A Teramo il primo Festival nazionale della Follia (con qualche critica)

A Teramo il primo Festival nazionale della Follia (con qualche critica)

di Ernesto Albanello  –

Lapide a Marco Levi Bianchini al Manicomio
Lapide dedicata a Marco Levi Bianchini sul muro dell’Ospedale psichiatrico di Teramo

A me pare francamente un po’ pretenzioso questo annuncio (Festival Nazionale della Follia, Teramo 11-14 settembre 2015) lasciato a disposizione della stampa in occasione della conferenza di presentazione della manifestazione che intende puntare i riflettori sull’ex manicomio ormai chiuso dal 1998 in applicazione alla cosiddetta “Legge Basaglia”, anche ricordata come Legge n. 180.

Pretenzioso e approssimativo il nostro Municipio, e per di più con qualche vuoto di memoria che fa torto a chi nel passato ha cercato di tenere vivo il ricordo della funzione dell’Ospedale Psichiatrico.

Diressi venti anni fa un Convegno Nazionale che aveva per tema “Marco Levi Bianchini e le origini della Psicoanalisi a Teramo”.

In quella circostanza si intendeva rievocare la data del 7 giugno 1925 quando il Direttore dell’Ospedale Psichiatrico di Teramo, Dott. Levi Bianchini, fondò a Teramo la Società Italiana di Psicoanalisi.

Fu un convegno memorabile che vide al Centro Eltron di San Nicolò a Tordino la presenza di insigni psichiatri, neurologi e psicologi provenienti da ogni parte d’Italia, particolarmente da Trieste, che veniva unanimemente considerata come la vera “culla italiana della Psicoanalisi” in considerazione del celebre psichiatra Edoardo Weiss, allievo di Freud.

Con l’attuale circostanza, che tra l’altro poteva essere impreziosita dalla coincidenza dei 90 anni trascorsi da quando la scienza ideata ed elaborata da Sigmund Freud mosse i primi passi nel nostro Paese proprio a Teramo, la nostra città avrebbe a buon diritto rinverdito altri gloriosi precedenti, come il primato che ebbe Teramo nel dar vita ad uno dei primi Dispensari d’Igiene Mentale d’Italia.

La stessa Università, presente nell’attuale manifestazione, che all’epoca concorse al successo della iniziativa, grazie ad un’attiva partecipazione del Prof. Luciano Russi e del Prof. Gabriele Carletti, non ha ritenuto al momento di consolidare un collegamento con questo passato prestigioso che fece di Teramo, e degli studi sulla follia compiuti 90 anni fa, una città leader nel settore al punto da pubblicare un periodico sulla neurologia e sulla psichiatria che ospitava firme di grande prestigio.

Anche l’associazione culturale “Teramo Nostra” intese testimoniare anni fa l’importanza di questo presidio sanitario, rendendo omaggio all’Ospedale Psichiatrico ed a Levi Bianchini attraverso l’affissione di una lapide a ricordo di quel momento di fecondo impegno culturale e scientifico.

Quello che al contrario appare è una superficiale indagine sugli innumerevoli risvolti che hanno contribuito a fare grande l’Ospedale “S.Antonio Abate” come una numerosità sospetta dei degenti che facevano assurgere Teramo al non invidiabile primato di “Città dei matti”.

La famosa espressione “qui soltanto pochi, forse neppure veri” che caratterizza più di un momento dell’attuale Festival della Follia, non trova una ricostruzione aderente al reale, cioè nessuno ha saputo spiegare perché era stata coniata questa affermazione.

Questo vuoto lascia perplessi perché significa che gli ideatori dell’iniziativa di questi giorni ignorino quali e quanti drammi furono nascosti, soffocati, reclusi all’interno delle mura di “Porta Melatina” a Teramo.

Il Dottor Ernesto Albanello - psicologo
Il Dottor Ernesto Albanello – psicologo e psicoterapeuta

Giova ricordare che la presentazione di una delle più importanti “pagine” di cultura sanitaria della nostra città sia un doveroso atto che va espresso, ma lo si debba fare secondo principi di rigore rievocativo ed interpellando tutti coloro che a vario titolo sono stati custodi delle varie “tessere che costituiscono il variegato mosaico” dell’Ospedale Psichiatrico di Teramo.

6 Responses to "A Teramo il primo Festival nazionale della Follia (con qualche critica)"

  1. i SOLITI   12 settembre 2015 at 12:55

    Bah, il Festival ieri era strapieno di gente…decisamente un successo, altro che critiche…ben vengano facce nuove se portano così tante persone in centro. Ps. Ma poi Albanello che tanto critica ieri era seduto a terra per ascoltare Crepet…non avrebbe fatto meglio ad aspettare il Festival prima di dare giudizi??????

