesso sindaco D’Alonzo. Non sarà che furbescamente si ci sia arrampicati sugli specchi per bypassare la gara pubblica ed invitare in maniera riservata le ditte che aggradano a lorsignori?

7) Ed ancora. Trovandosi le aree oggetto di intervento all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso, l’Ente Parco e le autorità preposte ai beni paesaggistici hanno autorizzato le opere da appaltare? C’è il parere della Comunità Montana del Gran Sasso? C’è il nulla osta del Corpo Forestale dello Stato relativamente al vincolo idrogeologico? C’è il parere della Regione Abruzzo relativamente al vincolo paesaggistico? La Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici che dice? Le procedure di VIA/VAS (le valutazioni degli effetti ambientali del progetto) sono state effettuate? È stato curato il deposito del progetto presso l’ufficio del Genio Civile per le valutazioni di competenza? Essendo coinvolti nel progetto anche terreni privati, sono stati avviate le procedure di esproprio? Di tutti i citati adempimenti non vi è traccia nei provvedimenti pubblicati dal Comune di Crognaleto.

8)  C’è  da sottolineare pure che l’Assessore comunale Orlando Persia, al contempo Responsabile del Settore tecnico competente nei Lavori Pubblici di cui egli stesso ha la delega politica, è membro di una numerosa famiglia di costruttori proprio di Tottea (i Persia, appunto):

– della quale famiglia fa parte proprio quel Renato Persia recentemente aggiudicatario dell’appalto milionario per il rifacimento di Corso San Giorgio a Teramo (che è zio dell’Assessore Orlando);

– della quale famiglia fa parte pure un altro zio carnale dell’Assessore, titolare a sua volta di autonoma impresa costruttrice (nonché padre della fidanzata del consigliere regionale PD Sandro Mariani, sodale di coalizione del sindaco di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo, anche lui presentatosi quale candidato consigliere regionale con il centrosinistra nel 2014);

– della quale famiglia fa parte pure un terzo zio carnale a sua volta titolare di distinta impresa costruttrice.

Senza contare che lo stesso Orlando Persia è dipendente dell’Enel, stessa azienda dove lavora anche il padre del consigliere regionale Sandro Mariani.

Non è mai bello che non si svolgano gare pubbliche per appalti da 5,6 milioni di euro, e sarebbe opportuno che a metterci le mani non fossero quegli stessi politici che potrebbero avere interessi economici e/o parentali nella vicenda.

In coda al citato articolo invocavamo l’intervento all’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) per la verifica di eventuali illegittimità (fatti salvi i diritti delle ditte non ammesse a partecipare alla procedura in essere e dei progettisti estromessi, i quali ben potrebbero avanzare puntuali richieste di accesso agli atti onde tutelare i propri interessi professionali).

A luglio 2015 siamo tornati sull’argomento (http://www.ilfattoteramano.com/2015/07/02/linsipienza-della-giunta-di-crognaleto-rischia-di-far-saltare-il-finanziamento-di-56-milioni-di-euro/), evidenziando le seguenti criticità:

A) Il sindaco Giuseppe D’Alonzo dovrebbe spiegare ai suoi concittadini per quale motivo ha chiesto ed ottenuto dal governo 5,6 milioni di euro per dei lavori consistenti principalmente nel realizzare una strada nel bosco fra la frazione Tottea e il lago di Campotosto, piuttosto che preoccuparsi di Cesacastina, frazione che davvero subisce un rischio geologico e geomorfologico in quanto è interessata da un movimento franoso già ampiamente censito.

Non sarebbe stato corretto chiedere i soldi al governo per mitigare il vero rischio, in luogo di accampare rischi inesistenti – nel caso del progetto di valorizzazione Tottea-Fucino – per realizzare opere che avranno forse una utilità economica per chi sarà affidatario dei lavori, ma nessuna reale utilità per la attenuazione dei rischi che concernono la popolazione?

B) La scusa formalizzata dalla Giunta di Crognaleto per poter evitare di svolgere la obbligatoria gara europea per l’affidamento dei lavori del progetto, è stata quella del richiamo al decreto Sblocca Italia (e precisamente all’art. 9 comma 1 lett. b del D.L. n. 133/2014), ai sensi del quale è possibile ricorrere alla procedura negoziata – con l’invito rivolto a soli “dieci operatori economici”, peraltro discrezionalmente scelti – nei casi nei quali si debba procedere “alla mitigazione dei rischi idraulici e geomorfologici del territorio”.

