Quale messaggio da “Pigro 2015”

Quale messaggio da “Pigro 2015”

di Ernesto Albanello  –

Filippo Graziani
Filippo Graziani

Il 6 ottobre Ivan Graziani avrebbe compiuto 70 anni: Teramo, la sua Teramo non ha trascurato questa data, ma ha voluto stringersi intorno al ricordo del più grande chitarrista rock che il nostro Paese ha avuto e che giustamente colloca questo musicista, disegnatore, poeta, artista globale, tra i pochi che sfideranno l’oblio del tempo che passa, perché resterà, semplicemente, indimenticabile.

Tanto si potrebbe dire su Ivan, sulle sue canzoni che davvero prendono il cuore e rapiscono l’anima, che stanno lì a raccontarci emozioni che chi le ha vissute non ha fatto altro che riconoscervisi.

Si potrebbe tanto dire sul bravissimo Filippo, che ha raggiunto una maturità artistica ed una padronanza di palcoscenico davvero sorprendente ed il pubblico, numerosissimo, gli ha dato quella sera l’investitura di degno prosecutore del messaggio lanciato dal padre.

Vorrei però soffermarmi a farvi riflettere sul cuore di Teramo che ha battuto, come in poche altre occasioni, sulle magiche note del nostro cantautore.

Teramo ha voluto quella sera dimostrare che c’è, che non ha smesso di sognare, che non ne vuole sapere di apparire come una città al tramonto, priva di una spina dorsale: non vuole però uscire allo scoperto, quando non ne vale la pena, quando ciò per cui “deve” mostrarsi sa di finto, sa di ipocrita, sa di precotto e confezionato a buon mercato, lontano dal suo “sentire profondo”.

Il pensiero non può non correre alla famosa notte di Capodanno ed al concerto di Marina Rei.

Teramo avrebbe dovuto “scomodarsi”, lasciare le proprie calde ed accoglienti case, gli amici ed i parenti per stringersi intorno ad un’artista neppure conosciuta dal grande pubblico, ma soprattutto così lontana da Teramo?

Sarebbe stato chiederle troppo! Avrebbe voluto dire costringere una città intera ad essere “finta ed inautentica” in una nottata in cui si fanno propositi per l’anno che nasce e, quindi, si è un po’ tutti desiderosi di spendersi per ciò che vale davvero!

Forse più di qualcuno avrà pensato che se ad infiammare Piazza Martiri ci fosse stato Filippo Graziani, le cose sarebbero andate diversamente!

Sono trascorsi dieci mesi e la risposta è arrivata, maestosa, superba, incontenibile e semplicemente vera.

Vorrei che questa riflessione, davvero senza spirito polemico, solo desiderosa di lanciare un invito all’ascolto di questa città, sfiorasse la sensibilità di ciascuno di noi.

Le cose non si improvvisano, ma si sedimentano nel tempo.

Ivan Graziani ha rappresentato l’espressione più alta di un cammino musicale che ha avuto origine in Nino Dale, nei suoi Modernist’s dove figuravano, tra gli altri, il figlio Gianni, Rodolfo, Franco, Marco: personaggi teramani che hanno avuto il merito di accogliere questo musicista creativo ed innovatore e che hanno fatto la storia della musica teramana ben oltre i confini della città (il Maestro Marco Renzi è senz’altro rappresentativo di questo bisogno di non fermarsi ma di andare oltre).

Il Dottor Ernesto Albanello - psicologo
Il Dottor Ernesto Albanello – psicologo

Teramo, insomma, affonda le sue radici nella musicalità e vive del piacere di sprigionare tra le sue piazzette ed i suoi vicoli, canzoni e poesie che tradiscono la sua anima melodica: se ne tenga il dovuto conto. Diversamente Teramo finirebbe per essere snaturata, svuotata della sua anima e questo, se mai dovesse accadere, ci farebbe svegliare in un brutto giorno!

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