Montepagano: borgo bello e possibile!

Montepagano: borgo bello e possibile!

di Sergio Scacchia

montepaganoScorci di paesaggi stupendi, gocce di medioevo! Nel borgo di Montepagano che sovrasta la caotica spiaggia di Roseto, il tempo si è fermato. Qui c’è un museo tutto da vivere. Si possono ammirare cartoline d’epoca, foto antiche, immagini sacre, numismatica con monete italiane ed estere, mobili d’epoca, caratteristici costumi abruzzesi, strumenti musicali, raccolte di giornali e riviste antichissime. Inoltre oggetti poveri ma unici, arnesi da lavoro manuale, cimeli e libri che paiono vivere la loro seconda giovinezza, fino ai giochi di quando eravamo bambini che si divertivano con poco.

I rintocchi della torre della S.S. Annunziata scendono come pioggia sul paesaggio. L’imponente cupola domina l’abitato di Montepagano. E’ maestosa, una delle più grandi del teramano e termina in una lanterna ottagonale sormontata da un globo che regge la croce.

Le campane della parrocchiale chiamano al rosario. Le vecchine compaiono in piazza e si recano in chiesa.

La chiesa madre fu costruita alla fine del Cinquecento grazie alle offerte fatte dal popolo che accorse sul luogo dove fu vista piangere, per alcuni giorni, una immagine della Madonna. Sulla semplice facciata spicca il portale in pietra sormontato dal timpano. L’interno è costituito da una navata centrale sulla quale prospettano otto cappelle con arco a tutto sesto; una di esse ospita un organo del 1654; l’altare maggiore è barocco. Conserva anche un bell’altare in legno policromo, un tantino da restaurare. Ha pianta a croce latina.

La bellezza del borgo produce l’incanto più profondo. L’antico castello arroccato sulla collina a quasi trecento metri d’altezza, conserva monumenti e scorci dal passato. Il suono è certamente diverso da quello, possente, che si sprigionava nel periodo delle incursioni barbariche dalla grossa campana del paese i cui rintocchi giungevano alle galee al largo della costa. Il frastuono avvertiva l’imminenza degli sbarchi di turchi distruttori.  montepagano 6

Dire che qui tutto è rimasto come un tempo è forse un azzardo retorico ma non certo una bugia. Stradine medievali dove immergersi nel silenzio, una veduta che si allunga fino quasi al Conero marchigiano, il profumo di verde e aria pura, la ruvida e calda pastosità delle pietre antiche, rendono Montepagano una meta da visitare con calma.

La Roseto tentacolare, l’antica Rosburgo, ha arrestato la sua espansione selvaggia nella parte finale delle colline sovrastate dal borgo antico che gode, ancora oggi, di una relativa tranquillità. La campagna aperta lambisce il centro turistico delle rose, alcuni cascinali sparsi tra i campi resistono tenacemente, come manciata di grano gettata dal seminatore e, di quando in quando, qualche filare ombreggia un fosso.

La torre di Sisto V simbolo del paese che accoglie i visitatori sul corso centrale, è del secolo XVI e vive ancora la tradizione della Confraternita del S.S. Sacramento che, nel ‘500, assisteva gli indigenti e che oggi si occupa di organizzare i festeggiamenti al patrono, S. Antimo protomartire.

La statua solleva instancabile, da migliaia di anni, con la sua mano il castello medievale.

Arrivando a piedi, attraverso un bel sentiero in collina, tra Colle Patito e il vecchio borgo, uno dei camminamenti che dal mare portano al vecchio paese, è possibile incontrare la storica “Fonte dell’Accolle” dell’800 o forse anche prima, dove le donne lavavano i panni e tornavano a casa, con testa la conca piena d’acqua e, sotto braccio, la canestra dei panni. Si percorre un anello panoramico, una stupenda terrazza sul mare, che purtroppo oggi versa in pessime condizioni di manutenzione.