Nella deliberazione di Giunta Comunale n. 34 del 23.04.2015 si dà conto del fatto che il “geologo incaricato relazionava lo stato di dissesto idrogeologico in essere e la mitigazione dei rischi idraulici dell’area di intervento”.

È bene chiarire che l’eventuale stato di dissesto di un’area può comportare due conseguenze: la pericolosità (laddove non vi sia una antropizzazione dei luoghi) e il rischio (laddove vi sia la presenza costante e abituale dell’uomo). Il rischio, quindi, è una categoria applicabile alle persone.

Non si vede, allora, come possa esservi rischio all’intero di un bosco poco o punto antropizzato, quale è quello interessato dal progetto del Comune. Anzi, il rischio si aggrava proprio con le opere oggetto dell’appalto, le quali sono appunto volte alla realizzazione di una strada (che di per sé è finalizzata a farci passare le persone), dei percorsi da trekking, dei percorsi per ciaspolate, ecc.

Inoltre, nemmeno di rischio idraulico potrebbe parlarsi in quanto la zona presenta solo fossi minori e non torrenti o fiumi che minaccino abitati o luoghi antropizzati. Peraltro, il geologo non sarebbe nemmeno la figura competente sui rischi idraulici, che di norma dovrebbero essere valutati da un ingegnere, per cui come hanno potuto la Giunta e il Responsabile del Settore Tecnico di Crognaleto (a sua volta assessore dello stesso Comune, delegato incredibilmente dal sindaco proprio al settore dei Lavori Pubblici) dare per buono il rischio idraulico cui rifarsi per bypassare la gara?

C) Nella determinazione a contrarre del 28.04.2015 il Responsabile/Assessore (bicefalo) dà atto che nel progetto di che trattasi “la Categoria dei lavori prevalente è la OG3”. Orbene, considerato che tale categoria è relativa alla costruzione di strade e autostrade utili “a consentire la mobilità su gomma, ferro o aerea”, è evidente da un lato che la categoria di lavori è incompatibile con la mitigazione del rischio idraulico eventualmente rilevata dal geologo, dall’altro lato come il Comune abbia compiuto una evidente forzatura allo scopo di non dare luogo alla gara pubblica e invitare alla procedura solo dieci ditte discrezionalmente scelte.

Va da sé che tutte le ditte non invitate – che svolgano lavori rientranti nella categoria OG3 – abbiano interesse ad avanzare apposito ricorso nel caso la procedura non venga immediatamente sospesa per dar luogo ad una gara europea, come prescritto dalla legge.

D) Ma gli errori del Comune di Crognaleto sono infiniti: sembra infatti che l’Ente Parco Nazionale del Gran Sasso abbia già espresso formale parere negativo allo svolgimento del progetto, in quanto lo stesso insisterebbe su un’area di massima protezione ambientale nella quale sarebbe esclusa qualsiasi opera di ingegneria, meno che mai una strada da realizzarsi nel bosco né le opere complementari pure previste.

E) E come se ciò non bastasse si è incazzato pure l’Ordine degli Ingegneri, il quale ha segnalato talune irregolarità della procedura in corso all’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) e ha contestualmente invitato il Comune di Crognaleto “a rivisitare in autotutela la procedura avviata anche per le conseguenze altamente negative che si potrebbero determinare sia in termini di lesione dei diritti costituzionalmente garantiti verso i professionisti sia sotto l’aspetto economico laddove l’illegittimità della procedura potrebbe portare in luce una serie di contenziosi con costi abnormi per il pubblico erario.

Gli ingegneri, molto opportunamente, con tale nota del 29.06.2015 (Ordine degli ingegneri Teramo – nota prot. n. 843 del 29.06.2015 a Crognaleto) hanno sottolineato come “la natura e l’importo dell’intervento avrebbe viceversa reso necessaria l’attivazione delle procedure di evidenza pubblica”, cosa che invece il Comune ha voluto evitare come la peste ricorrendo a fantasiose argomentazioni.

In aggiunta, l’Ordine ha rimarcato pure la mancanza del requisito della “estrema urgenza” che è obbligatoriamente richiesto dalla legge per poter utilizzare le procedure semplificate dello Sblocca Italia, in quanto l’urgenza è del tutto estranea sia in linea di principio ad un progetto di “valorizzazione turistica”, sia in concreto ai contenuti della relazione tecnica del progetto, la quale esplicita che la finalità che l’intervento di propone è quella di un collegamento tra la frazione di Tottea (…) e la zona del lago di Campotosto (…) per favorire una migliore mobilità ed un potenziamento del turismo locale-nazionale-internazionale nonché uno sviluppo socio-economico delle aree interessate”.

