Elezioni amministrative nel teramano: PD inesistente, il centrodestra stravince

Elezioni amministrative nel teramano: PD inesistente, il centrodestra stravince

di Christian Francia  –

Gatti & Tancredi - Paolo + Paolo - due figli di papà
Gatti & Tancredi = Paolo + Paolo

Tentiamo una prima analisi del voto amministrativo di domenica scorsa. Intanto era il primo banco di prova dove misurare la capacità attrattiva di Luciano D’Alfonso. I risultati parlano da soli: in tutto l’Abruzzo, e ancor di più nei 5 Comuni del teramano dove si votava, il PD si è liquefatto e il centrosinistra ha preso sberle da tutte le parti. Come mai?

1) Il governo Renzi piace sempre meno e regala cocenti delusioni proprio in quelle fasce di popolazione dove tradizionalmente è radicato (operai, insegnanti, pensionati). Ma a livello locale il vento romano influisce molto poco.

2) D’Alfonso, durante il suo primo anno di mandato (che si compie fra una settimana, per l’occasione pubblicheremo un dossier molto dettagliato e la nostra pagella), ha armeggiato in maniera troppo disinvolta la materia sanitaria (che assorbe l’85% del bilancio regionale), introducendo tasse e ticket, tagliando reparti con l’accetta, promettendo coccole agli assistiti che esistevano solo nella narrazione favolistica di Big Luciano.

Ma l’Abruzzo è una Regione mediamente anziana e in ragione di questo sensibilissima all’assistenza sanitaria, per cui la disinvoltura con la quale il governatore ha fatto spallucce di fronte alle esigenze della popolazione ha irritato non poco le fasce deboli.

3) Il Movimento 5 Stelle, mentre in tutta Italia si va radicando sul territorio, in Provincia di Teramo è latitante, interviene poco, non è presente nella maggior parte dei Comuni, non fa squadra, viene rappresentato da personaggi poco qualificati e di scarsa reputazione, con il risultato che molti dei voti locali dei grillini si disperdono in mille rivoli oppure nell’astensionismo (in tutti i Comuni è scesa la percentuale dell’affluenza al voto).

4) Nei cinque Comuni del teramano dove si sono rinnovati sindaci e consigli comunali, il PD ha potuto mettere la bandierina solo a Castelli (e pure parzialmente). Addirittura a Pietracamela si è presentata una sola lista targata Paolo Tancredi, con il centrosinistra totalmente assente sulla scheda elettorale. Per il resto, il centrodestra ha fatto man bassa sia ad Isola del Gran Sasso, sia a Bisenti, sia a Castel Castagna.

Da noi si votava solo in Comuni di collina/montagna e meraviglia che il PD abbia il proprio pedestre segretario provinciale, Gabriele Minosse, proprio di area montana (come pure il consigliere regionale Sandro Mariani).

Possibile che ad Isola, il Comune più popoloso fra quelli al voto, il PD sia giunto addirittura terzo su tre liste? Possibile che a Bisenti il PD abbia perso malamente nonostante il candidato sindaco avversario fosse il primo cittadino uscente disarcionato proprio dalla sua maggioranza nella scorsa consigliatura?

Possibile che a Castel Castagna Minosse si lamenti del fatto che il candidato sindaco di area non abbia chiesto aiuti dal partito? Ma come, il PD non è intervenuto per niente in quanto nessuno ha richiesto una mano? Ma il partito cos’è, una puttana a pagamento che interviene solo se si richiedono e pagano le prestazioni? Possibile che Minosse giudichi “gravissima” la sconfitta di Isola senza recitare un mea culpa?

5) Nella stragrande maggioranza dei Comuni abruzzesi dove si è votato si sono registrate le conferme dei sindaci uscenti, oppure nuovi sindaci provenienti dalla stessa area politica di quelli uscenti, ragione per la quale se il centrodestra deteneva la maggioranza dei sindaci, il PD non è riuscito ad organizzare un’alternativa credibile che convincesse l’elettorato sulle reali capacità di rinnovamento.

Per questo la gente ha preferito o non recarsi alle cabine elettorali oppure riaffidarsi al vecchio sindaco.

6) D’Alfonso non ha convinto, non ha ammaliato, non ha sfondato. È onnipresente, ma evidentemente ha perso il fascino che è sicuro di avere, e i suoi uomini non hanno né la forza né il carisma per allargare l’area del consenso popolare.

Oggi si può ben dire che Paolo Gatti e Paolo Tancredi nel teramano pesino ancora molto di più di tutto il centrosinistra, per cui questa tornata elettorale finirà per persuadere Luciano Facile che senza inglobare nella sua maggioranza vaste fette del centrodestra e senza comunque spezzare il fronte delle opposizioni, sarà tutta in salita la sua legislatura.

Dall’altra parte i due “Paoli” (Gatti & Tancredi) sanno benissimo che da ieri il prezzo da chiedere al governatore per accordarsi con lui è salito notevolmente, considerata la prova di forza delle urne.

Fin quando il PD sarà in mano alla pletora di incapaci che lo occupa oggi, Gatti & Tancredi potranno dormire sonni tranquilli.

One Response to "Elezioni amministrative nel teramano: PD inesistente, il centrodestra stravince"

  1. Cittadino   3 giugno 2015 at 15:59

    La cosa grave è che qualche esponente del PD, poco autorevole, certamente, avrebbe pure sostenuto le liste civiche di centrodestra. A riconoscerne lo status di egemoni. A casa…

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