Scandalo IZS: il sindacato FSI mina la poltrona di Manola Di Pasquale e sbugiarda CGIL, CISL e UIL

Scandalo IZS: il sindacato FSI mina la poltrona di Manola Di Pasquale e sbugiarda CGIL, CISL e UIL

di Christian Francia  –

Luciano D'Alfonso e Manola Di Pasquale - allo zooprofilattico è rimasto lo zoo
Lo Zoo senza profilattico dell’Abruzzo più becero

È avvilente assistere alla melassa politico-sindacale nella quale affondano le Istituzioni regionali e locali. Noi sottolineiamo quotidianamente le responsabilità dei politici, ma non vanno sottovalutate anche le responsabilità dei sindacati, troppo spesso compiacenti con il potere e attentissimi a non mettere i bastoni fra le ruote agli stupratori della legalità, in cambio (si immagina) di reciproche cortesie.

Oggi invece è accaduto un fatto unico per la remissiva Teramo: un sindacato indipendente ha deciso di svolgere il proprio mestiere, cioè tutelare la legalità all’interno di un Ente pubblico, perché la legalità è il presupposto indefettibile di una corretta gestione e di conseguenza della tutela dei diritti dei lavoratori.

All’Istituto Zooprofilattico di Teramo, nel giorno della presentazione del nuovo illegittimo Consiglio di Amministrazione (illegittimo a causa della nullità dell’incarico di Presidente assunto in plurima violazione di legge da Manola Di Pasquale), il Sindacato FSI – nelle persone dei cinque rappresentanti della RSU aziendale – ha messo nero su bianco che “esige chiarezza in un momento di confusione totale derivante dagli allarmi provenienti dagli organi di informazione circa la presunta illegittimità del nuovo Presidente del CdA. È interesse generale legittimare attraverso il parere di organi autorevoli la posizione del CdA onde evitare che i dipendenti, già pesantemente provati dalle precedenti governance, abbiano a sopportare il carico di ulteriori “blocchi amministrativi” derivanti dalla dichiarazione di nullità di atti adottati in violazione delle vigenti disposizioni di legge. Con una dichiarazione di conformità degli organi competenti in indirizzo, il Sindacato FSI cerca di prevenire nuove situazioni di stallo e di sperpero derivanti dalla richiesta successiva di pareri legali e sentenze accertative a rimedio di anomalie amministrative già purtroppo vissute”.

Con una lettera inviata al Ministero della Sanità, alla Regione Molise, alla Regione Abruzzo (che ha combinato il disastro), al Consiglio di Amministrazione dell’IZS, all’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), alla Corte dei Conti, alla Procura della Repubblica e al Responsabile della Prevenzione della Corruzione dell’IZS (la Dott.ssa Ivana Cravero), il sindacato FSI ha espresso viva preoccupazione circa la conferibilità e nominabilità dell’avvocato di che trattasi alla carica presidenziale. Da decenni, all’interno dell’Istituto si verificano anomalie e disfunzioni che hanno causato e continuano a causare vere e proprie sospensioni della legalità con grave nocumento di tutti i dipendenti (mancate approvazioni dei contratti decentrati, mancate erogazioni delle dovute premialità, scorretti inquadramenti nelle mansioni, assenza di piani per la formazione, mancate progressioni di carriera, ecc.). Data la pregressa situazione, non può che destare allarme quanto emerge dagli organi di informazione circa la presunta illegittimità del nuovo Presidente del CdA, ragione per cui si chiede a ciascuno degli Organi in indirizzo – per quanto di rispettiva competenza – di verificare scrupolosamente la inoppugnabile legittimità dell’incarico in parola, onde evitare all’Istituto ulteriori anni di incertezze e di menomazioni funzionali che sarebbero di detrimento per l’intera cittadinanza, oltre che per la platea di dipendenti e collaboratori, già pesantemente fiaccati dalle gestioni pregresse”.

