DISTRUZIONE SINFONICA ABRUZZESE – Perchè non appoggio la protesta dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese

DISTRUZIONE SINFONICA ABRUZZESE – Perchè non appoggio la protesta dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese

di Enrico Melozzi

Distruzione Sinfonica AbruzzeseL’Istituzione Sinfonica Abruzzese, finalmente, dopo 40 anni di silenzio e di connivenza con il potere politico, non appena le vengono toccati i contributi ritenuti vitali, inizia una protesta pubblica.

Finalmente… ma come mai? Già, perchè in 40 anni mai una protesta, mai un comunicato, mai una nota stonata (salvo quelle sul palcoscenico). In realtà già nel 2012 la Sinfonica Abruzzese si cimentò in un mitologico quanto surreale concerto all’Emiciclo: la Sinfonia degli Addii di Haydn, composta per il suo mecenate, il principe Nikolaus Esterházy, quando la corte si trovava nella residenza estiva di Eszterhaza. Il Lavoro estivo era più duro del normale, si lavorava troppo, si guadagnava tanto…ma i musicisti volevano tornare dalle loro famiglie. In quell’occasione la sinfonia fu utilizzata contro l’Emiciclo per tutt’altro scopo, con tutt’altra simbologia. Significava: “Mecenate, pagaci! Io sono un musicista”.

Orchestra Sinfonica
L’Orchestra Sinfonica Abruzzese

Sono d’accordissimo che la musica, la cultura, vengano finanziati, che tutto ciò che sia musica o cultura venga finanziato e sostenuto dal pubblico e dal privato, in tutte le maniere. Ma stavolta ci troviamo di fronte a un caso incredibile… Loro stessi dicono di aver “riversato” nella nostra terra circa 40 milioni di euro in 40 anni. Ovvero: hanno incassato e spartito (tra di loro ovviamente) con il favore della politica, che alla bisogna usava l’orchestra come un juke-box, un milione di euro circa all’anno. Ma negli ultimi anni è toccato alla casta culturale prendere le botte sui denti. La cultura, quella vera, non morirà mai. La musica, quella fatta da persone che amano la musica prima di ogni cosa, non morirà mai, non sparirà mai…state tranquilli. E’ la storia che ce lo dice.

La Sinfonica Abruzzese ha speso tanto, tantissimo, per molti anni e prodotto poco, pochissimo e spesso male. Con un millesimo dei soldi della Sinfonica, una struttura nuova ma di altissimo livello come il Colibrì Ensemble fondato da Andrea Gallo a Pescara, creerebbe un’avventura musicale straordinaria, vista la qualità espressa senza finanziamenti pubblici e con le sole loro forze. Ma parliamo di un livello artistico infinitamente superiore, il giorno e la notte.

scalaLa Casta della Musica sta subendo un duro attacco dai poteri forti? Allora io sinceramente non posso che trovarmi per una volta d’accordo con il potere forte del momento. Tagliare i fondi alla ISTITUZIONE SINFONICA ABRUZZESE non significa tagliare i fondi alla musica tout court, ma significa tagliare i fondi a una casta che per anni si è presa quasi tutto il fondo destinato alla musica per tutta la regione Abruzzo. Ora, perchè dovremmo appoggiare chi per tanti anni è stato finanziato con massima priorità e non è riuscito a creare un meccanismo virtuoso sostenibile? Sarebbe come dire: abbiamo una start up e ti garantiamo per 40 anni un milione l’anno? Ce la fai? Insomma, un po’ come se pensassimo ad una mamma che foraggia il figlio per anni, dandogli la paghetta mensile: Per anni e anni, il figlio è felice e non dice mai le parolacce alla mamma. Ma poi, un giorno la mamma è in difficoltà, rimane vedova, perde i soldi del marito. La madre dirà al figlio: “Ti ho sostenuto per tanti anni, ma oramai sei grande. Oramai devi farcela da solo“. Il figlio diventa aggressivo, inizia ad insultare la madre in ogni modo possibile e dopo qualche giorno di fame, muore.  Cosa pensereste voi di questo figlio?

