Scandalo all’IZS: Manola Di Pasquale non può far parte del Consiglio di Amministrazione

Scandalo all’IZS: Manola Di Pasquale non può far parte del Consiglio di Amministrazione

di Christian Francia  –

Luciano D'Alfonso e Manola Di Pasquale - siamo due capre - IZS
Luciano D’Alfonso e Manola Di Pasquale: abbracciati nell’illegalità

Lo stupro della legalità è uno sport così diffuso dalle nostre parti da poter essere inserito fra le specialità olimpiche. Il nuovo record è stato stabilito da Luciano D’Alfonso e da Manola Di Pasquale (splendida protagonista della serie: “The Lucianos”).

Come saprete, da pochi giorni il “magister ignorantiae legis” D’Alfonso ha nominato Manola Di Pasquale (candidata sindaco del PD al Comune di Teramo nel 2014, trombata al ballottaggio poiché ritenuta dagli elettori persino peggiore del “pessimissimo” Brucchi) quale membro del costituendo Consiglio di Amministrazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise avente sede a Teramo.

Manolita ha dichiarato giubilando: È una grande soddisfazione per me, perché questo è un ente di prestigio e perché io sono teramana. Anzi, di più: abito a pochi metri dall’ingresso dell’istituto”.

Per lei la nomina è una soddisfazione, ma per i cittadini è l’ennesimo stupro della legalità, con due aggravanti: da un lato Manola ostenta soddisfazione non rendendosi nemmeno conto di ostentare una ignoranza sesquipedale delle più elementari norme giuridiche (lei che si definisce avvocato); dall’altro lato il governatore dell’Abruzzo non si rende nemmeno conto di avere effettuato una nomina in palese contrasto con una legge regionale approvata e promulgata da egli medesimo nemmeno undici mesi or sono.

Ma costoro ci sono o ci fanno? È plausibile che non ci sia uno straccio di dipendente, fra i duemila che pascolano nelle comode stanze della Regione, in grado di suggerire quel minimo di decenza giuridica che eviti al presidente una brutta figura dietro l’altra, tale da renderlo un inarrivabile gaffeur delle nomine?

Non gli bastavano le figuracce rimediate con le nomine illegittime di Luciano D’Amico (all’ARPA prima e alla TUA poi), di Claudio Ruffini ad Abruzzo Sviluppo e Dio solo sa quante altre ancora? Evidentemente voleva provare l’ebbrezza di una nomina non solo illegittima, ma doppiamente illegittima per due diverse disposizioni di legge. Un vero record che lo spedisce di diritto nell’Olimpo degli stupratori della legalità.

1) MANOLA È INCONFERIBILE.

Detta in termini molto semplificati, la Regione Abruzzo non avrebbe potuto nominare Manola Di Pasquale nel CdA dell’IZS in quanto l’Art. 7 comma 1 del vigente D.Lgs. n. 39/2013 così prescrive: “A coloro che nell’anno precedente siano stati componenti del consiglio di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti della medesima regione che conferisce l’incarico non possono essere conferiti: c) gli incarichi di amministratore di ente pubblico di livello regionale.

Siccome l’Istituto Zooprofilattico è indubbiamente – ai sensi dell’art. 1 comma 2 lett. b) del medesimo D.Lgs. n. 39/2013 – un ente pubblico di livello regionale e Manola non solo era consigliere comunale un anno fa ma lo è tuttora, ne discende come la stessa non possa essere nominata in nessuna maniera nel CdA dell’IZS proprio perché i componenti del CdA sono inequivocabilmente amministratori dell’Istituto.

2) CONSEGUENZE E SANZIONI.

Intanto l’Art. 15 comma 1 del D.Lgs. n. 39/2013 prevede che “Il responsabile del piano anticorruzione di ciascun ente pubblico contesta all’interessato l’esistenza o l’insorgere delle situazioni di inconferibilità o incompatibilità di cui al presente decreto”. In tal senso è la Dott.ssa Mirella Ivana Cravero, Responsabile in carica della Prevenzione della Corruzione dell’IZS, a dover dare il benservito alla bella Manolita.

Il successivo comma 2 dell’art. 15 così recita: “Il responsabile segnala i casi di possibile violazione delle disposizioni del presente decreto all’Autorità nazionale anticorruzione, nonché alla Corte dei conti, per l’accertamento di eventuali responsabilità amministrative”. Cioè a dire: la Dott.ssa Cravero segnala il caso all’ANAC e alla Corte dei Conti affinché provvedano a sfanculare la Regione Abruzzo che ha incautamente proceduto alla nomina illegittima.

