Lanciano: Oggi la manifestazione “NO OMBRINA contro tutte le trivellazioni”. L’Abruzzo alza la voce

di Christian Francia  –

No Ombrina - Rocco dice che viene pure Teramo 3.0
No Ombrina

La canzone di Lucio Dalla “Com’è profondo il mare”, rivisitata da 35 artisti abruzzesi, è divenuta l’inno contro la piattaforma petrolifera “Ombrina Mare” e contro la deriva petrolifera dell’Abruzzo. Il cantautore bolognese è il simbolo dell’impegno contro la petrolizzazione dell’Adriatico e la sua canzone può “contribuire a bussare alla porta delle orecchie di chi non vuol sentire”.

Oggi l’intera “Regione verde d’Europa” si riversa a Lanciano (ore 15,00) per dimostrare che siamo una comunità, che non vogliamo divenire un distretto minerario, che la bellezza ci salverà dall’orrore. L’Associazione di promozione sociale, culturale e politica “Teramo 3.0” è presente con una sua delegazione.

Il “Comitato  No Ombrina”, che ha organizzato l’evento, ha dichiarato un boom di oltre 400 adesioni alla manifestazione: le persone previste si aggirano tra le 30.000 e le 40.000; saranno presenti molti Comuni (fra cui pure uno svizzero); moltissimi gli enti e associazioni non profit; 60 pullman solo dalle Marche e dalla Calabria; la Campania sarà presente con una delegazione guidata da Don Maurizio Patriciello (prete noto per le sue azioni anticamorriste); ci saranno flash mob spontanei nella Capitale e a Bologna.

I Comuni della costa teramana hanno deliberato quasi tutti per l’appoggio e la partecipazione alla manifestazione di Lanciano: Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Roseto e Pineto (spicca l’assenza di Giulianova).

L’Abruzzo urla un gigantesco “NO” al progetto Ombrina Mare e E<lsa 2, e chiede con forza l’istituzione del Parco Nazionale della costa dei Trabocchi.

La piattaforma petrolifera – qualora realmente venisse messa in opera – causerebbe, con i suoi 6 pozzi di petrolio, migliaia di tonnellate di rifiuti fangosi, gas d’argille e fratturazione idraulica. Inoltre verrebbe a trovarsi proprio dinanzi alla Costa dei Trabocchi anche una nave desolforante destinata allo stoccaggio di olio per una quantità che dovrebbe raggiungere le 50.000 tonnellate. I rischi di incidenti per navi del genere sono molto elevati e lo scarso ricircolo d’acqua che la conformazione del mar Adriatico presenta, in quanto mare “chiuso”, andrebbero ad acuire gli eventuali danni da fuoriuscita di greggio a coste e biodiversità marine.

No Ombrina - io la mia terra la difendoIl decreto Sblocca Italia, che dichiara ogni attività petrolifera “di carattere strategico”, sta portando alla luce tutte le contraddizioni del Governo Renzi e di un Presidente del Consiglio che aveva dichiarato a New York al Summit dell’ONU dello scorso settembre tutta la sua disponibilità a metter il nostro Paese in gioco contro i cambiamenti climatici.

Ma per fortuna a mettersi in gioco sono i cittadini italiani, appoggiati da tante associazioni, non solo ambientaliste, e istituzioni che ormai riconoscono tutti i limiti di un modello di sviluppo incapace di tutelare da una parte il patrimonio naturalistico e paesaggistico locale, e dall’altra la salute di coloro che vivono quotidianamente nei territori.

L’Abruzzo dimostra di non essere succube dello sfruttamento sconsiderato delle grandi imprese, delle grandi lobbies petrolifere, e che non siamo più disposti a rimanere passivi spettatori di processi di inquinamento e trivellazione, di deforestazione ed edilizia selvaggia.

Non siamo più disposti a rimanere in silenzio dinanzi alle ecomafie e dinanzi alla supremazia di un modello consumistico esasperato che continua a produrre rifiuti e distruggere risorse. È arrivato il momento di gridare il nostro dissenso, affinché si scuotano le menti e si uniscano le energie di tutti coloro che sanno che un nuovo modello di sviluppo compatibile con il nostro ambiente non può più attendere, perché ad essere in gioco non è solo il nostro Pianeta ma anche il nostro futuro.

La scelta petrolifera va contro la vocazione turistica dell’area, ed è quindi incompatibile con l’installazione di impianti e piattaforme che hanno un alto livello d’impatto ambientale e di deturpazione del bene mare.

Da sola questa grande mobilitazione a cui stanno contribuendo da settimane decine di migliaia di cittadini abruzzesi e centinaia di attivisti non fa che confermare un’unica cosa: le trivelle devono stare lontane dal nostro mare e dalla nostra Terra uscendo finalmente dal mondo delle energie da fonte fossile.

La vittoria dei cittadini sulla Forest Oil a Bomba insegna che nessuna lotta è perduta e che la comunità, quando si impegna, sconfigge i prepotenti che vogliono imporre ad un territorio un futuro nero petrolio.

One Response to "Lanciano: Oggi la manifestazione “NO OMBRINA contro tutte le trivellazioni”. L’Abruzzo alza la voce"

  1. Rino Piccinino   23 maggio 2015 at 13:59

    Sarebbe opportuno pretendere dai n.s. candidati politici di qualsiasi estrazione, una pubblica dichiarazione di intenti riguardo le problemativhe inerenti l’ambiente prima di pervenire al voto.
    Ricordo i “dribbling” verbali, i ma… e i se… di Chiodi e mi vengono i brividi !!
    La Nostra è una regione vocata al turismo ed è sul turismo che bisogna puntare per il futuro.
    La Costa dei Trabocchi è stata danneggiata fin troppo, dalla dissennata gestione dei depuratori della SASI e dai palazzinari di San Vito, Rocca San Giovanni e Fossacesia.
    Senza contare gli innumerevoli scarichi abusivi nei torrenti che sfociano nel nostro mare.
    Oggi si marcia non solo contro Ombrina, ma anche contro questi depauperatori dell’ambiente che si nascondono dietro le Amministrazioni dei Comuni costieri.

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