Disastro Procura di Teramo: tutto da rifare il processo per l’Occupazione dell’Ex Oviesse

Disastro Procura di Teramo: tutto da rifare il processo per l’Occupazione dell’Ex Oviesse

Nuovo-Teatro-Teramo-striscioniPronti via e il processo è già da rifare: il procedimento penale a carico di 12 artisti rinviati a giudizio per l’occupazione dei locali dell’ex Oviesse nel gennaio 2014 è fermo alla casella di partenza per una cazzata del PM Bruno Auriemma. Oggi si è aperto il processo, ma il giudice Massimo Biscardi ha immediatamente dichiarato la nullità dell’atto di citazione a giudizio rinviando gli atti al PM in quanto l’avviso di conclusione delle indagini risultava notificato solo a cinque dei 12 imputati. Gli atti torneranno al PM che dovrà riavviare l’iter procedimentale.

L’occupazione, come molti ricorderanno, tendeva alla restituzione dei locali alla loro destinazione originaria: quella artistico-teatrale. Il Comune di Teramo sporse tutte le denunce del caso e la stranamente sollecita Procura di Teramo ha fatto il resto (non proprio in maniera perfetta).

Reato contestato: invasione di edificio abbandonato. L’edificio in degrado da tempo, rifugio di barboni e senza tetto, fu occupato da un gruppo di artisti che avevano il desiderio di restituire quello spazio alla città e renderlo casa dei numerosi artisti teramani. L’aggregazione straordinaria di gente terrorizzò il sindaco a tal punto da costringere decine di unità di forze dell’ordine a presidiare la zona, per scoraggiare l’afflusso di gente. Il successo straordinario dell’iniziativa e il risveglio della città in pochissimi giorni, fece perdere moltissimi punti al sindaco che in quel periodo iniziava una delle più catastrofiche campagne elettorali di sempre, conquistando la vittoria per soli 800 voti in una serata memorabile per ogni cultore del trash. timthumb

Nel frattempo, mentre si compie un processo esemplare per assurdità, si riaprono quasi a sincrono i locali dell’Ex-Ovs con un negozio di vestiti, il 135932esimo della città. Le vetrine sono state addobbate per l’occasione con le foto della raccapricciante inaugurazione della Standa, giornata simbolo per Teramo: giornata in cui si segnava la morte della cultura a favore dei grandi magazzini a prezzo fisso, che oltre a distruggere il commercio cittadino per sempre a vantaggio di pochissimi, costruì le solite clientele democristiane sulle ceneri di un teatro meraviglioso abbattuto personalmente dall’ex Sindaco defunto Carino Gambacorta, anche ricordato come Terminator. Gambacorta, colui che fece la funzione dei nazisti a Teramo, che non bombardarono sia chiaro. Gambacorta distrusse tutto quello che avrebbero potuto distruggere i nazisti. Ricordatelo bene.

hqdefaultCome sempre procura e politica collaborano anche simbolicamente, associando date e eventi per riaprire lo sciacallaggio nei confronti dei giusti che si oppongono alle logiche mafiose cittadine, e mostrare i muscoli usando la legge e le inaugurazioni sotto la pioggia.

Nel frattempo si vocifera di un nuovo bando per il teatro, tutto a vantaggio dei soliti noti.

Ma sono già arrivate in comune alcune manifestazioni di interesse, e si mormora di un ricco Emirato intenzionato a fare una grossa offerta per trasformarlo in una sala Bingo.

In fondo un teatro non serve a questa città… parliamoci chiaro. Una città che processa gli artisti che chiedono spazi, attaccandosi ad un articolo del codice penale (tra l’altro già cancellato dall’attuale governo e solo in attesa del decreto attuativo), è una città che non ha bisogno di un teatro. Non ha bisogno di artisti. Ci sarebbe bisogno di qualche altro negozio di vestiti. Ma una volta in teatro…non ci si andava solo per far vedere i vestiti?? E se chiudete i teatri…i vestiti che li vendete a fare?? Ass-Pubb-2

4 Responses to "Disastro Procura di Teramo: tutto da rifare il processo per l’Occupazione dell’Ex Oviesse"

  1. NICOLA   12 ottobre 2015 at 12:41

    QUELLO CHE NON E’ RIUSCITO A DISTRUGGERE GAMBACORTA ORA CI STA PENSANDO BROCCHI

  2. Luca   12 ottobre 2015 at 17:45

    “Rifugio di barboni e senzatetto”. Ma quando mai? e soprattutto: avrebbe avuto più valore se fosse stato un ritrovo di artisti, piuttosto che un ritrovo per persone che avrebbero avuto bisogno? se mai era vero che era un loro “rifugio”…? L’arte che vince sul degrado!
    Il vero degrado e’ il mecenatismo che piange nei confronti del padrone che non lo mette sul piedistallo…
    La solita spocchia… Le solite vittime…

  3. Romana Gambacorta   14 ottobre 2015 at 1:15

    Infangare Gambacorta è facile ,non può più intervenire, ma c’è chi può farlo basta solo informarsi andando a leggere documenti, che sono a disposizione di tutti i cittadini desiderosi di conoscere la storia della nostra città ,custoditi presso il Comune di Teramo . Io sono una ,dei 4 figli del professore, pedagogista, storico ,giornalista ,politico che ha dedicato la sua vita a questa grande città e con orgoglio ,di figlia e cittadina, gradirei che ci si documentasse prima di fare certe affermazioni. … Concludo mio padre è rimasto a letto per un anno malato dopo essere stato liberato dalla prigionia in un campo nazista. Romana Gambacorta

  4. Non conoscete la storia   14 ottobre 2015 at 12:15

    Posso essere d’accordo con tutto quello che avete detto in merito allo spazio degli artisti e alle cazzate della Procura (veramente solo di un PM), ma vi esorto ha leggere meglio la storia di un grande teramano: il Prof. Carino Gambacorta. Non è possibile che tirate sempre fuori questa storia della Standa e del vecchio teatro. Approfondite le questioni contestualizzando il periodo storico e il valore reale del vecchio teatro. Facile gettare fango gratuitamente su personaggi che, tra l’altro, hanno dato tantissimo per questa città e non possono essere solo ricordati per una scelta politica.

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.