Il sindacato sottolinea tutti i dubbi (che in realtà sono certezze) relativi alla nomina dell’Avv. Manola Di Pasquale nel CdA dell’IZS in quanto l’Art. 7 comma 1 del vigente D.Lgs. n. 39/2013 così prescrive: “A coloro che nell’anno precedente siano stati componenti del consiglio di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti della medesima regione che conferisce l’incarico non possono essere conferiti: c) gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello regionale.

La RSU aziendale si premura anche di mettere in evidenza come l’Art. 17 comma 1 del D.Lgs. n. 39/2013 preveda una sanzione particolarmente grave: “Gli atti di conferimento di incarichi adottati in violazione delle disposizioni del presente decreto e i relativi contratti sono nulli”.

E non è tutto. L’FSI fa pure una lezione di diritto al sedicente avvocato Di Pasquale, che continua a blaterare delle castronerie indegne per difendere la sua agognata poltrona, chiarendo una volta per tutte che – sebbene il Consiglio di Amministrazione dell’IZS non abbia per legge poteri gestionali –l’art. 1 comma 2 lett. L) del D.Lgs. n. 39/2013 contempli fra gli incarichi inconferibili anche quelli concernenti organi di indirizzo: “Ai fini del presente decreto si intende: L) per «incarichi di amministratore di enti pubblici e di enti privati in controllo pubblico», gli incarichi di Presidente con deleghe gestionali dirette, amministratore delegato e assimilabili, di altro organo di indirizzo delle attività dell’ente, comunque denominato, negli enti pubblici e negli enti di diritto privato in controllo pubblico”.

Né l’FSI dimentica di ribadire che la L.R. 21 novembre 2014 n. 41 denominata “Riordino dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise G. Caporale”, reca la seguente disposizione all’Art. 8 comma 1: Il Consiglio di Amministrazione, che dura in carica quattro anni, è composto da tre membri, muniti di diploma di laurea magistrale o equivalente ed aventi comprovata professionalità ed esperienza in materia di sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti, di cui uno designato dal Ministro della Salute, uno designato dalla Regione Abruzzo ed uno designato dalla Regione Molise”.

La RSU dell’IZS fa tana a Manola: “Stando al curriculum ufficiale dell’Avv. Manola Di Pasquale (che si allega) pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Teramo in quanto la stessa è attualmente consigliere comunale in carica, sembrerebbe che esso sia carente di «comprovata professionalità ed esperienza in materia di sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti»”.

Quindi l’FSI così conclude: “Per quanto sopra sommariamente esposto, si invitano tutti gli organi in indirizzo a voler effettuare tutte le verifiche del caso, acquisire o formulare i necessari pareri, dotarsi delle consulenze specializzate delle Avvocature pubbliche, onde fugare ogni dubbio di legittimità e dare avvio ad una stagione di serenità dove poter esplicare tutte le capacità operative che l’IZS certamente possiede”.

Non bene, ma benissimo ha fatto l’FSI a invocare pronunciamenti dai competenti organi terzi deputati ai controlli di legittimità, perché se il nuovo presidente non può ricoprire quella carica, tutti gli atti che il CdA illegittimo dovesse adottare sarebbero inesorabilmente inficiati.

Non si può fare a meno di sottolineare, però, che mentre l’FSI prende carta e penna e sollecita i chiarimenti e le verifiche del caso, la triplice sindacale – cioè CGIL, CISL e UIL – tace indecorosamente mostrando il vero volto del sindacato: una contiguità palese con coloro che comandano a prescindere da chi siano e dalla legittimità dei loro incarichi.

Credo non sia plausibile immaginare che l’FSI non abbia chiesto la condivisione degli altri sindacati nel formulare i dubbi e la conseguente richiesta di chiarimenti, quindi ne deduco che la lettera della RSU abbia stanato i furbetti del consociativismo alla teramana, mettendo a nudo la loro affiliazione ai partiti di governo.

Spero di sbagliarmi, ma misureremo nei prossimi giorni il loro eventuale silenzio per valutarne compiutamente il livello di compromissione.

