Musica? No, grazie.

Musica? No, grazie.

romagnolidi Enrico Romagnoli-

Capita sempre più spesso che i bambini si innamorino della musica e vogliano iniziare a suonare un qualche strumento. Capita sempre più spesso che i genitori dicano di no e si giustifichino dicendo che è una perdita di tempo. Purtroppo si inizia a dire di no alla musica, a non mostrarsi aperti verso quest’ultima, che viene considerata come un qualcosa di futile, con cui riempire i buchi di tempo vuoti. Se osserviamo la storia, un certo Quintiliano, nato nel 35 d.C., che fu un oratore e maestro romano di retorica, dedicò un punto di una sua grande opera, la “Institutio Oratoria”, alla musica. Scriveva proprio così “Infatti, tutti sanno che la musica, per cominciare da questa, ha goduto, fin dall’antichità, non soltanto di grande attenzione di studio ma anche di una sorta di venerazione…” (Institutio Oratoria, 1, 9,)

Perché scrisse così? Perché credeva fosse importantissimo far studiare musica ai giovani oratori romani, credeva che fosse fondamentale, non importante, ma ribadisco fondamentale, per lo sviluppo dei bambini.
Diciamo che Quintiliano aveva un certo prestigio e non era di certo il primo che passava per strada… Quello che scrive viene confermato dal fatto che la musica fosse assai rilevante nella civiltà latina, dove  veniva usata per i funerali, riunioni private, spettacoli sul palco, eventi nelle arene e i grandi spettacoli dei gladiatori.
Culturalmente parlando, a parer mio, nel nostro periodo, c’è stata una regressione da spavento. Ormai ci fanno credere che cultura sia saper andare su internet, essere tecnologici, guardare il telegiornale dove ogni notizia ha dei filtri mediatici che non sono indifferenti; la cultura oggi è avere un’infarinatura di tutto, ma non sapere nulla nello specifico. D’altro canto le istituzioni non aiutano, chiudono teatri, musei e quant’altro per farci negozi, “per dare vita”, perché ovviamente un teatro non è vita..
Siamo in una società così chiusa al punto che i genitori sono portati a credere che scegliere una carriera dedicata alla musica equivalga a scegliere la precarietà, che non aiuti a crescere il proprio figlio o che il proprio il figlio diventi uno scapestrato, come se la musica  fosse una rovina. Purtroppo l’ignoranza rifiuta ciò che non riesce a capire.

One Response to "Musica? No, grazie."

  1. ernesto albanello   18 giugno 2015 at 13:18

    Caro Enrico, sono totalmente d’accordo con te: la musica sviluppa la capacità armonica che è dentro di noi, espande la creatività e la fantasia, accresce il senso del bello e l’estetica : in definitiva accresce l’autostima ed è un formidabile corroborante per l’ottimismo.
    Occorrerebbe che le scuole incrementassero corsi strumentali per la cultura musicale, almeno al livello secondario di primo grado.
    Quest’anno ho lavorato a L’Aquila e due scuole medie erano dotate di sale per gli strumenti a corda, percussione, a fiato e con tastiera. Bisognerebbe accedere a bandi per acquisire fondi in modo che le famiglie non debbano sobbarcarsi di costi. i genitori dovrebbero solo accompagnare i figli per il timo di strumento più congeniale. Ernesto Albanello

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