Il fallimento di Cocciolito. Dopo 27 anni la Riccitelli fuori dal Fondo Unico per lo Spettacolo, e quindi anche da RCA. Il Ministro Franceschini sembra seguire passo passo le indicazioni di Teramo 3.0. Ma Highlander non si dimetterà mai

Il fallimento di Cocciolito. Dopo 27 anni la Riccitelli fuori dal Fondo Unico per lo Spettacolo, e quindi anche da RCA. Il Ministro Franceschini sembra seguire passo passo le indicazioni di Teramo 3.0. Ma Highlander non si dimetterà mai

di Enrico Melozzi – 

cocciolito triste
Il Maestro Cocciolito attapirato

Maurizio Cocciolito oramai è un ex potente alle corde. Dopo la sconfitta in prima grado nel famoso processo contro la mia opinione e quella di Mauro Baiocco, dopo una esigua stagione teatrale che si va restringendo di anno in anno, dopo un’estate a braccia conserte a cercare di risolvere il problema di un teatro che dopo 30 anni di monopolio sta per tornare a bando, una nuova tegola si catapulta sopra la sua testa: il Fondo Unico Spettacolo, meglio noto come FUS, dopo più di 25 anni di sostegno, interrompe i finanziamenti, non considerando l’attività svolta dalla Riccitelli, di interesse nazionale. E quindi la Riccitelli è definitivamente fuori anche dal nuovo progetto di sistema “Rete Abruzzo Cultura” (RCA), che raggruppa le 14 (oramai 13) associazioni culturali attive sul territorio abruzzese riconosciute dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e tutte finanziate dal Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo). Un autogoal che vale doppio!

D’altronde i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Sono anni che invitiamo Cocciolito ad applicare politiche di produzione e non di “riproduzione”. L’attività produttiva della Riccitelli è pari allo zero, e un FUS rimodulato in base al tasso di “produttività” non prevede alcun contributo per la Riccitelli. Il cartellone dei concerti è pubblico, reperibile facilmente, e ci vuole ben poco a capire che nulla si è prodotto, ma che il cartellone è un semplice collage di varie proposte di promoter, un cartellone che chiunque sarebbe capace di mettere in piedi, con una rete internet e un computer, un budget a disposizione, un teatro gratuito etc etc…in due pomeriggi.

Oggi, in tempi di crisi, non c’è più spazio per chi non è stato capace in 27 anni di mettere qualche soldo da parte, di inventare una direzione artistica produttiva, utilizzando le risorse del territorio. Le uniche produzioni si sono consumate in alcuni spettacoli realizzati grazie a contributi Europei, ottenuti grazie all’intervento dei soliti Di Dalmazio & Company Srl. Spettacoli di cui si hanno pochissime tracce, e i cui risultati artistici sembrano non aver influenzato affatto lo sviluppo culturale teramano, figuriamoci quello europeo.

Il ministro Franceschini sembra quindi attuare passo passo la politica culturale di Teramo 3.0, in barba al Pd cittadino, le cui indicazioni non sembrano neppure sfiorare il capo del ministero della cultura. Tanto per cominciare il caso Braga. Il risultato di anni di battaglie è stato che il Braga è finalmente salvo! Esattamente come suggerivamo noi, il ministero ha disposto che i professori assunti fino ad oggi (molti dei quali con logiche clientelari, esprimendo un livello didattico il cui valore è sulla bocca di tutti), vengano mantenuti coi soldi di chi li ha assunti, cioè con fondi locali. Mentre sottolinea che, se si volesse invece assumere dei nuovi docenti in base alle graduatorie nazionali (i meritevoli) lo stato si sobbarcherebbe addirittura la spesa totale. Tradotto: volete quei dinosauri che vi siete assunti da soli in base a graduatorie locali e chiamate dirette di stampo politico? Fate pure, ma non pensate che noi paghiamo il conto. Volete cacciarli a calci in culo e fare posto a docenti meritevoli? Ve li paghiamo noi e paghiamo anche la disinfestazione. Esattamente come urliamo da anni, nell’isolamento più totale e con qualche appoggio sporadico e in privato, rigorosamente in forma orale e sottovoce.

Ora, dopo la stangata alla casta del Braga (che continua a piangere proprio perchè il loro scopo non è salvare il Braga, ma è salvare i loro culi), il Ministro Franceschini 3.0 sembra attuare un nuovo colpo di scure contro la casta teramana della musica classica.

Riccitelli non produce? Non riceve nessun finanziamento! (visualizza i criteri di valutazione artistica stabiliti dal FUS).

E Cocciolito cosa fa? Invece del “mea culpa“, ricorre al TAR!! Roba da non crederci…Come se al Tar gliene fregasse qualcosa  dei suoi fallimenti di gestione culturale.

Invece di mettersi a produrre fa la voce grossa. Caro (in senso economico) Cocciolito, i tempi di vacche grasse sono finiti, e non c’è davvero più spazio per i dilettantismi. Dilettante? A Teramo sta esprimendo questo, la cancellazione dal FUS testimonia questo. Ma allora come mai i Solisti Aquilani, di cui Cocciolito da un paio di anni è anche direttore artistico, hanno preso il contributo? Come mai? L’aria di montagna rende più efficaci? Come mai Cocciolito quando lavora per gli aquilani mantiene e quando invece lavora per i teramani arretra? Si fosse stufato? Si fosse annoiato dei 40 mila euro l’anno che prende dalla Riccitelli? Guarda caso con il contributo del FUS ci esce paro paro (anzi, manca qualcosa) il suo stipendio annuo…

Insomma, la dignità di un uomo dovrebbe fare riflettere, e far prendere la via delle dimissioni irrevocabili. La dignità di artista poi dovrebbe imporre un passo indietro da compiere anche se fosse un gesto suicida. Ma purtroppo, in questo caso, il termine “dignità” è un termine sconosciuto, proibito. Artista poi…neanche l’ombra.

Lì rimarrà, sulla sua poltrona ben remunerata,  fino a quando qualcuno più in alto di lui non deciderà di farci il piacere di togliercelo dalla vista, e di eliminare il suo odore di naftalina culturale dagli spazi artistici della nostra città.

 

cocciolito-triste trombato

One Response to "Il fallimento di Cocciolito. Dopo 27 anni la Riccitelli fuori dal Fondo Unico per lo Spettacolo, e quindi anche da RCA. Il Ministro Franceschini sembra seguire passo passo le indicazioni di Teramo 3.0. Ma Highlander non si dimetterà mai"

  1. Kit Karson   7 agosto 2015 at 22:21

    Che Botta !

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