Il militare Camillo e il colonnello Ghedd’alfonso giocano alla guerra mentre l’Abruzzo sprofonda

Il militare Camillo e il colonnello Ghedd’alfonso giocano alla guerra mentre l’Abruzzo sprofonda

di Christian Francia  –

D'Alfonso e D'Alessandro - Un militare e mezzo

Luciano D’Alfonso è un cazzaro. Non vi sono più dubbi. Un distributore di poltrone, incarichi, prebende. Un boiardo di Stato della peggiore specie, un dinosauro vetero-democristiano ammantato di sussiego e prosopopea che spara cazzate ogni giorno che dio manda in terra.

Ma il dramma degli abruzzesi è che la maggioranza dalfonsiana è di infimo livello, una truppa di poltronisti che si farebbe tagliare un braccio pur di occupare uno strapuntino di sottogoverno e una fettina di potere. Che banda di poveracci senza coscienza, senz’anima, senza palle, senza capacità politiche, senza generosità per la propria regione. Tutti arrivisti, micragnosi, cinici ed egoisti.

Veniamo ai fatti. Da un mese l’Abruzzo è preda di una crisi politica mai formalizzata che è stata innescata dai due consiglieri regionali di Abruzzo Civico (leggi: “Cinico”), i quali urlavano con la bava alla bocca la pretesa di potersi sedere nella Giunta regionale. Il governatore ha sedato la rivolta annunciando subito un assessorato per il consigliere Andrea Gerosolimo, ma a cascata si sono innescati altri problemi.

Come è noto, infatti, per far posto a Gerosolimo il governatore avrebbe disegnato lo spostamento dell’assessore di SEL Mazzocca sulla poltrona di Sottosegretario che fino ad oggi è stata occupata dal Consigliere Camillo D’Alessandro, al quale D’Alfonso aveva chiesto il sacrificio umano di annichilirsi politicamente (magari in cambio della solita promessa da marinai circa l’ipotetico appoggio per un futuro seggio parlamentare alle prossime elezioni politiche).

Dopo tre settimane di urla e di strepiti nelle segreterie, alla fine il soldato Camillo si è arreso ed ha accettato di farsi defenestrare, autoimmolandosi con queste parole: “Ho comunicato al presidente D’Alfonso che lascerò il ruolo di sottosegretario. Ma il mio non è un passo indietro e nemmeno di lato, altri avrebbero dovuto fornire le soluzioni, ma visto che non l’hanno fatto loro lo faccio io, perché il prolungarsi di questo dibattito non risponde alle attese dei cittadini”.

Ohibò, e quando mai siete stati attenti alle attese dei cittadini? Ma non vi vergognate di proferire simili abiezioni? E chi sarebbero gli “altri” che avrebbero dovuto immolarsi al posto di Camillo? E che cosa sarebbe il suo, se non “un passo indietro e nemmeno di lato”, un passo nel burrone?

D’Alessandro – per non farsi umiliare troppo – dichiara che continuerà militarmente a impegnarsi per cambiare l’Abruzzo”. Non preoccuparti, Camilluccio bello, se fino ad oggi non sei riuscito nemmeno a mettere una virgola in coda ai comunicati, figuriamoci da domani quando tornerai ad essere un semplice soldato pulisci cessi.

Per addolcire la decapitazione, il colonnello Ghedd’alfonso ha rilasciato una delle sue solite scoregge verbali (tenetevi forte): “Da adesso D’Alessandro diventa coordinatore della maggioranza: coordinerà il lavoro di esecuzione del programma di Giunta, gruppi di maggioranza e Consiglio. Per quanto riguarda il lavoro portato avanti fino ad oggi non cambia nulla: in qualità di consigliere incaricato continuerà a seguire i settori trasporti, infrastrutture, mobilità e turismo, in una parola l’attuazione del programma”.

