Luciano D’Alfonso e Renzo Di Sabatino: gli opportunisti delle trivelle

Luciano D’Alfonso e Renzo Di Sabatino: gli opportunisti delle trivelle

di Christian Francia  –

D'Alfonso-Di Sabatino - Gli Opportunisti
Il governatore D’Alfonso e il Presidente Di Sabatino

Premessa: combattere con ogni mezzo la imminente petrolizzazione dell’Abruzzo è cosa sacrosanta poiché si tratta del pericolo più grande e più esiziale per la Regione verde d’Europa.

Il governatore Luciano D’Alfonso e il Presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino, entrambi appartenenti al Partito Democratico ed entrambi a capo di una coalizione di centrosinistra, si stanno giustamente spendendo contro il pericolo dell’avanzata petrolifera nel nostro territorio.

Il pericolo è costituito in primo luogo dal permesso di ricerca da poco rilasciato dal governo alla società inglese Spectrum e in secondo luogo dal permesso di ricerca di imminente rilascio da parte del governo al progetto Ombrina Mare (come noto è stato approvato di fresco – dal Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti e dal Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini – il decreto di compatibilità ambientale per lo sviluppo della piattaforma Ombrina Mare della società Rockhopper al largo della costa abruzzese).

Quindi D’Alfonso e Di Sabatino hanno intrapreso, secondo il nostro giudizio, un percorso condivisibile ed encomiabile sia nel momento in cui hanno appoggiato il ricorso al TAR contro il permesso Spectrum (avanzato da nove comuni della costa, sette abruzzesi, due marchigiani), sia nel momento in cui si oppongono in ogni sede e con ogni mezzo anche al permesso Ombrina Mare (il governatore ha dichiarato che si opporrà “fino alla Corte celeste”).

Fare fronte comune contro la deriva petrolifera in Adriatico è necessario ed è urgente, e a tal fine si svolge proprio questa sera un concerto No Triv a Roseto degli Abruzzi. Ma c’è un “ma”.

Che il pericolo sia imminente è ormai chiaro a tutti, visto che il definitivo decreto di concessione del Ministero dello Sviluppo Economico ad Ombrina Mare segnerà l’avvio delle operazioni di realizzazione della piattaforma a 12 chilometri dalla costa abruzzese.

Eppure l’accelerazione dell’iter concessorio per gli idrocarburi è stato previsto dal decreto Sblocca Italia, fortemente voluto e approvato dal PD di Matteo Renzi. E chi è complice e parte attiva del partito della petrolizzazione? Proprio D’Alfonso e Di Sabatino. E qui entrano in ballo questioni di coscienza civile, di serietà, di dignità e di coerenza, tutti valori seppelliti dal rottamatore fiorentino.

Sessantamila abruzzesi a fine maggio scorso a Lanciano hanno manifestato contro Ombrina e la politica energetica del premier Renzi, respingendo – come mai nella storia regionale – l’attacco finale alla qualità del mare Adriatico e alla sovranità dei cittadini abruzzesi.

Il Forum Acque si è espresso in modo molto eloquente: È un governo che pensa solo agli interessi delle lobby dei petrolieri e ai loro profitti. È l’ennesimo schiaffo alla Regione Abruzzo ed è un oltraggio alla democrazia, visto che le leggi vigenti dicono che nelle procedure di VIA è obbligatorio tener in adeguato conto quello che pensano i cittadini e gli enti locali. La lotta non si ferma ora. Bisognerà proporre ricorsi in tutte le sedi, ma è l’ennesimo segnale che con questo Governo non ci può essere alcuna forma di dialogo. Cosa faranno i parlamentari abruzzesi che hanno votato lo Sblocca Italia pur di assecondare il potente di turno invece di tutelare i diritti degli abruzzesi? La sconvolgente vicenda di Bussi con un’intera valle segnata per decenni dall’inquinamento non pare aver insegnato nulla. Basterebbe un solo incidente per sconvolgere l’intero ecosistema marino e costiero abruzzese. Davanti al volere dei petrolieri tutto viene meno per questo Governo”.

E difatti la questione è dirimente e non può essere derubricata a valutazioni concilianti: o si è a favore delle trivelle oppure si è a favore dell’ambiente, ne va del futuro dei nostri figli e della nostra regione.

Per cui la lotta inconciliabile è fra chi sia favorevole allo stupro ambientale e chi ne sia contrario. Appare evidente che se si difende l’ambiente non si può restare un minuto di più all’interno del Partito Democratico, fautore e persecutore a livello legislativo e governativo dello stupro ambientale.

È possibile, quindi, essere contro le trivelle e restare al contempo nel PD come fanno D’Alfonso e Di Sabatino?

Sarebbe come se una moglie decidesse di restare a fianco del proprio marito nonostante stupri altre donne, sgozzi i bambini e picchi selvaggiamente la stessa consorte ogni giorno. Non sarebbe solo masochismo, ma complicità, correità e depravazione morale degne del più netto stigma sociale.

E allora perché il governatore e il presidente della Provincia di Teramo hanno deliberatamente deciso di degradare se stessi e la propria dignità?