(segue sottto)

Orchestra Teniamo famiglia
Orchestra Teniamo Famiglia

Ma voi cosa pensereste di una ditta che in 40 anni di sostegno incondizionato non è riuscita a mettere da parte neanche le briciole? La presunta popolarità, poi, è solo autoreferenzialità: parlano di “Grande Orchestra Sinfonica Abruzzese”, di “Amata Orchestra”, della “Nostra Orchestra”. Mi spiace ma questa orchestra è solo stata la VOSTRA ORCHESTRA. L’orchestra di chi per anni è stato sicuro di avere foraggiamenti continui, come il porco che campa tranquillo, beato, sereno, senza sapere che verrà ammazzato (come è successo in questo momento alla ISA). Abbiamo visto per anni negli uffici della Sinfonica, decine e decine di amministrativi, assunti coi soldi pubblici ovviamente. In certi periodi, anzi nella maggioranza, il numero degli amministrativi (e quindi non dei musicisti, badate bene!!) era addirittura superiore al numero dei concerti in cartellone. E se il concerto era in formazione cameristica, poi, c’erano più amministrativi che musicisti! Come dire: mi compro un bar intero per fare la colazione la mattina e basta. Il livello artistico è sempre stato di caratura locale, o al massimo regionale. Checché se ne vantino, la loro presenza sui moderni canali di diffusione musicali è ottima testimonianza del livello artistico raggiunto. Vi invito a verificare di persona. Vi starete chiedendo: Ma perchè questo accanimento contro i tuoi stessi colleghi? Io non considero “colleghi” persone attaccate più al denaro che alla musica. Non considero un collega chi per anni non ha creato una rete di scambi fondati sul capitale artistico, puntando invece sulla raccomandazione politica o l’utilizzo della politica. Non considero colleghi coloro che per anni non si sono posti una sola domanda su come sta andando la cultura, che da privilegiati non si sono mai spesi per ideare un sistema che andasse al di là delle solite logiche speculative. So già che riceverò risposte retoriche (se non querele come è già successo nel 2012, quando ad alcune mie interviste dove ponevo alla dirigenza delle domande, mi fu risposto con una querela collettiva fatta da più di venti tra orchestrali, direttori generali, direttori artistici e “Lup. Man.” di varia natura…).

Mi risponderanno cosi:

-Un elenco di tutti i concerti all’estero (fatti grazie alla politica)

-Una serie di tutte le pubblicazioni e emissioni televisive (fatti con logiche politiche e non artistiche che sono capace di ricostruire passo per passo solo analizzando i programmi di sala e le note di copertina del disco).

-Le azioni benefiche

-Le azioni di solidarietà (un atteggiamento tipico di chi fa solidarietà a scopo politico è la recriminazione, la rivendicazione della propria opera svolta, ad esempio per il Terremoto).

Melozzi Sollima
Enrico Melozzi con Giovanni Sollima

Spero a questo punto in una nuova querela, che chiarirebbe meglio ancora i caratteri dei personaggi che ci troviamo di fronte. Il mio non è un accanimento contro chi è stato bene per anni. Ci mancherebbe. Io non provo affatto invidia per loro perchè la vita dell’orchestrale è molto, molto dura. Anzi, tra di loro ci sono moltissimi talenti, uomini e donne molto preparati, tanti musicisti che non meritano di essere abbandonati. A questi musicisti, però, non posso perdonare di essersi affidati ad un meccanismo che ovviamente non quadrava nemmeno a loro: un musicista è sempre dotato di intuito e quindi anche loro hanno accettato delle condizioni che, allo stato dei fatti, erano particolarmente strane per i tempi che corrono. Possibile che nessuno di loro si sia domandato, per il bene della musica, per il bene del pubblico, per il bene del teatro e delle sale da concerto che rimarranno vuote, se la strategia migliore non fosse stata un’altra? Le logiche sindacali hanno prevalso, quando invece i sindacalisti dovrebbero sparire per sempre almeno dal mondo della cultura, visto che gli operatori stessi non hanno le idee chiare e che questo non è il momento giusto per “sindacare” nella cultura: bisogna corciarsi le maniche e mettersi a lavorare. La loro mi sembra una protestuccia che puzza di ricatto politico. Chissà, forse il mandante di questa ennesima protesta è proprio lei, la Pezzopane! Ne sono certo.

Stefania Pezzopane
Stefania Pezzopane

La stessa Pezzopane che si intratteneva dalla D’Urso in piena cronaca rosa, mentre la vostra orchestra chiudeva, mentre l’Aquila sprofondava. La stessa Pezzopane che chiamò la redazione del Tempo che aveva pubblicato la mia intervista (quella delle 20 querele e passa…) urlando infuriata come una belva, manco le avessero pubblicato delle foto osè in vasca da bagno durante un “threesome” poco chiaro (l’accenno al fatto di cronaca riguardante le foto poi rivelatesi essere dei fotomontaggi, è puramente casuale).

