Appello dei fiumi abruzzesi: per favore non salvateci

Appello dei fiumi abruzzesi: per favore non salvateci

di Christian Francia  –

Locandina incontro PD legge fiumi - giulianova 23 luglio 2015
La locandina dello scandaloso incontro del PD a Giulianova

Siamo alle comiche finali. Il Partito Democratico che governa la Regione Abruzzo e l’Italia intera è un becchino, un esecutore testamentario, un mostro capace anche di vilipendio di cadavere.

Abbiamo già scritto della pericolosissima proposta di legge regionale cosiddetta “Ammazza fiumi” presentata da un Attila come il consigliere regionale Sandro Mariani (http://www.ilfattoteramano.com/2015/07/16/sandro-mariani-come-attila-vuole-distruggere-fiumi-abruzzesi-per-favorire-la-lobby-dei-cavatori/).

Ma al peggio (e al PD) non c’è mai fine. Il giorno dopo aver scoperto gli interessi privati celati dietro la proposta di legge, dettata – se non scritta – direttamente dalla lobby dei cavatori di ghiaia che vogliono mettere le mani dentro agli alvei dei fiumi abruzzesi per appropriarsi dei materiali trasportati dalla corrente, cosa ti combina il PD?

Con un artificio linguistico degno di un consumato attore comico, il PD ribalta la questione comunicativa: da legge “Ammazza fiumi” il medesimo testo normativo viene ribattezzato dai presentatori come legge “Salva fiumi”, così almeno qualcuno penserà che ci sono posizioni opposte sulla utilità o meno della approvanda legge.

Ben lungi dal vergognarsi, Sandro Mariani e il disonorevole Tommaso Ginoble, unitamente alla loro corte dei miracoli come il fido Gabriele Minosse, hanno organizzato ieri sera un incontro pubblico a Giulianova per spiegare la bontà dei loro intenti.

Il problema, però, è che siccome costoro hanno capacità linguistiche e comunicative da terzo mondo, non riescono nemmeno a convincere le loro stesse pecore al seguito della presunta utilità degli interventi normativi che propongono.

Mariani e Ginoble rappresentano non solo un branco di incompetenti in materia politica, ma pure un branco di incompetenti in materia idraulica, ingegneristica e geologica, essendo il primo un laureando in veterinaria e il secondo un assicuratore, per cui potrebbero intanto spiegarci di quali consulenti tecnici si sono avvalsi per la redazione del testo di legge.

Ciò consentirebbe di far venire a galla eventuali soggetti dotati di autorità professionale che sostengono gli interventi contenuti nella proposta di legge, ma dubito che mai nessun ingegnere,mai nessun geologo metterà la propria firma sotto quello scandalo, onde evitare di rovinare per sempre la propria reputazione.

E c’è da rimanere esterrefatti dell’appoggio al convegno di ieri sera offerto dal sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro, il quale avrebbe dovuto non solo dissociarsi, ma addirittura esecrare pubblicamente la proposta di legge Mariani, in quanto gravemente lesiva della costa giuliese (già recentemente orfana della bandiera blu e già soggetta a restrizione della libera balneazione a causa dell’inquinamento dei fiumi Salinello e Tordino che delimitano Giulianova).

La portata distruttiva per l’ambiente che reca con sé cotale mostruoso parto giuridico è immensa e – se dovesse, diononvoglia, essere approvata dal consiglio regionale – produrrà ulteriore dissesto per i territori, con danni incalcolabili persino per il mare, le coste e il turismo.

Da un lato la legge “Ammazza fiumi” rappresenterebbe un regalo ai cavatori perché consente alle imprese, con la scusa di effettuare necessarie manutenzioni ai corsi d’acqua, di scavare e rimuovere il materiale dal letto dei fiumi, sabbia e ghiaia soprattutto.

Dall’altro lato la legge produrrebbe un danno spaventoso all’ambiente poiché se le imprese venissero autorizzate a prelevare i sedimenti direttamente dai fiumi, la costa teramana e abruzzese, che già oggi subisce una erosione spaventosa che è sotto gli occhi di tutti, continuerà a scomparire con un danno incalcolabile per l’ambiente, per le imprese turistiche, per la popolazione e per l’intera economia abruzzese.