Semplicemente per opportunismo.

Perché se uscissero dal PD crollerebbe tutto il castello che tiene in piedi le loro carriere politiche. Perché le loro maggioranze sarebbero destinate al disfacimento, e le loro prospettive di future elezioni andrebbero in fumo.

Per cui è meglio calpestare la dignità e sputare sulla coerenza, piuttosto che rinunciare all’esercizio del potere, alle poltrone e ai lauti guadagni ad esse collegati.

Il Movimento 5 Stelle ha messo il dito nell’incoerenza dalfonsiana: Abruzzo svenduto ai petrolieri. È l’ennesima dimostrazione di come anche il PD stia svendendo la nostra regione alle lobby del petrolio. D’Alfonso è completamente inutile e non ha alcun potere né credibilità all’interno del suo stesso partito. Gli ‘ufo’ sono in Abruzzo e questa è la dimostrazione di come le sue promette elettorali siano completamente vane”.

Troppo comodo volere la botte piena e la moglie ubriaca. Troppo comodo spendersi contro le trivelle per vellicare i cittadini e gli elettori, ma al contempo restare all’interno del partito degli infami e cercare future candidature sempre nelle liste del PD.

Questa è gente che vuole vivere al riparo delle rendite di posizione rappresentate dalle candidature del PD nelle assemblee elettive super redditizie (Consiglio regionale, Camera dei Deputati e Senato).

È lì che Luciano D’Alfonso e Renzo Di Sabatino vogliono arrivare e restare, costi quel che costi. Anche se chiunque potrà coprirli di infamia per essere esponenti del partito del petrolio. Anche se chiunque potrà dileggiarli poiché fingono buoni sentimenti e ostentano una difesa di facciata delle ragioni dell’ambiente, mentre il loro partito procede senza pietà allo stupro dell’Adriatico.

6 Responses to "Luciano D’Alfonso e Renzo Di Sabatino: gli opportunisti delle trivelle"

  1. Nino   12 agosto 2015 at 11:25

    Continuate a votare sta gente, mi raccomando

  2. Leda Santosuosso   12 agosto 2015 at 16:08

    Condivido ogni parola che dici.
    Ieri sera lo spettacolo è stato davvero patetico: un presidente di provincia e 4 sindaci tutti del PD che partecipano alla giornata contro le trivelle.
    Ai miei occhi sarebbero credibili i loro sentimenti SE e SOLO SE si dimettessero in massa tutti dal PD.
    Prima di invitarli all’evento avrei chiesto loro un cenno di coerenza!

    E gli italiani continuano a votarli… questo è il vero problema!

  3. Puozscat   15 agosto 2015 at 14:57

    livore o bruciore: questo è il problema!

  4. mario   16 agosto 2015 at 13:58

    FENOMENALI I NO TRIV.
    AL CONCERTO CONTRO LE TRIVELLE INVITI E PARATA DI SINDACI E PRES PROVINCIA DEL PD.
    UN PLAUSO A GAGLIANO!

  5. giuseppina   17 agosto 2015 at 14:25

    E’ riduttivo e fuorviante dire “o si è a favore delle trivelle oppure si è a favore dell’ambiente”.
    C’è una terza opzione. Si può essere favorevole al petrolio perché si ritiene, dati alla mano, che al momento non c’è alcuna reale e imminente soluzione alternativa con le rinnovabili e perché, talvolta, queste ultime causano danni all’ambiente superiori a quelli generati dal petrolio (esempio biomasse, biocombustibili e biogas che non sono affatto rinnovabili) ma si può essere ugualmente contrari a Ombrina perché il gioco non vale la candela. Inquinare per estrarre complessivamente un quantitativo di petrolio che sarebbe sufficiente a garantire l’autonomia energetica agli italiani per sole due settimane è follia allo stato puro. Questo va detto ai cittadini. Si trivella, si inquina aria e mare per un quantitativo risibile di petrolio. L’Italia, in generale, ha piccoli e scadenti giacimenti e per tutti vale il medesimo discorso di Ombrina. Occorrerebbe abituare le persone al ragionamento anziché predisporli al dualismo. Convincersi che il petrolio è male e le rinnovabili è bene non è utile. Ad esempio, estrarre petrolio da un buon giacimento con costi di estrazione bassi è sicuramente più vantaggioso, dal punto di vista del bilancio energetico, e conseguentemente ambientale, che installare pannelli solari in un luogo poco assolato. Abituiamoci a ragionare non per frasi fatte o per prese di posizione ma per singole circostanze. A rischio di apparire noiosa cito un altro esempio: nessuno inorridirebbe se un proprio familiare dicesse di volere aprire un negozio per costumi da mare ma se si scopre che l’apertura è prevista nel polo nord la reazione sarebbe di totale sbigottimento e di sicura opposizione.

  6. giovanni   21 agosto 2015 at 12:55

    Faccia da culo che mangiano con il PD, votateli in massa votateli , ma poi non venite a rompere i coglioni a lamentarvi italiani di merda venduti per 80 euro

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