Jovanotti in concerto: la parola d’ordine è energia

Jovanotti in concerto: la parola d’ordine è energia

di Enrico Romagnoli  –

Jovanotti in concerto
Jovanotti in concerto

22 luglio 2015. Lo stadio Adriatico di Pescara gremito di gente, è questo il panorama appena entro verso lo 18.00. Sul palco c’è già Salmo che sta scaldando il pubblico, il quale risponde senza esitazioni.

Le parole del rapper vanno veloci così come i minuti e in un attimo sul palco ci sono i The Smoothies, una coppia di DJ che ribaltano lo stadio, ora vedevo una discoteca sotto un gran bel tramonto, che faceva da cornice a 30 e più mila persone che saltavano e ballavano.

20,30: manca mezz’ora e Lorenzo salirà sul palco, ma prima c’è l’attesa, che è come una grande sete, da soddisfare solo alle nove. Sul palco i tecnici preparano tutto: accordano chitarra, sistemano le batterie, posizionano i microfoni, preparano le luci e mettono ancora più curiosità.

21,00: le luci sono ancora accese, basta aspettare un quarto d’ora e si spegne tutto, Pescara viene invasa dal boato del pubblico. Sullo schermo in onda un film chiamato “2184” nel quale si tende a proteggere l’uomo. È tutto perfetto. 35 miliardi di persone sono sulla terra, tutti senza difetti. In un ristorante un uomo di spalle riceve un pacco, si gira per firmare, è lui, è Lorenzo.

Secondo boato, stavolta più grande e potente. Torna a casa, nel pacco un ologramma della Muti, che dice a Lorenzo che il mondo è troppo perfetto: “Nessuno stona più, nessuno si gode più un cazzo”. Lo invita a tornare a quella notte del 2015 e ristabilire il disordine mondiale. Lorenzo indossa l’armatura del futuro e una cascata di bassi riempie lo stadio, terzo boato. Il gruppo entra, lui esce da sotto al palco, è il momento di “Penso Positivo”.

Provare e descrivere l’energia di un concerto di Jovanotti è difficilissimo, anche D’Annunzio, che nel descrivere era un mago, avrebbe avuto difficoltà. Provo a spiegarlo: sapete quando siete stanchi e il sonno va via? Quando siete stanchi e avete voglia di ballare e cantare? Non è una questione di adrenalina, no, è molto di più. È un qualcosa di magico che solo i concerti ti danno e in particolare quelli di Lorenzo. Dagli spalti ti chiedi “Ma come fa?” Perché è inesauribile, dà tutto se stesso e il pubblico lo capisce, lo percepisce e prova a rispondere con tutta l’energia.

Stadio pieno, le canzoni si susseguono con un ritmo che sembra un’esplosione di dinamite. Le canzoni del nuovo CD vengono accolte bene, ma quando canta “Serenata Rap”, “A Te” e “L’ombelico del mondo”, lì cantano davvero tutti. Del nuovo disco “Gli Immortali” è il pezzo che il pubblico ha già fatto suo, già trattato da classico.

Lorenzo si cambia di abito svariate volte e cambia espressioni, interpreta in maniera perfetta i suoi pezzi. Personalmente lo preferisco live che nei dischi, dove può risultare poco energico.

Le luci, i video, ovvero i così detti effetti speciali, rendono il tutto ancora più strabiliante. Vieni avvolto da una irrefrenabile voglia di saltare, ballare, abbracciare, cantare, piangere e ridere. Le emozioni ci sono tutte.

Due ore di spettacolo, perché sì, non è un semplice concerto, il suo è uno dei pochi a cui sono tornato e a cui tornerei ancora. L’effetto Jova colpisce tutti, impossibile resistere all’onda di positività di Lorenzo.

Jovanotti
Jovanotti

One Response to "Jovanotti in concerto: la parola d’ordine è energia"

  1. Skynet   31 luglio 2015 at 22:56

    Articolo RIDICOLO.

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