Chiosavamo dicendo che l’insipienza e la colpa grave (o la malafede) del Sindaco e della Giunta di Crognaleto rischiavano di far revocare il finanziamento milionario concesso dal governo, nel caso non si fosse proceduto ad una rapidissima retromarcia e all’avvio di una gara pubblica aperta a tutti gli operatori economici.

Ma cosa è successo dopo luglio 2015?

Ce lo racconta direttamente l’ANAC con la propria lettera protocollo n. 130557 dell’8 ottobre 2015, lettera pubblicata sul sito dell’Ordine degli Ingegneri di Teramo che avevano fatto un apposito esposto per vederci chiaro nel fitto bosco di Crognaleto (Crognaleto – Risposta Anac 08.10.2015).

Intanto è successo che il Comune se n’è fregato di tutto ed ha proceduto dritto per la sua strada, aggiudicando l’appalto all’impresa MAR Appalti Srl di Penna Sant’Andrea.

Poi è successo che l’ANAC si è inviperita per le scemenze che ha tentato di raccontarle il Comune ed ha avviato formale istruttoria per verificare “la legittimità dell’affidamento con procedura negoziata” (in luogo della gara pubblica) nonché la legittimità “dell’incarico di RUP a tecnico esterno all’ente”.

L’Autorità AntiCorruzione ha messo nero su bianco che il sindaco D’Alonzo ha dichiarato che:

“l’affidamento con procedura negoziata è stato giustificato con la connotazione di «estrema urgenza» degli interventi di progetto, ai sensi dell’art. 9 del DL 133/2014”;

“la condizione di «estrema urgenza» deriva dalla natura dell’intervento e dalla sua indifferibilità certificata dall’Ente e «non sia un requisito a se stante legato al concetto di rischio immediato»”;

“la Giunta comunale avrebbe certificato l’indifferibilità dell’intervento ai sensi dell’art. 9 del DL 133/2014”.

Ma siccome non ci tiene a farsi prendere per il culo da un Comunello del cazzo, l’ANAC ha sottolineato:

1. “che nella documentazione allegata non si è rinvenuta la suddetta certificazione (furbacchioni!!!);

2. “che la condizione di estrema urgenza debba essere certificata a seguito di apposita ricognizione di un organo tecnico/gestionale della stazione appaltante, risultando comunque inidonea una certificazione ad opera della Giunta Comunale non supportata da adeguata documentazione tecnico-amministrativa degli organi competenti” (tana per D’Alonzo!!!);

3. “che nello «Studio geologico preliminare» trasmesso da codesto Ente non è evidenziato il carattere d’urgenza degli interventi analizzati, né vi è evidenza di una significativa finalizzazione dell’intervento alla riduzione del rischio idrogeologico (tana per la Giunta di Crognaleto!!!).

In conclusione della lettera l’ANAC, evidentemente indispettita da cotale insolenza, bacchetta l’Amministrazione D’Alonzo: “considerato il carattere strettamente tassativo dei presupposti per il ricorso alla procedura negoziata senza bando, la quale è ritenuta nel vigente ordinamento una procedura di carattere eccezionale, si chiede di chiarire le contraddizioni sopra rilevate, trasmettendo eventuale documentazione integrativa a giustificazione della procedura adottata”.

D’Alonzo ha un termine di 30 giorni dal ricevimento della lettera ANAC dell’8 ottobre 2015 per rispondere all’Autorità AntiCorruzione e per fornire eventuali giustificazioni, essendo noto che “l’inosservanza del termine di riscontro comporta l’avvio del procedimento sanzionatorio, nonché il deferimento al Consiglio dell’Autorità”.

Riuscirà il nostro eroe D’Alonzo (con la protezione del Beato Sandro Mariani e di San Luciano D’Alfonso) a tirarsi fuori dai guai? Riuscirà a salvare il finanziamento di 5,6 milioni? Riuscirà a non farsi sanzionare? E nel caso abbia già affidato l’esecuzione dei lavori, riuscirà ad evitare lo scempio ambientale e il risarcimento dei danni provocati? E la MAR Appalti Srl che dice? Come è riuscita ad ottenere l’aggiudicazione dell’appalto? E le altre ditte invitate ma non vincitrici cosa dicono? E tutte le imprese non invitate cosa pensano di fare?

Lo sapremo nella prossima avvincente puntata.

Viva Crognaleto! Viva l’Italia! Viva lo Sblocca Italia!

