La disarmante bellezza dei Sassi di Matera

La disarmante bellezza dei Sassi di Matera

di Sergio Scacchia  – 

L’uomo è magrissimo, quasi ascetico, con corti capelli neri da uomo del sud, guance scavate e solcate da rughe profonde, occhi neri con sopracciglia folte e occhiaie scure. È vestito in modo anonimo e ha una tosse stizzosa e voce rauca da gran fumatore.

Superato il centro moderno, dopo aver visitato l’inquietante chiesa del Purgatorio tra teschi e scheletri nella facciata a ricordare la caducità della vita, un innocuo varco tra due palazzi svela improvvisamente un mondo arcaico, un paesaggio biblico.

Con un autentico colpo di teatro, allarga le braccia e, quasi fosse su di un palco, esclama trionfante: “Signore e signori, ecco i meravigliosi Sassi di Matera!”. Mi sono intrufolato in mezzo a questo gruppo che dal loro inconfondibile dialetto, deduco vengano dall’Emilia Romagna. Adoro ascoltare le storie delle guide locali. Era tanta la curiosità di arrivare fino a Matera.

Le case incastonate nella roccia, stratificate le une sulle altre, colorano il panorama di innumerevoli sfumature di grigio. Nonostante la sosta prolungata, i nostri occhi faticano ad abituarsi a tanta bellezza. Davanti si apre un paesaggio unico, tra vicoletti, gradinate, orti, campanili, chiesine, terrazze, casette ammassate l’una sull’altra, strade che passano sui tetti.

Ho già dimenticato il pur bellissimo Duomo, capolavoro romanico del 1230, la chiesa di San Francesco, capolavoro del barocco leccese. Gli antichi insediamenti urbani preistorici si aprono davanti ai miei occhi e mi stupiscono. È un mirabile dedalo di case antichissime che paiono sprofondare nella terra, quasi roteando intorno agli sguardi estasiati dei visitatori che, per inciso, sono tantissimi e provenienti da ogni parte del mondo.

Sembra che la pubblicità alla capitale della cultura europea per il 2019, sia stata un vero toccasana per il turismo della Basilicata. La città dei Sassi, da vergogna sociale nel dopoguerra, è stata dichiarata Patrimonio dell’umanità dell’Unesco nel 1993 e oggi è un grande simbolo del Bel Paese.

Guardo gli antichi rioni che conservano, incredibilmente, tracce di epoche arcaiche. Qui hanno girato film religiosi tra cui “Il Vangelo secondo Matteo” del 1964, opera del grande Pierpaolo Pasolini e alcune scene della Passione di Cristo di Mel Gibson.

Come non sfruttare questo habitat di impareggiabile bellezza in cui l’uomo a fatica si insediò sin dal Paleolitico? La guida, accendendo l’ennesima sigaretta, indica in lontananza la sagoma di una chiesa rupestre, promettendo di portare il gruppo fin lì.

Proprio questi luoghi sacri sono un altro degli elementi spettacolari di un autentico mosaico tridimensionale in pietra. Nell’incredibile tessuto urbanistico dei Sassi, di questi antichi templi scavati nella roccia se ne contano oltre cento, compresi quelli persi nelle grotte del sovrastante e bellissimo parco della Murgia, tra archeologia, arte e natura. Sono magicamente piazzati lungo profondi precipizi, che dall’altopiano murgico, scendono fino alla Matera preistorica e giù, fino al fiume incastonato in una gola.

Abbandono il gruppo. Ho in mente un mio giro in solitaria. Ho scarpe da trekking, cappello per il sole e cartina per districarmi nel dedalo di vicoli di questa città scolpita nelle rocce di tufo, alla ricerca, come novello Indiana Jones, delle radici dell’uomo. Vorrei capire come sia stato possibile sopravvivere dentro questi incavi di roccia, tuguri malsani.

Sono stato anche previdente e, prima del viaggio, ho riletto il capolavoro dell’intellettuale anti fascista, Carlo Levi che nel 1945 scrisse “Cristo si è fermato a Eboli”.

Il grande scrittore descriveva questo mondo preistorico così: “Matera è in un precipizio con un burrone dalla forma strana: come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone. I coni rovesciati, gli imbuti, si chiamano Sassi. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’Inferno di Dante…”.

La città dei contrasti è un disarmante inno alla bellezza della vita, nonostante gli stenti di chi l’ha vissuta, un groviglio di grotte intervallate da sfarzosi palazzi, un enorme, stupendo presepe di vita, alternato a magnificenze barocche, un paesaggio sacro che muta a bolgia da inferno dantesco. Infine case addossate alla pietra a cui si alternano costosissimi bed-and-breakfast spartani ma da trecento euro a notte per provare il brivido dell’umidità nelle ossa. Di certo c’è che è dura per giovani viaggiatori piantare una tenda sui gradoni in pietra. Meglio optare per qualche sistemazione nella città nuova.

