La cocaina della Teramo bene

La cocaina della Teramo bene

di Christian Francia  –

Pippare humanum est
Un politico fotografato sulla costa teramana

“Stare dentro ai traffici della polvere è l’unica prospettiva che mi abbia permesso di capire le cose fino in fondo. Guardare la debolezza umana, la fisiologia del potere, la fragilità dei rapporti, l’inconsistenza dei legami, la forza immane del denaro e della ferocia. L’assoluta impotenza di tutti gli insegnamenti volti alla bellezza e alla giustizia di cui mi sono nutrito”.

(Roberto Saviano)

A Teramo non si parla d’altro: del politico e dell’avvocato (meglio sarebbe dire: l’avvocatessa) coinvolti nelle intercettazioni dell’inchiesta penale sullo spaccio di droga denominata “Dama bianca”.

E bisogna registrare il miracolo che solo la cocaina poteva compiere: l’unione fra L’Aquila e Teramo. Se ne parla da anni, ma solo i legami dello spaccio di sostanze stupefacenti sono riusciti a gemellare le due città capoluogo divise dal massiccio del Gran Sasso.

L’inchiesta concerne una ipotizzata associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti nel territorio teramano (la cocaina spacciata proverrebbe dall’Olanda e la marijuana dall’Albania). L’operazione “Dama bianca” ha condotto venerdì scorso all’arresto di 8 indagati e a 21 denunce.

Gli inquirenti ipotizzano che l’attività di spaccio si svolga tra Milano e Teramo, per mezzo del sodalizio criminale fra italiani e albanesi, due dei quali fratelli e residenti a Teramo (uno sarebbe il capo banda, l’altro il gestore dello spaccio a Teramo città), oltre ad un terzo – sempre albanese e sempre residente a Teramo – il quale sarebbe il custode della merce nonché gestore del mercato sulla costa teramana.

L’organizzazione dedita al traffico di droga è stata lungamente intercettata dalla Squadra Mobile di Teramo, la quale ha scoperto che gli albanesi sarebbero soci in affari con un imprenditore aquilano il quale sembra che mettesse a disposizione auto di grossa cilindrata per trasportare la droga e facesse assunzioni fittizie nelle proprie imprese per regolarizzare la presenza in Italia dei corrieri albanesi.

I clienti teramani sono numerosi e facoltosi, soprattutto professionisti, imprenditori, impiegati comunali, il famigerato politico e la famigerata avvocatessa, i quali ultimi ricorrono decine di volte fra i contatti intercettati, in quanto evidentemente facevano numerose ordinazioni di sostanze stupefacenti.

Sebbene entrambi non siano né indagati né denunciati, la maldicenza è un venticello che – nelle città particolarmente ignoranti e particolarmente provinciali come è Teramo – soffia con la forza di un turbine, per cui tutti sanno quello che accade ma non vedono l’ora che la loro invidia e la loro frustrazione possano esercitarsi sul malcapitato da additare al pubblico ludibrio.

È ormai certo che il politico in questione sia un maschio votatissimo facente parte di un partito molto “in” voga e che l’avvocatessa (che chiameremo con il nome in codice di “Artificial Intelligence”) sia parte integrante della migliore borghesia professionale cittadina.

Va da sé che una tale mole di intercettazioni sembri quantomeno incompatibile con il consumo personale delle sostanze psicotrope, per cui la questione politica è che moltissimi nella classe dirigente cittadina siano notoriamente amanti della cocaina (in primis i politici più in vista), ma che furbescamente abbiano sfruttato l’allocco di turno per accedere alla droga senza essere oggetto di sospetti e della pruderie più morbosa.

La questione non ci scandalizza, ma è interessante fornire una lettura politica della vicenda, con l’aiuto dello scrittore Roberto Saviano. All’inizio del recente libro “Zero Zero Zero” c’è il fondamentale capitolo intitolato “La lezione”, laddove si descrive mirabilmente il discorso tenuto da un vecchio boss calabrese a New York per educare le nuove leve dei criminali. Il boss spiega che cos’è un capo e come si comanda: La differenza fra un uomo qualunque e un uomo d’onore è che l’uomo d’onore sa sempre cosa accade, l’uomo qualunque viene inculato dal caso, dalla sfortuna, dall’idiozia. Gli capitano cose. L’uomo d’onore invece sa che quelle cose accadono e prevede quando. Tutti vogliono potere, pussy e money. L’Onorata Società sa che puoi avere potere e dinero, ma sa che l’uomo che sa rinunciare a tutto è quello che decide della vita di tutti. Senza cocaina non sei nessuno. Con la cocaina puoi essere come vuoi. Se tiri però cocaina ti fotti con la tue mani (…) Ma ricordati una cosa: in Messico, dove puoi fare quello che vuoi, drogarti, scoparti bambine, salire su una macchina e correre forte quanto ti pare, comanda veramente solo chi ha regole. Se fate stronzate non avete onore e se non avete onore non avete potere. Siete come tutti.

