Luciano D’Alfonso: l’ennesimo asino alla guida dell’Abruzzo (la pagella del primo anno da governatore) – parte terza

Luciano D’Alfonso: l’ennesimo asino alla guida dell’Abruzzo (la pagella del primo anno da governatore) – parte terza

di Christian Francia  –

Silent Hill - benvenuti in Abruzzo
La Regione di Luciano D’Alfonso

Eccoci alla terza parte della pagella di fine primo anno del governatore degli Abruzzi.

14) Dimezzare le indennità dei consiglieri. Sarebbe stata la prima cosa da fare per dare prova di serietà e di coerenza. Del resto D’Alfonso aveva esplicitamente promesso che avrebbe proceduto senza indugi al taglio delle laute indennità dei consiglieri regionali, equiparandole a quelle dei sindaci delle città capoluogo.

Non solo alla prova dei fatti la promessa si è sciolta al sole, ma la maggioranza di centrosinistra non vota nemmeno la proposta di legge avanzata in tal senso dal Movimento 5 Stelle e sembra voler boicottare la norma che adesso è in discussione in commissione.

Una presa per il culo difficile da digerire per gli elettori e per le migliaia di disoccupati abruzzesi.

15) La compartecipazione alla spesa sanitaria, istituita da Big Luciano a carico dei disabili e degli anziani per le spese di riabilitazione, è semplicemente una misura vergognosa che dimostra l’assenza di spina dorsale e l’incapacità di tener fede – almeno a parole, almeno fingendo di opporsi ai voleri ciechi e sordi del governo centrale – a quanto promesso in campagna elettorale, laddove D’Alfonso ha gettato fango sul presidente uscente Chiodi, del quale però poi ha ripercorso fedelmente le tracce senza dignità alcuna.

16) Trasparenza. Ogni politico si riempie in automatico la bocca della parola trasparenza, ben sapendo quanto essa rappresenti miele per le orecchie degli elettori, purtroppo quando arriva il momento di metterla in pratica, la trasparenza scompare e resta la solita scandalosa e illegittima opacità, segno inequivocabile di imbrogli e porcherie nascosti.

In merito sarà sufficiente citare quanto già messo in evidenza dal sito PrimaDaNoi:

– il caso anomalo della FIRA S.p.A. – società finanziaria partecipata dalla Regione – che non ha la sezione dedicata alla trasparenza e non pubblica i documenti obbligatori per legge;

– il caso anomalo di Abruzzo Engineering, altra partecipata, il cui sito internet è fermo al 2010 e manca a sua volta della sezione sulla trasparenza;

– la scandalosa secretazione di moltissime delibere di Giunta per ragioni sconosciute e mai motivate nero su bianco;

– la mancata e illegittima risposta ai numerosi accessi agli atti (e assente divulgazione delle motivazioni delle mancate pubblicazioni obbligatorie), tutti inoltrati con regolari lettere raccomandate. Eppure l’obbligo di rispondere esiste ed è di 30 giorni (la Regione, tacendo, si espone a numerosi ricorsi al TAR contro il silenzio che non mancheranno e che comporteranno ingenti spese legali a carico dei cittadini);

– la manchevolezza della sezione dei collaboratori della Giunta Regionale. La sezione obbligatoria per legge manca di completezza per ragioni ignote, in particolare risulta assente il piccolo esercito di professionisti di fiducia chiamati direttamente dal Presidente. Quanto guadagnano costoro? E quanti sono? Dove sono collocati? Cosa gestiscono? Addirittura nella sezione “Ufficio di diretta collaborazione del Presidente” non c’è nessuno. Nemmeno un curriculum e nemmeno un compenso. Quanto costa questo ufficio, chi ci lavora e che cosa fanno? Domande che restano inevase;

– l’assenza di dati e notizie sulle valutazioni dei dipendenti e sui premi percepiti dagli stessi. Impossibile sapere quanto siano bravi dipendenti, dirigenti e direttori della Regione, quanto lavorino e se raggiungono tutti gli obietti. Ignoti pure quali siano questi obiettivi, stabiliti da chi e quando, quali e quanti risultati siano stati effettivamente raggiunti e quanto ogni dipendente abbia incassato in più per essere stato così bravo. PrimaDaNoi lamenta con tristezza: “si può ampiamente calpestare il diritto dei cittadini a conoscere come vengono spesi i soldi pubblici e se davvero siamo in presenza di stacanovisti e professionisti produttivi”.

Una pagella, questa di Luciano D’Alfonso, davvero desolante sotto ogni punto di vista.

Alla quarta puntata!

One Response to "Luciano D’Alfonso: l’ennesimo asino alla guida dell’Abruzzo (la pagella del primo anno da governatore) – parte terza"

  1. Nino   15 giugno 2015 at 10:45

    Dov’è finito LUCIAMION? il camion risolvi-problemi alla velocità della luce???

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