Evidentemente il colonnello aveva bevuto parecchio, se è riuscito a sparare due cazzate con una sola frase: la prima cazzata è che non è possibile che Camillo coordini la maggioranza per il semplice motivo che la legge demanda al Presidente esattamente quel ruolo (che è incedibile di fatto e di diritto); la seconda cazzata è che se a D’Alessandro residuano tutte le deleghe che aveva da sottosegretario e Mazzocca continuerà a mantenere a sua volta le sue deleghe da ex assessore, Gerosolimo di cosa diavolo dovrebbe occuparsi in Giunta, di percepire lo stipendio maggiorato da assessore, con autisti e prebende varie?

Eppure, invece che placarsi, i mal di pancia aumentano esponenzialmente:

1) Il PD di Chieti si lamenta della riduzione del peso della sua rappresentanza in giunta (il povero Camilluccio).

2) Moscerini teramani di maggioranza si lamentano dell’aumento dei posti di governo (prima il sottosegretariato, inventato da D’Alfonso solo per creare una poltrona in più, poi l’invenzione del coordinatore della maggioranza) con una conseguente perdita di potere del capogruppo PD Sandro Mariani, il quale già non contava un cazzo, ma da oggi non coordina che se stesso (ammesso che ne sia capace) dato che l’intera maggioranza gliela coordinerà D’Alessandro. Beffa delle beffe: nemmeno l’altro consigliere regionale teramano del PD, Luciano Monticelli, verrà coordinato da Mariani, visto che egli stesso ha deciso da tempo di farsi coordinare da Gerosolimo che non è nemmeno del PD. Mariani resterà capogruppo senza gruppo, senza unità, senza truppa, solo e disperato come un pirla qualunque. Al pari della provincia di Teramo, la reietta d’Abruzzo.

3) Se, come sembra, Mazzocca da sottosegretario dovesse conservare la competenza all’Ambiente, Abruzzo Cinico sarà felice del suo microassessorato alle Aree interne?

4) La minoranza di Forza Italia rincara la dose ridicolizzando il governatore: “Il presidente della Regione ha istituito in Abruzzo una nuova prassi: quella della delega orale”. Infatti, a ben sei mesi dall’annuncio, “non esiste a tutt’oggi agli atti alcuna delega al consigliere regionale Leandro Bracco a Cultura, Estetica e Creatività, che altro non sono che tre parole, indiscutibilmente suggestive, ma mai messe nero su bianco. Quello che più stupisce è che un presidente di Regione, nel tentativo disperato di rimanere a galla, possa continuare a distribuire generosamente deleghe inesistenti senza che alcuno avverta l’esigenza di domandarsi pubblicamente come possa essere tollerato un comportamento che, oltre che istituzionalmente scorretto, prende sistematicamente in giro non soltanto il collega di turno, il Consiglio regionale e gli operatori dell’informazione, ma tutti gli abruzzesi”.

Cioè a dire: D’Alfonso è un pericoloso cazzaro abbottapalloni.

5) L’assemblea regionale di SEL ha deciso di rifiutare la staffetta fra Mazzocca e D’Alessandro, non accettando spostamenti di pedine all’interno della giunta senza una preventiva verifica sulle cose fatte e da fare. In buona sostanza SEL vorrebbe che venisse attuata prima la verifica del programma, con la promessa che diverranno prioritari sia la battaglia alle trivelle e sia il reddito di cittadinanza. Naturalmente D’Alfonso annuirà per ammansire i sinistroidi, ma poi li manderà gentilmente a farsi fottere nel merito delle due questioni, che resteranno entrambe nel cielo dei desideri.

6) E infine pure le pulci hanno la tosse, se è vero come è vero che persino l’IDV (ma esiste ancora?) ha chiesto a D’Alfonso “un confronto di maggioranza per istituzionalizzare la crisi invece di trattarla in gran segreto”. L’ex partito di Di Pietro, che una volta rappresentava la legalità e oggi appoggia il prescritto governatore in carica, cioè appoggia l’illegalità, si lamenta dello strapotere del PD che “con il 30% gestisce il 90% del potere. C’è un monocolore del governo regionale e c’è un accentramento di poteri, questo non va affatto bene”.