Non ce la farete mai cari non-colleghi (non quelli di cuore!) orchestrali, con questa classe dirigente. Non ce la potrete mai fare con il vostro repertorio accademico, con i vostri intrecci politici, che anzichè aumentare il numero dei musicisti, ha debellato un’orchestra (quella del Marrucino) per accorparla a quella dell’Aquila. Traduzione? Togliamo i fondi a Chieti e li diamo a L’Aquila; a L’Aquila tagliano i fondi? Allora noi ci prendiamo quelli di Chieti così diamo priorità sindacale e politica agli aquilani.  A Teramo? Neanche un concerto se non sporadico, eppure prendevate proprio dalla Provincia di Teramo un contributo fisso annuo per decenni…di svariate decine di migliaia di euro. La stessa provincia che ci toglieva finanziamenti locali perchè c’era stata l’alluvione e andavano rifatte le strade, finanziava un’orchestra di un’altra città che non faceva mai concerti in città…incredibile…

PellegrinoCi vogliono dividere, prima tra musicisti, poi tra popoli. La qualità dei programmi ci ha portato di fronte a dei paradossi produttivi, degli scatoloni vuoti e privi di senso, fatti solo per racimolare un po’ di grano qua e la, prescindendo dal rispetto del proprio pubblico e dei propri concittadini. Mi riferisco alla produzione operistica del Marrucino, a quanto pare una delle più tristi degli ultimi anni. Avete scelto come direttore artistico una persona che viene dalla Puglia, il noto e bravissimo maestro Ettore Pellegrino, che stimo artisticamente come violinista. Con tutto il rispetto per i cugini pugliesi, ottimi e straordinari artisti, forse i migliori artisti italiani in questi decenni. Ma possibile che per anni nessuno sia stato in grado di trovare un direttore artistico abruzzese capace di spendersi con più orgoglio campanilistico? Per la direzione del Marrucino fu fatto un bando al quale fui candidato per affetto, stima e per mano di un numeroso gruppo di artisti abruzzesi che vedevano in me (che in quel periodo occupavo il Teatro Valle di Roma), una persona capace di portare una ventata d’aria fresca. PapaleoCi fu l’appoggio di Stefano Bollani, Rocco Papaleo e tantissimi altri nomi noti e meno noti, di artisti o semplici cittadini che appoggiavano questa proposta. E’ stato scelto di nuovo Pellegrino, senza neanche valutare i curricula, un bravissimo musicista, forse meno bravo come organizzatore visti gli ultimi trionfi Teatini. Si, avete capito bene: Lo stesso che era già direttore artistico della Sinfonica Abruzzese. Un piano scellerato, ideato dal trittico non pucciniano Chiodi-Pezzopane-Di Dalmazio (l’asse del male-politico-culturale), che ha creato un buco artistico in tutta la regione ma un grande incremento di aperitivi. Ordunque ora lanciate una campagna mediatica perchè TUTTA LA REGIONE VI APPOGGI???? COSAA?????? Una campagna fatta pure coi piedi, quasi con presunzione, quasi a dire “NON UCCIDETE IL PORCO” … Mi fate quasi tenerezza.

Vi prego, il danno oramai è fatto e non sarà il prossimo finanziamento a salvarvi perchè la situazione è questa: i soldi sono finiti. A voi è andata pure benissimo, ne avete goduto per anni e siete riusciti a crearvi una famiglia e una vita con la musica. Ora rimangono da fare poche cose: o vi rimboccate le maniche, Maestri miei, e prendete coscienza della realtà e mandate a casa il signor GIORGIO PARAVANO (oramai incancrenito alla sedia, la poltrona che lo accoglie da anni è diventata parte diretta del suo corpo, come una nuova forma di animale mitologico antropomorfo) o per voi è finita. Il secondo da mandare a casa, come minimo, è il maestro ETTORE PELLEGRINO, che ha un livello artistico così alto che dovrebbe continuare ad esprimerlo in veste di musicista interprete esecutore, perchè la veste di manager proprio non gli si addice. Non è riuscito a procacciare i famosi fondi che avrebbe dovuto portare e attirare sul teatro con la sua folta rete di contatti. E ancora, CENTI e tutto il direttivo. A CASA! Fare nuove audizioni. Da capo.

