Incredibile: il Rettore dell’Università di Teramo è incompatibile e dovrebbe decadere

Incredibile: il Rettore dell’Università di Teramo è incompatibile e dovrebbe decadere

di Christian Francia  –

Luciano D'Amico - Sono magnificamente incompatibile
Luciano D’Amico, il rettore professore presidente incompatibile

Lo scorso mese di agosto il quotidiano Il Centro riportava la notizia della nomina del rettore dell’Università di Teramo Luciano D’Amico a presidente della società pubblica di trasporti ARPA S.p.A.: “D’Amico, 54 anni, originario di Torricella Peligna, professore ordinario di Economia aziendale, preside della Facoltà di Scienze della Comunicazione nella stessa università dal 2010 al 2012, è dal 2012 rettore dell’Università di Teramo, carica che manterrà fino al 2018 (il nuovo incarico in Arpa non è incompatibile con quello di rettore)” (http://ilcentro.gelocal.it/regione/2014/08/14/news/abruzzo-il-rettore-d-amico-nuovo-presidente-dell-arpa-1.9760449).

L’autore dell’articolo si premurava di farci sapere come non vi fosse incompatibilità alcuna fra l’incarico di rettore e quello di presidente dell’ARPA, e non si capisce se tale certezza derivasse dal responso di acuti consulenti giuridici oppure dalla presunzione di infallibilità di Luciano D’Alfonso che aveva operato la scelta di D’Amico al vertice della società di trasporti regionale.

La verità è che Luciano D’Alfonso politicamente è un peracottaro e i suoi collaboratori sono degli acchiappagalline incompetenti.

Non meno grave l’ignoranza amministrativa del rettore, il quale si trova a capo di una Università al cui interno spicca la Facoltà di Giurisprudenza, ma nessun giurisperito ha saputo o voluto informarlo della sua drammatica situazione di incompatibilità, esponendolo ad una “magnifica” figura di merda.

Evidentemente il narcisismo dei due Luciani (tre se ci aggiungiamo il terzo: Luciano Monticelli, il cui ego sta tutto in un pacchetto di sigarette al confronto con gli altri due) è così ipertrofico da mettere sotto i tacchi pure la legge, come sempre vittima delle brame di potere.

L’illegittimità del doppio incarico è delineata dal D.P.R. n. 382/1980 (ancora pienamente in vigore), il quale disciplina la docenza universitaria.

L’Art. 13, significativamente rubricato “Aspettativa obbligatoria per situazioni di incompatibilità”, al numero 10 del comma 1 prescrive che il professore ordinario è collocato d’ufficio in aspettativa per la durata della carica, del mandato o dell’ufficio nei seguenti casi: nomina alle cariche di presidente, di amministratore delegato di enti pubblici a carattere nazionale, interregionale o regionale, di enti pubblici economici, di società a partecipazione pubblica, anche a fini di lucro”.

Il successivo comma 3 dell’art. 13 prevede inoltre che “Il professore che venga a trovarsi in una delle situazioni di incompatibilità di cui ai precedenti commi deve darne comunicazione, all’atto della nomina, al rettore, che adotta il provvedimento di collocamento in aspettativa per la durata della carica, del mandato o dell’ufficio”.

Quindi il professore ordinario D’Amico avrebbe dovuto comunicare al rettore D’Amico la propria situazione di incompatibilità ed avrebbe dovuto di conseguenza autocollocarsi in aspettativa per tutta la durata della presidenza dell’ARPA (oggi TUA).

Luciano D'Amico - Programmazione Didattica 2014-2015 ritaglio
Stralcio della Programmazione Didattica 2014-2015 del professor Luciano D’Amico

È successo invece che Luciano D’Amico, o per ignoranza o per furbizia (non so quale delle due sia più umiliante e degradante per il “magnifico”), sia rimasto tranquillamente al suo posto. Ce ne fornisce inoppugnabile prova il sito internet dell’ateneo teramano, laddove viene plurimamente riportato il corso di Economia Aziendale tenuto nel corrente anno accademico 2014/2015 dal professor D’Amico.

Del resto, ad obbligare il rettore allo svolgimento dell’attività didattica è il medesimo D.P.R. n. 382/1980 al comma 2 dell’art. 13: “Hanno diritto a richiedere una limitazione dell’attività didattica i professori di ruolo che ricoprano la carica di rettore (…). La limitazione è concessa con provvedimento del Ministro della pubblica istruzione e non dispensa dall’obbligo di svolgere il corso ufficiale”.