Tutto però ha il sapore del qualcosa di unico! Ho davanti agli occhi praticamente un autentico museo a cielo aperto della straordinaria avventura umana dall’Età della Pietra ai giorni nostri.

Giungo al belvedere di “Murgia Timone”, in fondo al quale scorrono, in leggero tumulto, le acque del torrente Gravina. Da qui si gode uno dei panorami più belli d’insieme della città posta sui due anfiteatri naturali del “Sasso Caveoso” e del “Sasso Barisano”, con al centro lo sperone della “Civita”, il nucleo più antico dell’abitato.

La vista toglie il respiro. Anche la stupenda donna intenta a fotografare con il suo iphone 6. Lei è bellissima, circa quarant’anni, bionda platinata,abbronzata, elegante, ma gonna e tacchi decisamente out per girare tra le pietre millenarie di Matera e le ripide scalinate. Sembra uscita piuttosto da Via Condotti con la sua borsa color arancio firmata e l’abito corto a mostrare due gambe da urlo.

D’altronde, quando ero in Commissione Escursionismo C.A.I. e guidavo gruppi di turisti in montagna, non era difficile incontrare donne con improbabili infradito. Il giovanotto abbronzato che le fa compagnia, calza invece comode scarpe da tennis e pare compiaciuto dagli sguardi famelici dei maschi che si distraggono dal panorama per guatare un altro tipo di bellezza.

Intanto arriva un gruppo di americani con tanto di grossi auricolari che traducono le parole della guida, una diafana ragazza che pare preparata. Racconta che i Sassi erano abitati da poveri nuclei familiari, mediamente 6-8 persone a cui si aggiungevano animali dato che l’allevamento rappresentava, fino a meno di un secolo fa, il principale sostentamento.

Seguo il gruppo con discrezione attraverso cantine che si alternano a sotterranei e caverne millenarie, abitate fino a pochi decenni fa! Al “Palombaro Grande” la ragazza pretende gli euro per il biglietto d’ingresso. Siamo ora in una gigantesca cisterna dove, attraverso un ingegnoso metodo di raccolta delle acque piovane, il liquido veniva ridistribuito nei tuguri malsani. Subito dopo entriamo in una casa museo, praticamente una grotta a più strati e piani dove ci viene spiegata la vita difficile di quei tempi in cui metà di un nucleo familiare moriva tra umidità, freddo e ignoranza.

Sta scendendo la sera di questa giornata incredibile. Mirabilmente i sassi si illuminano come il presepe di Greccio. Il cielo, fin ora anonimo, si colora di un tramonto viola e grigio. Seduto quasi su di una roccia, posso cenare con focaccia e formaggi locali, mentre belle ragazzine in costume materano mi mostrano prodotti biologici da portare a casa. Non vorrei andarmene!

Domani andrò a visitare l’altro set della Passione di Cristo del grande Mel Gibson: il fantastico paese abbandonato di Craco!

Info

Matera e i suoi dintorni si raggiungono, per chi viene dall’Adriatico, seguendo l’autostrada A14 fino a Bari Nord, poi statale 96 per Altamura e 99 per Matera.

Dal Tirreno con la A3 Salerno-Reggio Calabria, uscita Sicignano. Da qui la E847 per Potenza e statale 407 Basentana per Metaponto, uscita Matera.

Da non perdere Montescaglioso e le sue opere d’arte con l’abbazia fondata dai Benedettini nell’XI secolo, il parco della Murgia tra silenzi e atmosfere mistiche, le masserie fortificate perse tra colline dolci, il paese abbandonato di Craco, set naturale di tanti film di grandi artisti del calibro di Lattuada, Scola, Irsina con il capolavoro della Cattedrale del Duecento.

Dormire nei Sassi ha prezzi proibitivi, meglio cercare un appartamento nella città nuova che non dista moltissimo dalla zona arcaica. Io ho trovato una bella sistemazione attraverso Trip Advisor.

Scegliete per mangiare una locanda. Ce ne sono al limitare dei Sassi. Si mangia a prezzi onesti prodotti locali.

Per visitare il parco della Murgia: Ente Parco via Sette Dolori 10 0835-336166. www.parcomurgia.it

Agenzia Promozione Territoriale Basilicata: 0835-331983.

www.paesaggioteramano.blogspot.it

One Response to "La disarmante bellezza dei Sassi di Matera"

  1. Sassi di Matera   11 giugno 2016 at 23:05

    Visita il Portale Turistico della città dei Sassi.
    http://www.sassidimatera.net

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