Melozzi a Sanremo
Melozzi al Festival di Sanremo

I musicisti validi non avranno problema a confrontarsi con quelli più giovani di loro. I soldi arriverebbero in un batter d’occhio. Ma non dalla Regione, bensì dal vostro pubblico. Ma quale pubblico??? Ahimè! Credete che la gente d’Abruzzo voglia sostenere una campagna portata avanti da gente che nemmeno conosce? Vi sbagliate. Se l’Orchestra Sinfonica Abruzzese denominata ISA (Istituzione Sinfonica Abruzzese, che visti i risultati dovrebbe essere DSA, Distruzione Sinfonica Abruzzese), avrà il coraggio di liberarsi del passato e di guardare al nuovo, come solo i musicisti sanno fare, allora avranno tutto il mio appoggio e di tutti quelli che come me non contano mai sui finanziamenti pubblici, ma cercano di trovare una quadra nel mondo reale. Scimmiottare i giovani, fare i manager, far fallire tutto, è troppo facile. I musicisti veri hanno immaginazione, coraggio, capacità di fare impresa in maniera creativa, nuova. E non me la menate con i regolamenti, i bandi, le leggi: sappiamo benissimo che ci sono migliaia di modi per fare musica, anche spendendo poco, di alta qualità. E quelle cose le riescono a fare solo gli artisti veri.

Oggi purtroppo con questa crisi, per i meri mestieranti, non c’è più spazio.

16 Responses to "DISTRUZIONE SINFONICA ABRUZZESE – Perchè non appoggio la protesta dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese"

  1. Leda Santosuosso   21 luglio 2015 at 13:21

    che schifo…..
    non ce la potremo mai fare……

  2. Paolobbi   12 agosto 2015 at 13:23

    Se quel che dice l’articolo è tutto vero… siamo proprio ad una svolta difficile!

  3. Old'n new   12 agosto 2015 at 14:50

    Diciamocelo chiaramente: alcuni sono entrati per merito, altri per raccomandazione. Mi dispiace per i colleghi meritevoli ma realtá in cui l’onestà intellettuale é un’utopia vanno sradicate. Il tessuto sociale è già corrotto fin dalle fondamenta, appendici del genere non fanno altro che aumentare situazioni di degrado e disagio. Personalmente trovo che sia da rifare daccapo tutto. E soprattutto controllando le audizioni dall’esterno onde evitare che commissari escano e con una pacca sulla spalla annuncino al finalista di turno che “è tutto ok, aspettiamo solo di ufficializzare”. Peccato che i candidati finalisti non erano esauriti e ne mancavano ancora una decina da ascoltare.

  4. Monaciello   12 agosto 2015 at 15:32

    Sono Aquilano e conoscendo la situazione da vicino, condivido tutto parola per parola.

  5. Anonimo   13 agosto 2015 at 2:06

    Ciao io sono Marcello Manfrin, prima viola dell’ orchestra sinfonica abruzzese, innanzitutto non mi nascondo dietro un nikname ma mi firmo prendendomi tutte le responsabilità di quello che dico come fa il collega Melozzi, poi come lui sa bene non tutti lo hanno querelato nel 2012 e tra quelli ci sono anche io pur non apprezzando i toni usati che ritrovo anche in questo articolo nel quale ci sono certamente delle cose esatte che condivido ma ritengo espresse in modo troppo crudo. Non parlate di qualità perchè di concerti andati male ne possono capitare a tutti! Non vi innalzate a giudici e critici musicali vi prego ! Eviterei sarcasmi per momenti migliori. Io per primo mi sono scontrato con i miei colleghi e vi assicuro che non è stato facile perché ci vuole coraggio! Coraggio che non tutti hanno. C’è chi nasce pecora e chi leone ma non ci sono colpe o meriti per questo, basta essere onesti e i miei colleghi lo sono sempre stati lo posso assicurare !!! Avrei tanto da dire ma non posso anche perché sono in aspettativa da più di 6 mesi e non vivo più dall’interno la situazione. Non è tutto vero quel che dici caro collega Melozzi ! Nell’ orchestra sinfonica abruzzese ci sono professionisti validissimi che studiano ogni giorno per migliorarsi e sono la maggioranza! E se c’è ( e dico SE ) qualcuno che non è all’altezza, beh dico che in tutte le orchestre, teatri e posti di lavoro c’è sempre qualcuno del genere purtroppo! per quanto riguarda il commento di OLD’N NEW vorrei dire che parlare ora e in anonimato non mi sembra corretto, se voleva poteva parlare prima e protestare la propria esperienza senza paura dicendo nomi e cognomi come ha fatto Melozzi in tempi non sospetti ! Ricordati del coraggio di cui parlavo prima OLN’N NEW o come ti chiami ! Comunque ognuno è libero di dire ciò che pensa ma senza offendere e rispettando gli altri e quando è cosi io combatto fino all’ultimo affinché il mio imterlocutore possa dire ciò che pensa !