La ciliegina sulla torta è contenuta nell’Art. 17 comma 1: “Gli atti di conferimento di incarichi adottati in violazione delle disposizioni del presente decreto e i relativi contratti sono nulli”. Cioè Manola non può nemmeno soffiarsi il naso all’IZS e il suo agognato incarico è radicalmente inesistente (come direbbe il forbito D’Alfonso è tamquam non esset).

Quanto poi al governatore, si applica l’Art. 18 comma 1: “I componenti degli organi che abbiano conferito incarichi dichiarati nulli sono responsabili per le conseguenze economiche degli atti adottati”; e comma 2: “I componenti degli organi che abbiano conferito incarichi dichiarati nulli non possono per tre mesi conferire gli incarichi di loro competenza”.

La povera avvocatessa Manolita, oltre alla figuraccia, rischia pure le conseguenze di cui all’Art. 20 comma 1: “All’atto del conferimento dell’incarico l’interessato presenta una dichiarazione sulla insussistenza di una delle cause di inconferibilità di cui al presente decreto” e comma 5: “Ferma restando ogni altra responsabilità, la dichiarazione mendace, accertata dalla stessa amministrazione, comporta la inconferibilità di qualsivoglia incarico di cui al presente decreto per un periodo di 5 anni”.

Insomma, un disastro della serie “The Lucianos”.

3) MANOLA È PURE INNOMINABILE.

Il capolavoro di D’Alfonso si esplica attraverso un colpo di genio. Insoddisfatto di avere clamorosamente violato una disposizione di legge nazionale, Luciano ha fatto le cose in grande: ha pensato bene di violare pure una legge regionale, ma non una qualsiasi, bensì una legge che aveva approvato e promulgato egli stesso undici mesi or sono.

Infatti, la L.R. 21 novembre 2014 n. 41 denominata “Riordino dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise G. Caporale”, reca la seguente disposizione all’Art. 8 comma 1: Il Consiglio di Amministrazione, che dura in carica quattro anni, è composto da tre membri, muniti di diploma di laurea magistrale o equivalente ed aventi comprovata professionalità ed esperienza in materia di sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti, di cui uno designato dal Ministro della Salute, uno designato dalla Regione Abruzzo ed uno designato dalla Regione Molise”.

Il curriculum di Manola (Manola Di Pasquale – curriculum cv) è miseramente privo di “comprovata professionalità ed esperienza in materia di sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti”, per cui è innegabile come D’Alfonso abbia fatto il furbo ed abbia eluso le disposizioni da lui stesso volute e votate meno di un anno fa.

Un autogol clamoroso che denota un disprezzo dell’ordinamento giuridico ed un piglio da padrone che si confà ad un dittatore più che ad un Presidente di Regione.

4) IN OGNI CASO MANOLA NON AVREBBE POTUTO PRENDERE LO STIPENDIO DA AMMINISTRATORE DELL’IZS.

Come se non bastasse Manola, qualora fosse stata conferibile e nominabile nel ruolo illegittimo nel quale è stata designata inutilmente, non avrebbe potuto incassare gli emolumenti dovuti ai membri del CdA, in quanto a lei si applica l’Art. 5 comma 5 del D.L. n. 78/2010, ai sensi del quale: “Ferme le incompatibilità previste dalla normativa vigente, nei confronti dei titolari di cariche elettive, lo svolgimento di qualsiasi incarico conferito dalle pubbliche amministrazioni, inclusa la partecipazione ad organi collegiali di qualsiasi tipo, può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute; eventuali gettoni di presenza non possono superare l’importo di 30 euro a seduta”.

Essendo Manola titolare della carica elettiva di consigliere comunale di Teramo, per qualsiasi incarico pubblico che le fosse legittimo ricoprire (non quello all’IZS) non potrebbe percepire il relativo stipendio.

Il prolasso morale del PD abruzzese è spaventoso e un tale disprezzo della legalità è di chiaro stampo brucchiano.

