Regione Abruzzo: quei regali alle cliniche private a danno della sanità pubblica

Regione Abruzzo: quei regali alle cliniche private a danno della sanità pubblica

di Christian Francia  –

Luciano D'Alfonso - The Lucianos
Luciano D’Alfonso: il commissario alla sanità di manica mooolto larga…

Luciano D’Alfonso è un tipo molto propenso a fidelizzare il consenso che lo circonda con elargizioni allegre, le quali sovente vanno a confliggere con le norme di legge.

La materia sanitaria, ad esempio, è di gran lunga la più delicata e onerosa del bilancio regionale, sebbene da anni il commissariamento imposto dal governo abbia totalmente esautorato il Consiglio Regionale delle sue facoltà, concentrando ogni potere nelle mani del Commissario che non è altri che lo stesso Presidente della Regione.

Ciò che è accaduto questa estate ha del fantozziano, per molto meno in altri tempi si sarebbero invocate le dimissioni del governatore, ma oggi ogni porcata sembra ineludibile e ogni difesa della legalità oscilla fra il naïf, l’anacronistico e il démodé.

Quel genio di Big Luciano lo scorso giugno ha pensato bene di aumentare il budget alle cliniche private per ben 8 milioni di euro annui, apportando delle modifiche ai contratti particolarmente vantaggiose per gli imprenditori della sanità privata (durata dei contratti, numero delle prestazioni, cancellazione della “non remunerabilità delle prestazioni extra-tetto”).

Il Ministero della Sanità si accorge della porcata e redarguisce D’Alfonso, il quale viene costretto ad una umiliante retromarcia, con il reinserimento della clausola di “non remunerabilità” la quale funge da limite massimo di spesa.

Resta il dato inquietante di un D’Alfonso di manica larga che aumenta allegramente il budget alle cliniche private di ben otto milioni, nonostante l’incremento di spesa per il 2014 ammontava ad euro 5.836.030. Giusto ulteriori 2,2 milioni in più per la cordialità dei rapporti, tanto sono gli abruzzesi a pagare.

Dal suo canto, il Ministero ha formalizzato nel tavolo tecnico di verifica del luglio 2015 tutte le contestazioni all’operato scellerato del Commissario D’Alfonso, prescrivendo le correzioni di rotta da operare.

Il tetto di spesa ammonta ad un totale di euro 131,8 milioni, tetto opportunamente ritoccato rispetto a quanto previsto dal Programma Operativo 2013-2015 per l’acquisto di prestazioni ospedaliere.

Il governatore, inoltre, si era pure premurato di edulcorare l’attuazione dei protocolli relativi ai controlli da effettuare. A tale riguardo, le verifiche delle prestazioni e i protocolli ispettivi erano stati sanciti allo scopo di controllare le prestazioni che le cliniche private sono autorizzate a svolgere e la correttezza delle relative remunerazioni (cioè il cosiddetto accreditamento e il principio dell’appropriatezza).

Ma tali protocolli ispettivi, formalizzati nel 2012, sono stati banditi da Big Luciano all’evidente fine di ripristinare la malaprassi dello sperpero senza freni a carico della sanità pubblica.

Un comportamento esecrabile ed esecrando che avrebbe richiesto – da parte di tutta l’opposizione regionale – la più rigorosa delle prese di posizione a salvaguardia del denaro dei cittadini.

E invece il timido Gianni Chiodi, leone in camera da letto, fa la pecorella in Consiglio Regionale assieme ai micetti lubrichi e alle talpe che lo attorniano, e non si capisce se dorma per intelligenze con il nemico (non solo suo, ma del popolo) oppure perché è proprio lento di comprendonio.

Quel che è certo è che D’Alfonso sta costruendo in maniera metodica e certosina non il pubblicizzato “ponte del cielo”, bensì il “ponte del culo”, quello che si infila nelle tasche degli abruzzesi (per drenare gli ultimi spiccioli rimasti) e non solo in quelle…

2 Responses to "Regione Abruzzo: quei regali alle cliniche private a danno della sanità pubblica"

  1. Menomale   13 ottobre 2015 at 15:53

    Caro direttore,
    Come può in questo articolo chiudere con l’ennesimo attacco al Presidente Chiodi?
    Ma si ricorda quando lo attaccava proprio sulle questioni sanitarie? Lei scrive oggi quello che il Presidente Chiodi ha scritto nella storia regionale per più di cinque anni! Fu proprio lui a togliere quei regali alle cliniche private e ripristinare una equità sanitaria oramai dimenticata, fu proprio lui a chiedere i contratti, fu proprio lui a combattere contro i sistemi forti che lo hanno portato ad essere sotto scorta negli ultimi mesi di mandato. Ma anche lei, caro direttore, ha nutrito speranze in colui che voleva combattere gli ufo e portare in braccio i malati.
    E i micetti in passato stimati?
    Caro direttore, la sanità privata ride e vive un destino scritto e conosciuto con la sconfitta del passato governo regionale (per la vostra contentezza e quella di rete 8) e mentre Vendola vivrà con un bel vitalizio, il Presidente Chiodi, quello dei giusti tagli, il precursore di tante giuste battaglie politiche ed amministrative, non governa più! Che buffo paese!

  2. christian francia   14 ottobre 2015 at 9:13

    Gentile “Menomale”,
    mi sembra che lei abbia un poco le idee confuse.
    In primo luogo non sono direttore di nulla, meno che mai del Fatto Teramano, che è il blog dell’Associazione culturale “Teramo 3.0”.
    In secondo luogo sono dell’opinione esattamente contraria alla sua: Chiodi è stato un pessimo presidente di Regione, schiavo degli ordini romani diramati da Gianni Letta & C0. che lui eseguiva come cane fedele. E in ambito sanitario la sua gestione verrà ricordata come quella del crollo della qualità delle prestazioni a discapito dei pazienti.
    In terzo luogo io non ho MAI – e dico MAI – nutrito un briciolo di speranza in Luciano D’Alfonso, che ritengo un governatore altrettanto pessimo: a) perché incapace di formare una squadra di governo di livello, b) perché dichiarato prescritto e aduso a porre in essere condotte criminali già scrutinate dalla Magistratura (macchie che lui rifiuta di eliminare rinunciando alle prescrizioni), c) perché è l’ennesimo democristiano che non risolve alcun problema ma continua ad alimentare la macchina delle clientele. Vada a rileggersi – sempre su questo blog – gli articoli che io da solo in tutta la regione Abruzzo scrivevo contro il candidato governatore D’Alfonso nel primo semestre 2014, e già che c’è si rilegga pure tutti quelli che ho pubblicato dall’elezione di D’Alfonso ad oggi.
    In quarto luogo io non ho MAI – e dico MAI – stimato alcun micetto, ma anzi combatto Paolo Gatti sin dai tempi del Liceo Classico (nel quale io studiavo e lui già faceva la sua squallida politica).
    Si metta l’animo in pace: Chiodi troverà la sua bella poltrona da deputato, così potrà consolarsi a spese nostre con i suoi passatempi lubrichi nella Capitale e godersi la sua dorata vecchiaia, mentre i cittadini teramani pagheranno fino al 2025 i frutti odiosi dei contratti derivati (collar swap) da lui firmati nel 2006 quando era sindaco di Teramo.
    SI DIA UNA SVEGLIATA.

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.