  6. Davide simoncini   13 agosto 2015 at 18:14

    Non conosco l autore Dell articolo,ma da musicista professionista voglio dire che al di là di ciò che è stato come già spiegato forse con eccesso dall articolo oramai non c è una logica sull associazione specifica,da parte del governo attraverso, il mibac,c è solo una volontà di dismissione della cultura musicale. È per questo che DIVENTA VITALE lottare
    Per la sinfonica abbruzzese e tutte le altre situazioni simili.
    Con rispetto DAVIDE SIMONCINI.

  7. Fabio Morbidelli   14 agosto 2015 at 12:13

    Trovo questo articolo fazioso, contraddittorio e insensato.
    È evidente che la Sinfonica Abbruzzese non è la migliore orchestra del mondo, ma non è nemmeno la peggiore. È, invece, un istituzione che crea occupazione stabile per i musicisti e offre da 40 anni un sevizio alla cittadinanza. A me sembra sufficiente… chi altro lo fa in Abbruzzo??? … poi tutto è migliorabile… ovviamente! Forse dietro a questo articolo ci sono motivazioni personali o campanilistiche … non riesco a dare altra spiegazione a tanta avversione.

  8. Marco Piazzai   15 agosto 2015 at 0:11

    Quali sono i fatti incontrovertibili…secondo le nuove direttive se il finanziamento locale non arriva al 40/100 del finanziamento statale destinato a questa Ico la fondazione perderà il titolo e la struttura odierna sarà nei fatti insostenibile al di la di ogni virtuosismo possibile e non…questo é il sistema per chiudere in Italia quel poco che c’é in forma professionale… e questo é un dato di fatto… Un articolo così fazioso non é credibile…

  9. Marcello Bufalini   15 agosto 2015 at 17:06

    Mi stupisce molto il commento di Old’n new: ho fatto parte di tutte le commissioni della Sinfonica Abruzzese sia per le audizioni del 2010 che per i concorsi del 2014, e posso testimoniare che i lavori furono caratterizzati dalla volontà di scegliere esclusivamente in base al merito, dopo attente valutazioni, e ignorando qualsiasi tipo di pressione e influenza, di qualunque provenienza. Ci tengo ad affermarlo per difendere l’onorabilità non solo dei commissari, ma soprattutto dei concorrenti vincitori. Quanto all’articolo, trovo che sia inaccettabile nei toni, e irrispettoso del dramma che decine di onesti lavoratori e le loro famiglie stanno vivendo in questi mesi. Tutte le opinioni e tutte le critiche sono legittime, ci mancherebbe, ma trovo sconcertante che si possa dare un ritratto così grottesco e caricaturale, condito da giudizi sbrigativamente liquidatori, di un’istituzione che da 40 anni è protagonista della vita musicale abruzzese

  10. Anonimo   18 agosto 2015 at 13:32

    per quanto riguarda l’articolo vorrei dire che non si può e non si deve permettere un attacco così fazioso e personale con contorni saccenti volgari e offensivi solo perchè si ha un potere di scrivere e utilizzare questo potere a proprio uso. Ringrazio vivamente i colleghi per i loro interventi e non ultimo il Maestro Marcello Bufalini, musicista e direttore di assoluta caratura nonché di onestà intellettuale raramente riscontrata, con il quale sono d’accordo ed ho condiviso l’esperienza delle audizioni e concorsi potendo asserire la massima trasparenza !!!!!

