Teramo, una comunità che si aggrappa

Teramo, una comunità che si aggrappa

di Ernesto Albanello  –

Chi non ha il coraggio di ribellarsi non ha diritto di lamentarsi
Fuori dalla “Lamentosi”

Avete presente il naufrago, che annaspa sull’acqua e scruta ogni possibile oggetto a cui avvicinarsi per restare a galla? Può però succedere che quell’oggetto non fosse proprio in grado di reggere il peso del naufrago oppure che dopo un breve galleggiamento, vada a fondo e quella persona che fa fatica a resistere solo nuotando, se la prenda con quel residuo di zattera che avrebbe potuto rappresentare la sua salvezza.

Così mi sembra Teramo che da troppo tempo si esprime in termini piagnucolosi e vittimistici. Da quanto tempo sentiamo la solita “solfa”? Ci hanno tolto la Telecom, non c’è più la Banca d’Italia, avevamo una caserma e ce l’hanno scippata, la Provincia sta per chiudere, adesso vacilla la Camera di Commercio e persino la Prefettura, avevamo il Teramo Basket in serie A e non ce l’abbiamo più, adesso ci tolgono persino la serie B che il Teramo Calcio si era meritatamente conquistato!

Pensiamoci un attimo: senza nulla togliere a “privilegi” quali sono le dotazioni istituzionali, commerciali o sportive che se le hai certamente male non fanno, può però una città riconoscersi per un requisito che, al massimo, aggiunge, ma certo non determina la tipicità di una località?

Perché parlo di “aggrappaggio”? Perché sempre di più Teramo corrisponde ad una entità urbana che ha smesso di cercare il suo cuore pulsante, la sua peculiarità, l’eccellenza che la rende unica per inseguire elementi aggiuntivi a cui, appunto, aggrapparsi.

Insomma, è come se non credesse più in sé stessa e ritenesse che la sua “permanenza in vita” sia il frutto di concessioni che vanno catapultate dall’alto e che poi siano tenute strette. A dispetto di come le si gestisca.

Perché, pensiamoci bene: Teramo ha forse manifestato una sua fierezza ed un suo attaccamento perché sede di una caserma? No, salvo dare per scontato che ci fosse ed osservare, neppure compiaciuta, i tanti soldatini che passeggiavano per i tigli durante l’ora di uscita.

Immaginiamo per un momento che ci venisse tolta l’università o che quella di Teramo fosse accorpata ad un altro Ateneo. Manifestazioni in piazza a non finire, ma che risulterebbero surreali, in considerazione del fatto che mai questa città si sia inventata una manifestazione propria di saluto all’indirizzo della sede di Coste S. Agostino: non a caso l’ateneo ha in più occasioni lamentato la “distanza” della città dalla sua istituzione universitaria.

È tempo che Teramo smetta di aggrapparsi e riscopra la sua reale vocazione, la sua identità e ne vada fiera e la promuova perché quella, certamente, non potrebbe essere scippata.

C’è un’altra città che vanta un così antico Osservatorio Astronomico? No, almeno nei dintorni: però quanti teramani se lo ricordano?

C’è un’altra città sede di un così prestigioso Istituto Zooprofilattico? No e qui addirittura dobbiamo parlare di eccellenza nazionale, ma i teramani lo sanno e se ne fanno ambasciatori dichiarandolo con fierezza? Direi proprio di no.

C’è un’altra città che ha ospitato per tanti anni una Coppa sportiva al punto da indurre tanti atleti, arbitri, tecnici di varie parti del mondo a sentire il bisogno di tornare a Teramo quasi sentissero un grande vuoto se venivano meno a quell’appuntamento? No e faccia un passo avanti chi, teramano, almeno una volta non abbia percepito con fastidio la bottiglia di birra vuota lasciata all’angolo della strada e lo abbia negativamente commentato, tralasciando poi l’aspetto più importante che la sua città per una settimana diventava una cittadella della pallamano mondiale.

C’è un’altra città che coniuga la bellezza del Gran Sasso con un’armonia collinare davvero unica che degrada verso il mare? Assolutamente no: questa è una prerogativa teramana, ma quando mai Teramo ne è stata propugnatrice tenace e ostinata di questa sua unicità? Ricordo solo pochissime iniziative della Provincia che metteva in estate a disposizione dei bus per raccogliere turisti lungo la costa e far loro visitare le aree ai piedi del Gran Sasso.

C’è un’altra città che riesce ad esprimere una somma di sapori che derivano da piatti che esaltano i prodotti del mare, della campagna e della montagna, rendendola davvero leader della cucina al punto che avrebbe dovuto “esplodere” in questo Expo ancora in corso a Milano? (Una manifestazione, non dimentichiamolo, pensata per migliorare il nutrimento del pianeta e Teramo, da questa angolazione, avrebbe ben potuto scoccare frecce dal suo arco).

Come è possibile essere ambasciatori di livello in questo ambito quando il centro storico ha visto progressivamente chiudere i suoi più tipici ristoranti che avrebbero permesso la degustazione delle prelibatezze teramane?

Il Dottor Ernesto Albanello - psicologo
Il Dottor Ernesto Albanello – psicologo

Teramo, allora, smetta di aggrapparsi a prerogative non sue, ma si rimbocchi nel senso reale le maniche per non perdere alcuna occasione di rilancio di ogni sua peculiarità, dia ascolto alle sue intelligenze di tutte le età e la finisca di interpretare e supporre ciò che ritiene essere “il comune sentire del teramano medio”, si trasformi in un cantiere permanente se vuole risorgere, si liberi delle tante zavorre che sono gli inutili organismi burocratici fatti apposta per mantenere la città in un immobilismo spettrale ed allora riprenderà a splendere ed a suscitare interesse, mentre il piagnucolare ed il vittimizzarsi non fa altro che mandare via chi ha idee e progetti.

One Response to "Teramo, una comunità che si aggrappa"

  1. XXX   31 agosto 2015 at 13:04

    “un’altra città che coniuga la bellezza del Gran Sasso con un’armonia collinare davvero unica che degrada verso il mare?”
    Attacco acuto di lamentosi: peccato che l’armonia collinare sia interrotta da una duplice puzza mefistofelica un zona mosciano (discarica + polli), più che degrada….DEGRADO!!

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.