Il biasimo e la riprovazione nei confronti di tali abusi deve essere totale, vieppiù alla luce delle reiterate nomine effettuate da D’Alfonso in permanente violazione di legge, con integrazione di plurime fattispecie di reato, ma non vorremmo rubare il mestiere alle Procure della Repubblica…

11 Responses to "Scandalo all’IZS: Manola Di Pasquale non può far parte del Consiglio di Amministrazione"

  1. Tiziano   19 ottobre 2015 at 9:19

    “…ma non vorremmo rubare il mestiere alle Procure della Repubblica…”. Ma quale Procura? Dov è chi deve far rispettare la legge? Siedono tutti insieme alla stessa tavola nei “salotti bene” della città. “Lingua onde nen parle mai male”. Qui si continua a delinquere con la benedizione di tutte le Procure. Dobbiamo iniziare a pensarci noi a fare giustizia.

  2. Fra Batocchio   19 ottobre 2015 at 10:03

    Al sottoscritto che tra vanghe, zappe e letame ancora ci lavora viene in mendo un sospette: e se su fijo d’indrocchia te la fattapposte?
    Noie cuntadine tename li scarpe grusse ma pure lu cervell fine.
    Peppeeeeeeee fatti avanti tu, ma n’attocche caccose pur’attà?
    Quanda castagne sà magnite? mo sinde cuma scruaje.

  3. Anonimo   19 ottobre 2015 at 10:19

    Incredibile! Ma solo così può spiegarsi la mancata opposizione in consiglio comunale per più di dieci anni di tutto il PD senza alcuna esclusione! Sono sempre stati un’anima sola con la maggioranza!

  4. Arturo   19 ottobre 2015 at 15:42

    Inventori di Zingarate Spregevoli? Neanche un po’ di rispetto per un Ente che da lavoro a circa 500 persone? A Teramo, non a Milano!

    Spero che qualcuno in Istituto voglia chiedergliene legalmente conto.
    Auguri.

  5. Arturo Arturo   19 ottobre 2015 at 15:48

    Mi sarei aspettato, Sig. Arturo, che lei stesso volesse denunciare chi detiene cariche illegittime, ma come al solito si guarda il dito e non la luna. Si vergogni Lei!

  6. Fra Batocchio   19 ottobre 2015 at 19:07

    @anonimicchio delle 10.19, ma tu a term ciarvì sole a durmì?
    Chi era il capogruppo dell’opposizione PD prima di codesto?
    Le “opposizionate” di quel signore il buon Falconi ed a volte anche il buon Francia le tirano in ballo ancora oggi.
    Buona notte….

  7. max   20 ottobre 2015 at 7:43

    Gentile dott. Francia invii questarticolo alla Corte dei Conti abruzzo e sopratutto all’Anac .Poi se le resta un po di tempo per conoscenza anche alla Guardia di Finanza.
    Per quanto riguarda il posto di consigliere non si preoccupi ci penserà il futuro Direttore (dicono un certo Mattioli pare essere un veterinario) c’è sempre Damico (che fa tutto) e che ha nominato mattioli Direttore generale della Fondazione UNITE (ex direttore amministrativo UNITE ma sempre veterinario) che potrebbe ricambiare il favore .Spero che qualcuno cominci a comprendere anche il concetto di potenzialità .
    Come è triste tutto.

  8. Arturo   20 ottobre 2015 at 16:42

    Arturo Arturo,
    Visto che parla di vergogna…
    Provi a cercare lavoro in città (semmai abbia mai provato l’ebrezza di un lavoro qualsiasi).
    Oppure provi a vedere quanto ricava dalla vendita di una casa ereditata dalla zia ricca e lo confronti con il valore di dieci anni fa dello stesso immobile .
    Poi continui a denunciare, protestare, vernecchiare, sotto i portici di fumo.
    Continui a urlare VERGOGNA! SVEGLIA! Etc etc
    Continui da buon Tafazzi a martellarsi gli zebedei.
    Viviamo in una città morta. Defunta. E (anche) i “puri, piu’puri” come lei hanno contribuito allo sfacelo. Auguri!

  9. Arturo bis   21 ottobre 2015 at 23:27

    I servi come lei hanno contribuito allo sfacelo di questa Città!!!

  10. Arturo tris   22 ottobre 2015 at 10:26

    Quale eleganza! Vedo che lei non ha ereditato case e sicuramente non ha mani callose (tranne forse per esercizi onanistici).

  11. Teramano   26 ottobre 2015 at 7:58

    Tutto normale; “La legge per i nemici si applica, per gli amici si interpreta”|

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