  11. Anonimo   18 agosto 2015 at 15:19

    chiedo scusa sono Marcello Manfrin, prima viola dell’ orchestra dell’istituzione sinfonica abruzzese, non mi sono firmato in precedenza e riscrivo: per quanto riguarda l’articolo vorrei dire che non si può e non si deve permettere un attacco così fazioso e personale con contorni saccenti volgari e offensivi solo perchè si ha un potere di scrivere e utilizzare questo mezzo a proprio uso personale. Ringrazio tutti i colleghi per i loro commenti e non ultimo il Maestro Marcello Bufalini , musicista e direttore di assoluta caratura nonché di onestà intellettuale raramente riscontrata che ho la fortuna di conoscerti personalmente, con il quale sono pienamente d’accordo ed ho condiviso l’esperienza delle audizioni e concorsi potendo asserire che i quelle occasioni vi è stata la massima trasparenza coerenza ed onestà.
    Grazie,
    Marcello Manfrin

  12. Anonimo   18 agosto 2015 at 18:51

    sono Marcello Manfrin e il commento precedente ossia del 18 agosto dove si menziona il Maestro Marcello Bufalini è il mio, ho dimenticato di firmarmi. Grazie,
    Marcello Manfrin

  13. Marcello manfrin   19 agosto 2015 at 1:50

    l’ articolo precedente dove menziono il M. Bufalini è mio . Mi sono dimenticato di firmarmi, chiedo scusa

  14. Enrico Melozzi   23 agosto 2015 at 2:16

    Dopo giorni mi rendo conto che ci sono stati dei commenti e quindi mi sento di dover specificare alcune cose.
    Il mio diritto di critica va oltre ogni vostra indignazione, e essendo il mio articolo inattaccabile sotto il profilo penale, trovo riluttante l’indignazione di chi come voi, ha specifico interesse nella situazione, e vorrebbe che ci fosse unità d intenti in una vicenda che purtroppo non potrà mai averne, proprio per come è stato seminato in passato. Non conosco i dettagli sulle audizioni che leggo solo ora nei commenti, anonimi. Invito chi sa a fare regolare denuncia presso la procura della repubblica e a consentire alla legge di verificare realmente le posizioni di tutti.
    Gentilissimo Maestro Bufalini, con il quale ho suonato da piccolo nella giovanile abruzzese, che ricordo con affetto e stima come musicista molto preciso e appassionato,purtroppo non condivido il punto di vista molto interessato, quasi su commissione, come succede sempre in Abruzzo. Chi si sente attaccato non risponde ma manda rappresentanti del suo settore a difenderli. Sinceramente mi sarei aspettato un commento da parte dei Dei Ex Machina della ISA ma ovviamente non è successo. L’unica cosa che mi preme sottolineare è che la pacchia è oramai finita, e che purtroppo la fine della ISA è oramai (per fortuna) decretata. Se riusciranno ad avere il finanziamento per quest’anno, il problema si ripresenterà l’anno prossimo…e quindi ciao. Si tratta di essere proprio miopi o coinvolti emotivamente (o economicamente) per poter difendere una situazione fallimentare del genere. Ripeto: la qualità del vostro lavoro è ufficiale. Se avete delle incisioni dignitose da pubblicare sarei addirittura disposto a finanziarle. Ma purtroppo tutto ciò è utopia e quindi le chiacchiere stanno a Zero e i fatti pure purtroppo. Se la lobby che ha gestito per 40 anni questa iniziativa culturale (fondata su nobili presupposti ma degenerata come ogni cosa che è controllata dal potere politico) dovesse riuscire a trasformarsi di nuovo in un nuovo progetto, consiglio di assumere in base al merito e al livello artistico, che è vertiginosamente crollato. Invece di scandalizzarvi per il mio libero pensiero, scandalizzatevi per i latrocini che avete visto sotto i vostri occhi per anni, di fronte ai quali vi siete puntualmente voltati dall’altra parte e avete fatto finta di non vedere. Purtroppo il sistema è marcio, ma qualcosa sta cambiando. Chi se la prende con una critica piuttosto che con chi ha sfondato letteralmente ISA e massacrata in anni di malagestione, dimostra di essere l’artefice di tale scandalo. Con rispetto immutato per i musicisti, molto meno per gli uomini. A presto Enrico MElozzi

  15. Max   4 settembre 2015 at 15:35

    Ho letto l’articolo ed alcuni commenti, mi ha colpito uno che in sostanza dice: èuna istituzione che crea occupazione stabile…
    Bene, se è così andate sul mercato, gestitevi collettivamente e tirate fuori quello che vi serve per vivere. O funzionate solo se vi finanziano?Se è dosi ci stanno altre priorità. Sanità e scuole, per esempio.

  16. W.A. Mozzart   9 ottobre 2015 at 15:56

    Qualcuno dica a Davide Simoncini e Fabio Morbidelli che “Abruzzo” si scrive con una sola “b”. A proposito di cultura…

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.