Dall’alto della collina è chiaro ciò che sta accadendo: i paesaggi rurali di secoli stanno scomparendo inghiottiti da un presente fatto di cemento, di sconquassi e di cantieri edili. Le valli, intonse per migliaia di anni e attraversate dai filari, stanno scomparendo tra il fervore del cemento. La multiforme ricchezza della ruralità italiana è sempre più minacciata dall’espansione urbana.

Da non perdere la Porta da Borea e i resti della fortificazione, l’antica cinta muraria realizzata nel Medioevo a difesa del centro; la struttura difensiva doveva avere dimensioni notevoli, testimoniate dai resti che si scorgono in alcuni tratti attorno alle case.

colline di roseto okE’ in questa piccola cornice, preservata dal turismo di massa, che si trova il Museo della Cultura Materiale, uno degli oltre quattromila sparsi nella penisola, risorsa preziosa della nostra storia. Qui la storia di ognuno di noi fa spettacolo. Dal 1987 questa istituzione, nata ad allacciare il filo della memoria con il vissuto paesano, ha il compito di ricercare le testimonianze materiali dell’uomo e del suo ambiente, acquisendole, conservandole e comunicandole.

  “Un museo – dice la signora Anna Maria Rapagnà, anima di questa bella istituzione con gli storici Luigi Braccili e Mario Giunco – non può essere solo contenitore statico di oggetti e testimonianze, bisogna stimolare dinamismo attraverso meccanismi di promozione aiutando le nuove generazioni ad approfondire le tradizioni e i costumi del passato”.

Nei locali espositivi, visitati mediamente da più di millecinquecento appassionati l’anno, si trova una raccolta di testimonianze della cultura agro-pastorale, dell’archeologia industriale, fino alle molteplici realtà del territorio: cartoline d’amore, foto antiche, immaginette sacre, numismatica, mobili d’epoca della Valle del Fino, caratteristici costumi abruzzesi, strumenti musicali dei “bandisti” artigiani, raccolte di giornali, riviste antichissime e tanto materiale della devozione popolare. Ancora oggetti poveri ma unici, arnesi da lavoro manuale, magari non eleganti ma robusti e ingegnosi, cimeli e libri che paiono vivere la loro seconda giovinezza fino ai giochi di quando eravamo bambini.

Tutto il prezioso materiale è contenuto in ambienti ricostruiti fedelmente grazie all’associazione, “Vecchio Borgo”, fondatrice del museo.

Una miriade di segni antichi messi a testimonianza, come mucchietto di pietre lasciato in montagna per l’orientamento di chi passa.  E’ un pellegrinaggio nella civiltà contadina, scoperte improvvise di particolari mai o poco notati, che all’occhio del visitatore si rivelano poetici simboli di vita. Solo visitando questa fantastica esposizione ci si può rendere conto dell’inestimabile patrimonio culturale ed etnografico che esso rappresenta. In ognuno di questi oggetti c’è una parte di noi, un’impronta che il museo aiuta a riscoprire, a ricordare, ad approfondire. È la firma lasciataci dai nostri nonni che seppero creare manufatti di costume, autentica poesia della nostra esistenza.

Per info e visite al Museo: Tel.: 085-8936053

Per info Comune Roseto degli Abruzzi: Municipio tel. 085-8930473

Come arrivare a Montepagano:

A24 RM-TE uscita Teramo/ A14 direzione Pescara uscita Roseto degli Abruzzi/ proseguire in direzione Roseto degli Abruzzi/ Montepagano

da Napoli: A1 NA-RM uscita Caianello/ seguire indicazioni per Castel di Sangro/ Roccaraso/ Sulmona/ A25 direzione Pescara/ A14 direzione Pescara uscita Roseto degli Abruzzi/ proseguire in direzione Roseto degli Abruzzi/ Montepagano.

Si dorme e si mangia in vari alberghi del mare di Roseto degli Abruzzi o in paese

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