10 Responses to "Il Comune di Crognaleto sputtanato dall’ANAC per l’appalto da 5,6 milioni di euro"

  1. Vomitino   27 ottobre 2015 at 22:52

    La ditta MAR Appalti non è che lo zio dell’autista dell’Arpa nonché Sindaco di Penna S.Andrea Severino Serrani, il quale è ex autista di Gatti e adesso portaborse sempre di Gatti… chi ha orecchie per intendere intenda…

  2. silvia   27 ottobre 2015 at 23:32

    Che sollievo leggere pezzi come questo!

  3. Peppapig   28 ottobre 2015 at 12:14

    Il sindachello del cazzo del comunello del cazzo a quanto pare è stato preso in “castagna”. Caro cosciottello cominci a trovare anche tu la forma della scarpa a quanto pare. Hai trovato chi non ti lecca il culo come i tuoi concittadini (non tutti) e ti rompe le uova nel paniere e non ti fa fare come cazzo ti pare.
    Grazie Christian per questo articolo spero sia solo la prima di una lunga serie di puntate.

  4. Ciao   28 ottobre 2015 at 13:42

    Il Partito Unico al potere e tutti vissero contenti e felici…

  5. VOMITONE   28 ottobre 2015 at 16:12

    Spett.le sig. “Vomitino”, si inofrmi prima di diffondere false notizie.
    La ditta MAR APPALTI s.r.l. ha sede nella frazione di Val Vomano del comune di Penna Sant’Andrea, mentre l’altra a cui forse lei sbadatamente fa riferimento (che non si chiama MAR APPALTI) ha sede nel capoluogo sempre del comune di Penna Sant’Andrea.
    Un saluto e la ringranzio dell’attenzione.

  6. teramano   28 ottobre 2015 at 19:52

    Personalmente mi fa’ sempre piacere quando qualcuno alza un po’ midi polvere per dare una pulita e vederci meglio, pero’ penso anche che la stessa persona si dovrebbe informare un po’ meglio per non cadere in un forma di sola discriminazione del lavoro altrui ( i soliti italiani a cui non va’ bene nulla).
    Associare i nomi di Mariani, d’alfonzo, Orlando, Persia e d’alonzo e’ un’eresia perche’ sono di schieramenti opposti e poi se esiste un decreto che permette di tagliare infinite burocrazie(grosso problema italiano) ben venga, tanto se si vuole imbrogliare non serve fare gare pubbliche perche io da imprenditore ho assistito a gare d’appalto, dove “casualmente” il ribasso era dell’ 1% meno del mio… Che caso.
    Poi io preferisco sempre che i lavori vengano svolti da ditte della zona almeno i soldi girano a casa nostra e i lavori vengobo finiti….Abbiamo l’esempio di l’aquila dove gli appalti sono stati vinti casualmente da ditte fuori regione con ribassi vergognosi e i lavori non sono stati terminati e le ditte volatilizzate….
    Per quanto riguarda la necessita’ o priorita’ nel realizzare suddetta opera , questo ho i miei dubbi pero’ c’e da dire che se un finanziamento viene erogato per un’opera poi non ci puoi rimbiancare le case, con quei soldi puoi solo realizzare quell’opera…
    Detto questo io sono sempre a favore di creare lavoro l’importante e che SI CHIUDA IL LAVORO e di questo il sindaco a dato prova in tutti i lavori cominciati

  7. Apperó   29 ottobre 2015 at 0:05

    Siamo in una situazione persino peggiore del periodo precedente Mani Pulite, perché è vero che oggi esiste il Partito Unico, che si difende compatto.

  8. Anonimo   29 ottobre 2015 at 12:09

    O teramanooooo ma non sarà mia che te tu stai al di sopra dei mille metriiii?
    Ovvia te tu parli di schieramenti opposti? Opposti una beata fava si suol dire dalle mi parti.
    Cumbigne de bicchiire dalle tue parti.
    Lavori svolti da imprese della zona? Ma non stiamo mica facendo una partitella a poker tra amiconi?
    Chi verifica la capacità delle imprese?
    Chi controlla le ditte subappaltatrici?
    Ma quanto è bravo Tarzan.

  9. Anonimo   29 ottobre 2015 at 19:52

    L’ignoranza di vomitino che diffonde false notizie fa semplicemente ridere, prima di fare accuse informati, sei a dir poco ridicolo.

  10. anonimo   29 ottobre 2015 at 19:59

    Il cosiddetto sindaco per poter fare questa strada doveva diventare proprietario quindi ha preso dal consorzio di bonifica 3 strade dissestate che ora dovrà mantenere come fa non lo so visto che le strade del comune sono già in uno stato pietoso….

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