Abruzzo: la legge regionale sui finanziamenti alla cultura assegna a Teramo solo il 9,4% della torta

Abruzzo: la legge regionale sui finanziamenti alla cultura assegna a Teramo solo il 9,4% della torta

di Christian Francia  –

Cul-tura abruzzese
La “Cul-tura” abruzzese

Finalmente possiamo misurare con le cifre alla mano quanto pesi la provincia teramana nell’equilibrio di potere della Regione Abruzzo. Teramo pesa esattamente il 9,46% del totale dei fondi stanziati per la cultura. Uno solo degli undici enti finanziati è teramano ed è l’Istituto musicale Braga, gli altri dieci sono aquilani, pescaresi e chietini.

L’altro giorno è stata finalmente approvata dal Consiglio Regionale la legge presentata nel dicembre 2014 per salvare l’Istituzione Sinfonica Abruzzese. Come è noto in questi dieci mesi la maggioranza e l’opposizione si sono accapigliate per sbranarsi una torta molto piccola, dando vita a sguaiate rivendicazioni e a crisi politiche tanto volgari quanto penose.

L’esito è molto eloquente: l’assalto alla diligenza ha prodotto una pioggia di finanziamenti che rispecchia la forza dei consiglieri regionali, accapigliatisi su tutto nelle decine di sedute di commissione pur di portare acqua ai loro mulini territoriali, presso i quali racimolano il loro consenso.

E nonostante l’area teramana annoveri un quarto dei consiglieri regionali, nonostante Teramo rappresenti un quarto degli abitanti dell’intera regione, nonostante in molti continuino a ripetere che il territorio teramano abbia una vocazione alla cultura e al turismo, nonostante tutto questo il risultato matematico della spartizione becera effettuata dalla Regione dice che solo i 150.000 euro assegnati all’Istituto Braga sono destinati a Teramo, su un totale di 1.585.000 euro stanziati.

Ecco l’elenco di tutti i foraggiamenti:

1) Istituzione Sinfonica Abruzzese: 800.000 euro;

2) Teatro Marrucino: 150.000 euro;

3) Rievocazioni storiche (Perdonanza; Mastrogiurato; Giostra di Sulmona): 150.000 euro;

4) Istituto Musicale Braga: 150.000 euro;

5) Teatro dei Marsi: 80.000 euro;

6) Ente manifestazioni pescaresi: 80.000 euro;

7) Fondazione Michetti: 50.000 euro;

8) Iniziative alla memoria di Ennio Flaiano: 50.000 euro;

9) Teatro Fenaroli: 35.000 euro;

10) Fondazione Brigata Maiella: 30.000 euro;

11) Comune di Gagliano Aterno: 10.000 euro.

Penoso, per non dire ridicolo, che sia il PD sia il centrodestra teramani si attribuiscano i meriti del finanziamento ottenuto per il Braga. Penoso e ridicolo perché litigano per le briciole mentre il grosso continuano a spartirselo le altre tre province, già leader del commercio, dell’industria, dell’università, del turismo, della politica, delle istituzioni e pure della cultura.

Teramo è sempre più cenerentola, sempre più marginale, sempre meno rilevante, sempre più una “Giulianova senza il mare” (per usare un’espressione di Brucchi che è pure sbagliata, perché nella realtà siamo destinati a fare la fine di Montorio, di Isola del Gran Sasso e di tutte le aree interne, mentre Giulianova ha buone speranze di divenire il baricentro della provincia e di fatto la Teramo del futuro).

Del resto Luciano D’Alfonso l’aveva già detto – all’ultima assemblea dell’Anci tenuta a Pescara – che “Il livello degli eletti in Consiglio regionale è molto basso, parlo della maggioranza e anche dell’opposizione”. Anzi, Big Luciano ha precisato: “Un livello culturale molto basso”.

Affermazioni che mi trovano per la prima volta d’accordissimo con il governatore (che è anche assessore regionale alla Cultura visto che la delega l’ha tenuta gelosamente per sé), peccato solo che quei pusilli di cui parla Luciano sono i suoi sodali, coloro che sorreggono la sua poltrona presidenziale.

E sostenere che la tua squadra fa cagare non aiuta in nessun modo l’elevazione del livello e della qualità delle prestazioni della classe politica regionale, ma semmai disgrega ancor di più e contribuisce a disintegrare una maggioranza raccogliticcia, formata da poveracci che cercano disperatamente di difendere i propri orticelli clientelari nel tentativo di guadagnarsi i voti per le prossime tornate elettorali.

E già che siamo in argomento, non bisogna dimenticare che – a dispetto delle fondate offese di D’Alfonso – lui medesimo è l’alfiere di punta di una democristianeria che non accenna a tramontare alle nostre latitudini, una democristianeria ammantata di falso moderatismo che punta prioritariamente a perpetuare se stessa, a raggranellare consenso a qualunque costo e attraverso qualunque bugia.

Per cui la predica proviene da un pulpito non abilitato a farla, un pulpito destituito di qualsiasi autorevolezza, un bue che dice cornuti agli asini.

Buona “cul-tura” a tutti.

One Response to "Abruzzo: la legge regionale sui finanziamenti alla cultura assegna a Teramo solo il 9,4% della torta"

  1. Enrico Melozzi   16 ottobre 2015 at 0:21

    non ne farei una questione territoriale, piuttosto di qualità espressa.
    La sinfonica checchè si autoimcensi, è di fatto un centro di potere della sinistra. La Pezzopane credo sia stata fatta fuori, e le sia stata scippata la Isa dal suo stesso partito. Mi auguro che la Prayer sappia in qualche modo dare una spinta artistica all’isa e sfruttare questa opportunità al massimo. Per quanto riguarda il braga la qualità espressa è cosi bassa che 150 mila mi sembrano pure troppi. È uno scandalo vero. I veri artisti sono fuori da queste istituzioni e i soldi invece guardate a chi vanno…pietà…

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