L’insegnamento è che chi comanda deve saper rinunciare a tutto per avere l’autorevolezza necessaria; chi gestisce il potere non deve essere schiavo di nessun vizio; chi gestisce il traffico di cocaina non deve mai farne uso; chi fa soldi non deve mai diventarne schiavo; chi ama la gnocca non deve mai sacrificarle il cervello e la reputazione; chi non osserva regole ferree – che sono al di sopra della legge penale – non ha onore e senza onore non può comandare.

Per questo la nostra classe dirigente locale, nella quasi totalità schiava di potere, pussy e money, non possiede i requisiti basilari per meritare di comandare, si è semplicemente trovata al vertice per uno scherzo del destino, in quanto figli di papà che attraversano un periodo storico senza leader e senza persone dotate di forza aggregatrice.

Per essere degni di rispetto occorre essere portatori di valori, di dignità, di una linea morale, di una visione riconoscibile; tutte cose assenti nella totalità dei politici teramani. Il fatto che siano schiavi della cocaina, piuttosto che della figa, è solo l’ennesima riprova della pochezza culturale e intellettuale di codesti acchiappagalline peracottari che ci governano e ai quali paghiamo vizi e stravizi.

Sono semplicemente dei disonorevoli disonorati che non hanno dato il buon esempio quando c’era da stringere la cinghia insieme ai cittadini amministrati, e per questo hanno perso l’onore e non meritano più di comandare. Peccato solo che non ci sia nessuna coalizione sulla scena pubblica che possa accompagnarli alla porta dimostrando un minimo di autorevolezza o di dirittura morale.

Il boss calabrese del libro di Saviano si dice convinto che chi delinque non sia peggiore dei grandi industriali, dei politici, dei rappresentanti del potere legale e ufficiale; sostiene che si tratti solo di uno scontro di visioni diverse e che i criminali hanno il merito di essere molto più coraggiosi, di giocarsi davvero il tutto per tutto, piuttosto che non nascondersi dietro alibi di comodo (che è l’abilità dei politici).

Il boss sottolinea: “Le cazzate sul mondo migliore lasciamole agli idioti”. Non si comanda per il bene, per la giustizia, per la libertà: “Queste sono cose da fimmine, lasciamole ai ricchi, agli idioti. Chi comanda, comanda. Punto e basta”. Per cui il rispetto delle regole e la capacità di privasi dei piaceri è il segno di una forza di volontà superiore che per ciò solo merita rispetto e obbedienza.

Ma la nostra è una società in decadenza, impregnata fino al midollo di mollezza dei costumi e di ricerca di facili guadagni. La Dama bianca è solo il mezzo con il quale le nostre mezze seghe sperano di innalzarsi dalla palude sociale che li avvolge e che costoro rappresentano con le loro facce di tolla.

8 Responses to "La cocaina della Teramo bene"

  1. Pino   30 giugno 2015 at 14:14

    Articolo sublime!
    Wow! Non diventeranno mai dei veri Boss! La città è salva!
    Mumble mumble…..
    No, forse rimarranno dei coglioni arricchiti! La Teramo Bene prevarrà sulla Teramo Perbene. La città è morta!

  2. Asia   30 giugno 2015 at 14:33

    Mi chiedo quando sapremo il nome del politico visto che viene pagato con i soldi dei cittadini… pare che quando prendono qualcuno con due canne non ci pensano due volte a sbattere nome cognome in copertina!

  3. Leda Santosuosso   30 giugno 2015 at 14:55

    Di che sorprenderci?
    Potere, gnocca, soldi drogano l’Italia intera…..
    B. ha seminato bene!

    tristezza infinita…

  4. Mah!   30 giugno 2015 at 15:17

    Lo sanno tutti chi è il politico! e tra le altre cose non è nemmeno uno scoop…purtroppo. Mi chiedo cosa farà ora il suo capo! Domanda retorica, la risposta è nulla, non ha mai fatto nulla nella vita!

  5. ernesto albanello   30 giugno 2015 at 23:05

    comandare vuol dire compenetrarsi nel comandato, quindi ascoltarlo, ma non svogliatamente, bensì profondamente, decodificando i silenzi ed i respiri.
    il potere mette in azione i circuiti biochimici del cervello che procurano piacere e quindi, se ben esercitato e vissuto come gratificazione sul piano delle endorfine, già ti appaga addirittura come sniffare.
    Solo che mentre questo godimento è attivato da processi endogeni, quello che richiede l’impiego di sostanze psicotrope, attiva l’utilizzo di meccanismi esogeni e procura una dipendenza che non ti fa neppure distinguere quando il tuo consenso è a caduta libera. a quel punto non solo sei fuori dalla realtà ma sei anche patetico

  6. Anonimo   1 luglio 2015 at 8:02

    E’ vero, sono quattro ragazzini analfabeti, presuntuosi e vanesi, che si sono buttati in politica senza averne alcuna idea, solo perché non hanno voglia, né capacità, di lavorare. Ma quello che più preoccupa è il loro seguito di servi sciocchi ed encefalogrammi piatti. Da queste nullità cosa possiamo aspettarci per il “futuro”?

  7. Anonimo   1 luglio 2015 at 15:11

    Che Futuro avremo? un Futuro In condizioni pietose se continuiamo a votare sta gente!

  8. Nunzio   11 luglio 2015 at 19:39

    Mai stato a Teramo.

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