Da ultimo, sono letteralmente scioccato e raccapricciato dalle gravissime le parole del presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino, il quale non si è vergognato di difendere l’incarico di Manola e anche colui che ha stuprato la legalità per affidarle tale poltrona, cioè il governatore Luciano D’Alfonso.

Di Sabatino, pur essendo anch’egli avvocato, pronuncia parole totalmente estranee alla verità giuridica dei fatti: “mi pare che, dopo la nomina del teramano Luciano D’Amico alla guida della più grande società pubblica abruzzese, la Tua, le indicazioni del presidente della Regione stiano proseguendo proprio verso nomi teramani”.

Ohibò, Antonio Di Pietro direbbe: “e che c’azzecca?”. Infatti Di Sabatino svicola e affonda ancor più nelle sabbie mobili: invece di confutare l’inconfutabile, il Presidente della Provincia parte per la tangente confermando indirettamente che il PD stia lottizzando (come accusa Paolino Tancredi) e peggio ancora confermando che il merito e la legalità non contino un cazzo per il centrosinistra abruzzese.

Non solo, ma il riferimento a Luciano D’Amico è addirittura ridicolo, proprio perché anche lui è una nomina illegittima fatta da D’Alfonso, talmente illegittima che pure il Ministro dell’Università Giannini lo ha urlato nell’aula della Camera dei Deputati rispondendo ad una interrogazione parlamentare (e comunque D’Amico non è affatto teramano, per cui desta sconcerto leggere palesi falsità dalla bocca del Presidente di una Istituzione che utilizza il proprio ruolo per effettuare difese d’ufficio della sua squallida parte politica).

Il titolo che il quotidiano Il Centro dedica alle dichiarazioni del Presidente della Provincia è tanto esilarante quanto angosciante: “Il centrosinistra valorizza i teramani”. Per quanto mi riguarda, mi accontenterei di “termovalorizzare” il PD teramano e abruzzese per liberare la cittadinanza da un giogo asfissiante che la affossa irrimediabilmente.

7 Responses to "Scandalo IZS: il sindacato FSI mina la poltrona di Manola Di Pasquale e sbugiarda CGIL, CISL e UIL"

  1. Bimbi   26 ottobre 2015 at 22:43

    Tanto per chiarire: la UIL ha fatto campagna elettorale per Gatti ed è proprio il sindacato che fa capo a lui, nella CGIL, proprio una sindacalista dello zooprofilattico si è candidata alla Regione nella lista Regione Facile, che faceva capo proprio a D’Alfonso. Ma di che stiamo a parlà. Un plauso sincero a questo sindacato indipendente, con l’augurio che resti indipendente, che veda crescere il suo numero di iscritti e che possa resistere alle pressioni che nei prossimi giorni riceverà…

  2. Anonimo   27 ottobre 2015 at 7:47

    Complimenti alla UIL. Ha trovato il modo migliore per difendere i diritti dei lavoratori. Che continui pure così !!!!

  3. Leda Santosuosso   27 ottobre 2015 at 11:35

    meno male che qualcuno disposto a metterci la faccia ancora ci sia!
    grazie a questo sindacato indipendente!

  4. Finalmente   27 ottobre 2015 at 19:01

    Finalmente un’Italia pulita, che reagisce scandalizzata di fronte alle illegittimità! Direi un Sindacato con la “S” maiuscola!

  5. Anonimo   27 ottobre 2015 at 19:48

    Mi piacerebbe ascoltare il parere di un “dipendente” speciale dell’IZS.
    Anche pro, ma almeno dica qualche cosa.
    Sapete chi è?

  6. Vomito   27 ottobre 2015 at 20:08

    Per Anonimo: di dipendenti “speciali” ce ne sono diversi, basta scegliere di centro, di destra, di sinistra e dei 5 stelle…

  7. Anonimo   28 ottobre 2015 at 12:12

    Vomito! ma uno è super speciale…grr.grr. grr

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