Notte prima degli esami

di Maria Cristina Marroni  -

Tutti ricordiamo così la notte che precede gli Esami di Stato: una notte di paura, ansia, emozione.

Gli anni scolastici terminano a giugno con il saluto alle classi prima delle vacanze, i compiti estivi, le promesse di Pinocchio di alcuni alunni per settembre. Quando a giugno ti chiedono di svuotare il tuo cassetto, un anno se ne è andato via e insieme un pezzo della tua vita e di quella dei “tuoi” ragazzi.

Negli ultimi tre anni non sono solo io ad avere dato qualcosa agli alunni della mia V B. Anzi sono loro ad avere riempito la mia quotidianità di grandi emozioni. Quello che loro hanno cercato in me, in realtà era in loro, tele bianche il cui vuoto non è stato mai davvero vuoto, ma pieno delle loro esperienze, del loro essere. Non vuoto da colmare, ma da svelare.Quinte

“Sarebbe bello, Agatone, se la sapienza fosse tale da scorrere dal più pieno al più vuoto di noi, quando ci tocchiamo l’un l’altro, come fa l’acqua nelle coppe, che dalla più piena scorre nella più vuota attraverso un filo di lana. Se infatti le cose stanno così anche per la sapienza, è un grande onore per me lo star sdraiato accanto a te: credo infatti che potrò essere riempito, da te, di molta e bella sapienza. La mia infatti è probabilmente qualcosa di poco valore, o è controversa e dubbia come fosse un sogno, mentre la tua è scintillante, e possiede un grande futuro, quel futuro che da te ancora giovane così intensamente ha brillato e tanto lucente è apparso l’altro ieri” (Platone, Simposio).

Purtroppo la scuola oggi prepara solisti che vagano alla ricerca di un insieme che non trovano, semplicemente perché non sanno stare con gli altri, attenti solo a cosa li distingue e non a cosa li unisce. Un buon primo violino non fa da solo un buon concerto, c’è bisogno di tutti gli strumenti, cui può riferirsi il risultato finale. L’insegnante deve essere un buon direttore d’orchestra: scrive le partiture del concerto e fa partecipare tutti alla sonata.

La magia della scuola è distrutta dalla burocrazia, da uno Stato che non vuole “buoni” alunni, ma una “buona” scuola (per loro!), che sia fatta a immagine e somiglianza di chi comanda, che tenda all’omologazione. Meglio avere cittadini che conoscano poco i contenuti e non sappiano intrepretare i fatti e si bevano tutto quello che vogliono far credere loro. Meglio servi, che cittadini.

H. Marcuse sosteneva che la trasgressione fosse prevista e promossa per significare il senso della libertà totale. Spesso tuttavia i trasgressivi appaiono dei dipendenti mascherati da libertini. Opporsi a quanto insegnanti e genitori chiedono solo in quanto rappresentanti di un’autorità è identico al servilismo acritico.

“Vi è una diversa modalità di essere-contro: la rivolta intesa come capacità di dire no, ma solo dopo aver valutato la richiesta e aver verificato che non è compatibile con i princìpi che costituiscono la propria coerenza, il proprio modo di essere e di pensare. Albert Camus ne ha dato una compiuta definizione nelle sue opere L’uomo in rivolta e La peste.

La disobbedienza critica nasce dalla cultura, il dissenso motivato è alla base delle vere rivoluzioni individuali.Quinte foto bianoc e nero

L’insegnamento deve “portare altrove, in un altro luogo, porre di fronte al nuovo, all’inaudito, all’imprevisto, all’insolito, al raro, al diverso, al mostruoso, adombrare e illuminare, nascondere e svelare, rapire e salvare, sottrarre e proteggere, fuggire e sostare, ma anche disorientare, spaesare, distogliere, spostare, decentrare, dislocare” (R. Massa, Educazione e seduzione).

Stasera penso ai miei alunni, uno per uno, e sento che mi mancheranno molto. Domani saremo insieme per l’Esame, e poi ci saluteremo, loro in cammino verso l’età adulta e io a continuare a lottare, nel mio piccolo, perché non debbano abbandonare questo Paese in preda all’amarezza e alla frustrazione.

“Negli insegnamenti che ti impartirò, io ti sospingerò a tutte le sconsacrazioni possibili, alla mancanza di ogni rispetto per ogni sentimento istitutivo. Tuttavia il fondo del mio insegnamento consisterà nel convincerti a non temere la sacralità e i sentimenti, di cui il laicismo consumistico ha privato gli uomini, trasformandoli in bruti e stupidi automi adoratori di feticci” (Pier Paolo Pasolini).

Studiate per vedere cose che gli altri non possono vedere. Siate felici, ne avete il diritto; siate cittadini responsabili, ne avete il dovere.

2 Responses to Notte prima degli esami

  1. Pino

    17 giugno 2015 at 8:40

    Che bel saluto. Commovente.
    Come si fa, però, a buttare fuori dalla scuola italiana insegnanti anaffettivi, demotivati ed impreparati ?

  2. francesco di luigi

    17 giugno 2015 at 11:07

    Semplicemente straordinario. Vorrei poter tornare indietro per godere dei tuoi insegnamenti.

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