Ricordando Ivan: la misteriosa e conturbante signora bionda con la quale “respirare di nuovo la vita”

“Un bicchiere di spuma”! Chi se la ricorda questa bevanda della nostra infanzia? Ivan l’ha immortalata nel cielo delle meraviglie dell’adolescenza, all’inizio della canzone “Signora bionda dei ciliegi”, pubblicata nell’album “Ivan Graziani” del 1983.

E quella signora bionda, “purtroppo tanto più grande di me”, che faceva sobbalzare il cuore con il solo gesto di una mano, davanti ad un eroticissimo “divano dannunziano”.

Quanto più un artista è grande, tanti minori gesti e parole utilizza per evocare ricordi, per emozionare, per mettere brividi.

La voce vellutata di Ivan disegna un film adolescenziale che tutti hanno vissuto, e quella misteriosa signora bionda diviene un paradigma, le forche caudine della gioventù che desidera l’età adulta, ma è terrorizzata ed eccitata da quello che suppone di trovarci dentro.

Poi la vita fa il suo corso, uccidendo tutta la poesia dell’infanzia e scavando nella carne con cinica indifferenza.

Per questo Ivan sente il bisogno di voltarsi indietro e di chiedere aiuto a quella indimenticabile Venere del passato, vestale di segreti inconfessabili, per supplicarla con tutta la dolcezza di cui è capace: “E rimandami quello che ho perduto, che lungo gli anni non ho più trovato. Per respirare di nuovo la vita, vissuta con te”.

Ivan-Graziani - copertina Firenze Lugano No Stop
Copertina dell’album “Firenze-Lugano No Stop”

Il testo integrale della canzone “Signora bionda dei ciliegi”:

Come va? Sei ancora addormentata

città da sempre amata,

perduta e mai riconquistata.

E il ricordo è così lontano

di un bicchiere di spuma freddo nella mano.

 

La villa è lì davanti a me

in quest’alba d’estate

prigioniera dentro la sua rete.

 

Ma quella rete scavalcherò

e se nessuno mi sente

vorrei ancora parlarle,

perché un segreto ho da dirle, da dirle.

 

Hey! Mi ascolti? Villa bianca dei ciliegi

accendi ancora le tue luci per te, per me.

E rimandami le immagini di allora

lo stesso giorno, la stessa ora

per respirare di nuovo la vita vissuta con te.

 

I libri sotto il braccio, Dio!

Adesso come faccio?

Sì signora, dopo i compiti di scuola

alle cinque il tè a casa sua non mancherò.

 

Ecco ormai la porta che si è aperta,

che silenzio intorno

nel grande specchio si riflette il giorno.

La signora chissà dov’è,

la signora che era purtroppo

tanto più grande di me.

 

Davanti a quel divano dannunziano

risento la sua mano.

Io spaventato rimanevo lì

gli occhi sgranati a sentir quei sì

fra il piacere e il terrore,

l’odio e l’amore.

E terminò troppo presto

quel gioco crudele d’agosto.

 

Hey! Mi ascolti? Signora bionda dei ciliegi

accendi ancora quelle luci per me, per me.

E rimandami quello che ho perduto

che lungo gli anni non ho più trovato.

Per respirare di nuovo la vita,

per respirare di nuovo la vita, vissuta con te.

 

I libri sotto il braccio,

Dio! Adesso come faccio?

sì signora, dopo i compiti di scuola

alle cinque il tè a casa sua non mancherò.

Firenze Lugano No Stop - retro copertina
Il retro della copertina dell’album “Firenze-Lugano No Stop”

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