Luciano D'Amico - AVVISO Lezioni 13_14_15 gennaio 2015
Avviso relativo ad alcune Lezioni del gennaio 2015 del professor Luciano D’Amico

L’art. 15 del D.P.R. n. 382/1980, rubricato “Inosservanza del regime delle incompatibilità”, ai commi 3 e seguenti prescrive determinate conseguenze derivanti dalla violazione delle sopra citate disposizioni: Il professore ordinario che violi le norme sulle incompatibilità è diffidato dal rettore a cessare dalla situazione di incompatibilità. La circostanza che il professore abbia ottemperato alla diffida non preclude l’eventuale azione disciplinare. Decorsi quindici giorni dalla diffida senza che l’incompatibilità sia cessata, il professore decade dall’ufficio.  Alla dichiarazione di decadenza si provvede con decreto del Ministro della pubblica istruzione su proposta del rettore, sentito il Consiglio universitario nazionale”.

Evidentemente la commistione dei ruoli di controllore e controllato che D’Amico esercita all’interno dell’Università lo ha tenuto indenne dalle conseguenze che la legge avrebbe richiesto a carico del professor D’Amico titolare della presidenza di una importantissima società regionale di diritto privato in mano pubblica.

Né va sottaciuto come l’art. 6 della Legge n. 240/2010 (disciplinante l’organizzazione delle università e del personale accademico), al comma 9 rincari la dose: La posizione di professore e ricercatore è incompatibile con l’esercizio del commercio e dell’industria fatta salva la possibilità di costituire società con caratteristiche di spin off o di start up universitari” (quali ovviamente non sono né ARPA né la nuova TUA).

Oltre alla caduta di stile e al definitivo crollo di credibilità e di autorevolezza dei due Luciani, la sopravvenienza e il permanere in essere di tale situazione di illegittimità comporta profili disciplinari, profili amministrativi relativi ai poteri del responsabile della trasparenza e del responsabile della prevenzione della corruzione dell’ateneo teramano, oltre che profili concernenti il consiglio di amministrazione dell’università, il senato accademico e il Ministro dell’Università, nonché profili erariali di competenza della Corte dei Conti e eventuali profili penali sussumibili quantomeno nella fattispecie dell’Abuso d’ufficio.

Senza contare il danno di immagine dell’ateneo teramano, esposto al pubblico ludibrio proprio perché colui che lo rappresenta, cioè il rettore, si trova in una palese circostanza di violazione di legge che getta ombre sul prestigio dell’istituzione.

Davvero MAGNIFICO.

5 Responses to "Incredibile: il Rettore dell’Università di Teramo è incompatibile e dovrebbe decadere"

  1. Tibisay   26 maggio 2015 at 11:03

    Senza parole.
    Quello che mi fa incaz… è come questa gentaglia non abbia alcun rispetto delle regole. Pure dentro all’università dove c’è la facoltà di Giurisprudenza… dove si insegnano e si dovrebbero imparare le regole!
    BELL’ESEMPIO!!!
    Uno così lo caccerei via a zampate nel didietro per non farcelo rientrare MAI PIU’!

    Senza contare, poi, che si tratta di due incarichi che dovrebbero essere impegnativi…come si può solo pensare che vengano svolti con diligenza e attenzione?

    ah…già… abbiamo il nostro sindaco che da l’esempio di come si possano svolgere più mansioni in maniera efficiente!

  2. WYATTEARP   26 maggio 2015 at 11:53

    Tutti allineati e coperti.
    Ma c’era qualcuno che si aspettava che con l’avvento del PD (leggasi nuovo centro destra)potesse cambiare qualche cosa?
    Ai veri elettori di centrosinistra questa gente fa rimpiangere il berlusconismo puro.
    Aspettando il partito della nazione o nazional….che ci costringerà alla lotta partigiana, non ci resta che “mannaje chacche maledezzjiune e falli sicch.

  3. Ern   26 maggio 2015 at 14:29

    Ma come si fa?
    la cosa che mi fa più schifo è che comunque stiano tutti zitti. Tutti allineati.
    Ma possibile che nessuno abbia un rigurgito di coscienza?

  4. Anonimo   26 maggio 2015 at 14:54

    Il rettore si dimetterà molto presto da presidente dell’ARPA/TUA e il Fatto Teramano avrà lo scalpo di D’Amico.
    BRAVI!!!

  5. Carlo   14 marzo 2017 at 16:03

    Ma se insegna anche uno spennapolli di professore associato, tale Guido Saraceni, che non capisce una beneamata minchia di diritto e tiene un sito facebook nel quale caga sentenze su argomenti di portata nazionale.

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