Non meno importante sarebbe l’aggravamento del dissesto idrogeologico, in quanto i percorsi fluviali abruzzesi subiscono già un’erosione enorme dovuta anche all’azione dell’uomo, per cui giammai potrebbe consentirsi il prelevamento di materiale dagli alvei dei fiumi, semmai il materiale localmente in eccesso potrebbe essere spostato laddove è deficitario, non sottratto indiscriminatamente agli alvei dei fiumi.

Ne perderebbe l’azione di ripascimento naturale dei litorali e delle spiagge, oltre ad aggravarsi la forza erosiva dei fiumi dovuta alla maggiore velocità della corrente, con conseguente maggiore rischio da dissesto idrogeologico ed idraulico.

Detto in altri termini, la maggiore attività erosiva della corrente fluviale (dovuta alla “pulizia” autorizzata dalla legge) metterebbe a maggior rischio la tenuta delle infrastrutture presenti (ponti, sottoservizi, strade, ecc.) e dei presidi idraulici (argini, briglie, ecc.). Questo aumento della velocità inoltre andrebbe anche ad aumentare il rischio idraulico da inondazione anche nei tratti arginati, in quanto andrebbe a concentrare il volume di piena in un tempo più ridotto.

L’asportazione di materiale quindi ha un riflesso negativo su tutta l’asta fluviale anche laddove il materiale è intrappolato, perché ove asportato verrebbe subito sostituito dai sedimenti provenienti da monte che potrebbero essere nuovamente oggetto di attività estrattive all’infinito. Appare quindi evidente che prelevare sedimenti dalle aste fluviali abruzzesi avrà pesanti ripercussioni sulla fascia litoranea.

E siccome i tre quarti della costa regionale sono interessati da forti arretramenti della linea di riva (cioè le spiagge), appare illogico e demenziale rischiare di mettere in crisi un’intera economia che si basa sul turismo balneare.

Non solo. Ma è possibile che la legge, definita ironicamente “Salva fiumi” dal PD, non contenga nessuna norma relativa al contrasto all’inquinamento, alla mappatura delle immissioni abusive, alla lotta contro gli sversamenti selvaggi e le discariche abusive che affliggono i nostri fiumi?

Vogliamo sostenere che il problema dei fiumi sono le pietre, la ghiaia e i sedimenti? I danni non sono forse causati dall’inquinamento, dai rifiuti, dalle fognature, dagli impianti di depurazione che non ci sono e dove ci sono non depurano come dovrebbero?

Il PD vorrebbe forse sostenere – come si dice a Roma – che Cristo è morto di freddo? Ma va là. Non ci facciano piangere e si vergognino di prendere per il culo la gente con cotali convegni offensivi di ogni minima intelligenza. La cittadinanza dovrebbe iniziare a tirar loro i pomodori addosso ogni volta che si affacciano in pubblico, appellandoli come meritano: da incapaci e da incompetenti quali sono.

I nostri corsi d’acqua e l’intero sistema costiero, pertanto, lanciano un appello: “per favore non salvateci, piuttosto che morire a causa dei vostri interventi, preferiamo restare con i problemi che già abbiamo e che derivano tutti dalle vostre scellerate opere umane”.

2 Responses to "Appello dei fiumi abruzzesi: per favore non salvateci"

  1. Pino   24 luglio 2015 at 13:55

    Come solito se la cantano e se la suonano.
    Interverranno:
    Politico
    Politico
    Politico
    Politico
    Politico
    Politico
    Ma un esperto no? Qualcuno competente?

  2. Massimo   4 agosto 2015 at 13:45

    Questa è la dimostrazione di dove può arrivare l’arroganza dei politici…. Su un tema delicato e tecnico dibattono politici senza supporto tecnico… il territorio dal punto di vista fisico deve essere gestito politicamente… dimenticando che: un corso d’acqua, come una terremoto o una frana non conoscono confini amministrativi imposti dalla politica, che le dinamiche naturali vanno studiate e capite al fine di evitare di peggiorare la situazione. Una volta i politici si vantavano di aver creato strutture tecniche con le quali ci facevano anche politica oggi si vantano di averle distrutte (vedasi Autorità di Bacino… il vecchio Genio Civile.. . i Servizi Tecnici di Stato come l’Idrografico e Mareografico, il servizio Dighe, Sismico e Geologico… i Magistrati alle Acque… ecc… ecc.)…

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