Chi ha interrotto la stagione dei concerti della Riccitelli? Il Ministero o lo stipendio di Cocciolito?

Chi ha interrotto la stagione dei concerti della Riccitelli? Il Ministero o lo stipendio di Cocciolito?

di Enrico Melozzi –

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A destra Maurizio Cocciolito

Siamo oramai giunti alle comiche finali, per la Riccitelli e per il suo presidentissimo Cocciolito, in arte Coccolino.

Il FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo) taglia il suo contributo di 40 mila euro. Cocciolito si indigna pubblicamente e mette la città alle strette. Senza finanziamento del FUS la stagione dei concerti, che va avanti da una trentina d’anni, viene interrotta per la prima volta perché è a rischio…il suo stipendio!!

Ci aiuta in questa indagine il sito istituzionale del Conservatorio dell’Aquila, dove è pubblicato, per la legge sulla trasparenza, l’importo dei guadagni extra-scolastici dei docenti.

Tre sono gli stipendi ufficiali del Maestro Cocciolito, ovvero quello del conservatorio aquilano, dove insegna lettura della partitura, lo stipendio da direttore artistico dei Solisti Aquilani, che almeno fino al 20013/2014 era di circa 24 mila euro l’anno, sommato allo stipendio percepito per la direzione artistica della Riccitelli, 44 mila euro e rotti. Tutto documentato in questo prospetto, pubblicato dal Conservatorio dell’Aquila.INCARICHI AUTORIZZATI A DIPENDENTI_ANNO 2013. Tutti soldi pubblici ovviamente, ma questo è un dettaglio da poco.

Ordunque, il ricchissimo maestro teramano, impavido, sprezzante del buon gusto e del buon senso, annulla la stagione dei concerti per aver perso un contributo inferiore al suo stesso stipendio.

Schermata 2015-09-15 a 10.04.09Parliamoci chiaro: il direttore artistico può essere anche un lavoro molto logorante, difficile. Richiederebbe eterno studio, ricerca, viaggi, spostamenti. Contatti frenetici per garantirsi le prime internazionali, i migliori artisti sulla piazza alla metà del prezzo dei concorrenti. Farlo ad alti livelli potrebbe essere davvero oneroso.

Il problema è che qui la direzione artistica è pressoché inesistente. I cartelloni della Riccitelli sembrano fatti su facebook, sommando i like dei protagonisti, reperiti in gruppi di ultrà della buona cucina di Cracco.

Il cartellone del Teatro di quest’anno conferma la svolta populista e commerciale. Sembra quasi il programma di un villaggio vacanze.

Vorrei spiegare un concetto: portare la tv in teatro è quanto di più ignobile possa fare un direttore artistico alla propria città . Significa sfruttare l’immaginario del pubblico per spremerlo, toglierli fino all’ultimo centesimo, proponendo eventi mondani di dubbio gusto, con il solo scopo di fare cassa, senza proporre nulla di culturale. Per questo non c’è bisogno di finanziamenti pubblici, anzi: meriterebbe la massima tassazione, visto l’obiettivo puramente commerciale dell’operazione.

Una volta chiarito questo elemento trovo davvero rivoltante la sospensione di una piccolissima stagione di concerti, che nonostante tutto è riuscita ad esprimere negli anni una certa costanza. Una sorta di dignità. Oggi la dignità è persa per sempre.

Cocciolito avrebbe potuto semplicemente tagliarsi lo stipendio, visto che in quasi 20 anni di direzione artistica ha percepito circa un milione di euro.

Avrebbe potuto rinunciare a una parte del suo guadagno, e donare alla città una stagione musicale, magari fatta a bassissimo costo o a costo zero, coinvolgendo i giovani talenti di cui l’abruzzo è molto popoloso.

Ma nulla di tutto ciò.