  2. Anonimo   13 settembre 2015 at 9:43

    In realtà all’ ingresso del museo civico è posta una lettera che spiega il significato della frase “qui soltanto pochi, forse neppure veri”.
    Ciò che mi viene da criticare, semmai, è la scarsa “sensazione” rievocata all’interno del manicomio, aperto per un tratto insignificante; la struttura, abbandonata da anni, non poteva giustamente ospitare visitatori al suo interno, ma poteva quantomeno essere concesso di girare nel cortile interno, arrivare agli altri edifici invece che doverli vedere da lontano…

  3. ernesto albanello   13 settembre 2015 at 13:18

    rispondo volentieri a chi si firma con “i soliti”: la mia presenza e partecipazione dimostra che non era preconcetta la mia critica e non entrava nel merito ma contestava il metodo. Mi sono limitato a muovere delle perplessità per quanto concerne il mancato coinvolgimento di chi, a vario titolo, a Teramo ha dato rilevanza all’ospedale Psichiatrico e ha cercato di contrastare il suo degrado. La mia attiva partecipazione di tutte le fasi mi permette di dare riconoscimenti alla qualità dove c’è, ma anche di sottolineare forti discordanze tra gli stessi personaggi che si sono avvicendati: ad esempio mentre Crepet ha dato pubblico riconoscimento alla figura ed alla intuizione scientifica di Franco Basaglia, Marcello Veneziani lo ha praticamente “bollato” come un visionario privo della necessaria concretezza. Concludendo, caro “i soliti”, prova a pensare che chi si espone può e vuole muovere delle riserve, senza sottacere per questo le positività dove ci sono, sia in fase di presentazione che nel vivo della manifestazione. Un caro saluto! Ernesto Albanello

  4. ernesto albanello   13 settembre 2015 at 13:29

    Rispondo molto volentieri a “i soliti”: il partecipare alle diverse fasi della manifestazione sta a dimostrare che la mia critica non sia “a prescindere”, ma è mirata a considerare il modo di procedere in questa nostra città: fortemente “esterofila” e pronta a genuflettersi di fronte a chiunque venga da fuori e altrettanto pronta a disprezzare quanto in proposito hanno fatto nel tempo i suoi abitanti.
    Vuoi che entri nel merito? Senza nulla togliere alla preparazione dei personaggi che si sono avvicendati, giova sottolineare la discordanza di posizioni nei confronti di Franco Basaglia, osannato da Crepet che lo ricorda come allievo ed amico e liquidato da Marcello Veneziani che lo classifica come un visionario privo di concretezza, praticamente un folle che non ha il senso della organizzazione, ispiratore di una legge demenziale.
    Da ultimo il nipote di Veneziani questa operazione avrebbe voluta farla nella sua Bisceglie, ma “nemo propheta di patria” ed allora ha fatto la proposta a Teramo che ha minimizzato il senso ed il ruolo dei concittadini a tale proposito. Soddisfatto caro “i soliti”? Un caro saluto Ernesto Albanello

  5. I soliti   14 settembre 2015 at 8:15

    Gentile sig.Albanello…si chiama “confronto” tra pensieri diversi. Ecco… Aver avuto a Teramo qualche “esterno”….ha forse aiutato a sentire per una volta voci diverse. Ma perché siamo così ripiegati su noi stessi. Ogni festival ha ospiti esterni…Mantova, Ferrara, Varese, …mai ascoltato giudizi simili…

  6. Malinconia   15 settembre 2015 at 15:56

    Ho visitato sabato i cieli nelle stanze abbandonate ormai ad un degrado vergognoso.
    Un posto il cui recupero potrebbe essere il fiore all’occhiello di questo deserto, impoverito dal cemento,da finti monumenti , da tentativi di fare “arte” (Ipogeo) cos’è? …
    in fondo all’anima sento tanta amarezza….
    Gentile e preparata l’organizzatrice della breve visita nei giardini che furono un tempo terra dei “nessuno”….un’altra simpatica e gentile signora, un tempo impiegata in quel posto, descriveva con pacato e dolce tono di voce le grandi cucine, e di quanto personale era impegnato a far da mangiare ….c’era anche il panettiere interno! ..una costruzione di 20 mila metri quadrati….
    Cumuli di macerie che mi hanno impregnato gli occhi di lacrime, cumuli di anni di indifferenza, abbandono, menefreghismo….
    Ho dimenticato volutamente gli incontri con i vari Sgarbi, Crepet….che tornano nelle loro torri d’avorio….e di Teramo neanche, se glielo chiedi ad un’ora dal comizio, non ne ricorderanno neanche il nome.
    Teramo era una splendida e fiorente città, ricca di storia e monumenti di rara bellezza.
    Oggi l’ignoranza è cresciuta, è diventata più che potente e imperante ….racconto ai miei figli quanta bellezza è stata distrutta, demolita dall’ignoranza vestita di lusso…la storia si ripete. Non credo ci sia guarigione.
    Teramo è terminale….il sindaco, essendo medico, sa bene cosa vuol dire.

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