Insomma, un disastro.

Quanto agli abruzzesi, abbiamo letto per settimane le lamentazioni di tutti gli schiavi del colonnello Ghedd’alfonso (che sarebbe meglio chiamare “Luciano D’Al-fondo” per quanto sta trascinando a fondo quel che resta dell’Abruzzo), i quali invocavano come bisognasse cambiare metodo, passando dall’autoritarismo e dall’individualismo del governatore che decide tutto da solo, ad una fattiva collegialità di maggioranza. E quindi? È stata ripristinata la collegialità? Manco per niente. Tutta una farsa. Era l’ennesima pantomima per ottenere una poltrona.

Tanto ciò vero che Abruzzo Cinico, non appena ottenuta la promessa poltrona, ha subito smesso di abbaiare nonostante le decisioni sul futuro della Regione, come ad esempio le spese folli per l’imminente acquisto del complesso “La City”, come ad esempio l’adozione del Master Plan regionale voluto dal governo Renzi, restino tutte accentrate nelle mani di D’Alfonso che non le discute con nessuno né le condivide con la sua stessa maggioranza.

Qui non siamo all’uomo solo al comando, bensì al piccolo dittatore attorniato da sottaceti incapaci di balbettare alcunché.

È mai possibile che non si sappia nemmeno chi sia l’assessore alla Cultura e quali strategie culturali abbia in mente la Giunta? Si vuole continuare con l’elargizione a pioggia di fondi sempre minori, fino a quando scomparirà ogni forma di assistenzialismo e con esso ogni attività culturale per miopia della politica?

È mai possibile che ancora non si sappia quante ASL debbano esserci in Abruzzo? Si è detto e ridetto che ce ne vuole una soltanto, ma dove? E chi ne pretende due? E l’Agenzia sanitaria servirà ancora?

È mai possibile che manchi sia una sintesi condivisa sulle priorità, sia quel minimo di confronto pubblico sulla strategia di sviluppo della regione? Fino a quando D’Alfonso potrà continuare a mettersi sotto i piedi i soldatini della sua maggioranza, senza che imprese, cittadini e forze sociali vengano coinvolti nell’elaborazione degli obiettivi?

Siamo decisamente sulla via del suicidio, con il “Presidente D-emerito” Gianni Chiodi che ha fatto strame dell’Abruzzo per 5 lunghissimi anni e mezzo di bordello reale e figurato, all’esito dei quali abbiamo ricevuto per regalo la decurtazione di 321 milioni di fondi europei rispetto al budget della precedente programmazione.

Se Luciano D’Al-fondo continuerà a trascinarci nel baratro, resteranno solo macerie…

3 Responses to "Il militare Camillo e il colonnello Ghedd’alfonso giocano alla guerra mentre l’Abruzzo sprofonda"

  1. Salve   8 settembre 2015 at 22:10

    In questi giri di giro di rigori, il dott. Valdo Di Bonaventura è passato con Civati? Poi con onestà lo vorrei lo stipendio del Med. Vet Mariani. Continua ancora ad Amare l’Università?

  2. chi l'ha visto   9 settembre 2015 at 10:29

    …In serata a Campli è stato avvistato uno pseudo veterinario, in preda a crisi mistiche, che urlava… Ho visto la madonna… ho visto la madonna… continuando a baciare un santino (è stato poi accertato si trattasse di una foto di Big Luciano)….dopo vari tentativi, per convincerlo a desistere, alcuni cittadini lo hanno nominato capogruppo alla vigilanza dei maiali da abbattere per la prossima sagra della porchetta. A seguito di tale nomina ripresosi dallo shock, è stato prudentemente accompagnato nella locale caserma dei CC. Chi fosse a conoscenza di eventuali politici scomparsi nel “NULLA” della Regione Abruzzo può contattare la redazione.

  3. Nino   9 settembre 2015 at 11:41

    IPSE DIXIT : “…mi piacciono gli equilibri avanzati”

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