Bene così. Fino a quando non si tocca il fondo veramente non ci si rende conto di dove si è arrivati.

cocciolito-triste trombato

2 Responses to "Chi ha interrotto la stagione dei concerti della Riccitelli? Il Ministero o lo stipendio di Cocciolito?"

  1. ANONIMUS   15 settembre 2015 at 13:18

    Per favore! aridatece l’ATAM. I cartelloni erano 7 volte meglio. Da quando c’è il “Maestro” Cocciolito, si vede solo roba da avanspettacolo!

  2. Cyrano   29 settembre 2015 at 19:04

    Ho letto il commento di Anonimus sulle stagioni ATAM e ho deciso di dire la mia. Non posso non ricordare al riguardo però, con una piccola vena polemica, come quando per una decisione della Giunta Chiodi si decise che la stagione teatrale fosse organizzata dalla Riccitelli anzichè dall’ATAM -scelta assolutamente legittima, a prescindere dalla sua condivisibilità o meno anche se le modalità adottate furono brusche e vagamente “grigie”- diverse dichiarazione della Riccitelli circa la qualità dei cartelloni dell’ATAM, furono a dir poco al poco eleganti.
    Nè posso sottacere come tali dichiarazioni trovarono ampia eco e condivisione in città, dove pochi o pochissimi, però, ebbero a riflettere dei fondi esigui che il Comune assegnava per la stagione teatrale e del fatto che i costi della stessa erano sostenuti quasi interamente dall’ATAM, circostanze queste ben note in città, dal momento che le polemiche tra ATAM e Comune erano all’ordine del giorno da anni, anche attraverso le cronache dei giornali.
    Ora l’ATAM praticamente non esiste più e non credo di sbagliare nel dire che anche l’ATAM aveva le sue colpe, perchè no politiche, anche riguardo ai rapporti con Teramo.
    Resta però il fatto che questo vituperato “carrozzone politico” di scelte culturali ne ha fatte, a differenza della Riccitelli, il cui cartellone sotto tale aspetto lascia molto a desiderare, solleticando come sottolineato nell’articolo del M° Melozzi la pancia del pubblico e tralasciando il ruolo di stimolo e di crescita culturale che il teatro e le stagioni teatrali, devono avere. E restano le volgarità di alcune dichiarazioni che vennero fatte all’atto del passaggio delle consegne dall’ATAM alla Riccitelli, e che non provenivano certamente dall’ATAM. Così come restano irrisolti i nodi della mancanza di un teatro, nel senso di struttura fisica, che a Teramo non c’è, e di una struttura pubblica rimediaticcia (un brutto cinema adattato per essere un ancor più brutto teatro) che continua ad essere affidata ad una gestione privata senza gare, prorogando una convenzione con la società che da anni lo gestisce ed in cui, peraltro, campeggia la figura della moglie del M° Cocciolito, con ovvi ed intuibili problemi di concentrazione e sovrapposizione di ruoli che, anche questi, hanno occupato in passato le cronache giornalistiche teramane.
    Allora propongo, per qualcuno che ne avesse voglia, un esercizio di curiosità, ossia quello di andare in biblioteca e leggere sui giornali i cartelloni delle vecchie stagioni ATAM, confrontandoli con quelli della Riccitelli e decidere, con cognizione di causa, se il commento di anonymus sia un commento partigiano e/o in che misura lo sia, oppure no.
    Sta di fatto che se qualcuno leggesse quei cartelloni e qualcuno di quegli spettacoli con l’attenzione critica che oggigiorno non hanno più nemmeno i giornalisti che si occupano di spettacolo (non sarebbe male, ad esempio, se i quotidiani locali affidassero tale compito a gente che esce dal dams…. gente che è in grado di criticare anche gli spettacoli, e non solo di fare la cronaca di un evento mondano), potrebbe accorgersi che ogni tanto, un po’ di programmazione culturale, qualche lavoro culturalmente valido, sapeva offrirlo anche l’ATAM.
    A me non resta che dire: Il re (ATAM) è morto: W il re!

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