Palmira, splendida perla d’Oriente

Palmira, splendida perla d’Oriente

11_05_27_teatro-palmira_foto_martin_javierQuando da ragazzi definivamo incivili gli indigeni africani o australiani, maestri e professori ci correggevano: non esiste l’inciviltà, ma solo un grado meno avanzato o una concezione diversa di civiltà. Sul momento questa argomentazione ci lasciava un po’ scettici, ma col tempo imparammo a capirla e sì, anche un totem o un boomerang diventarono ai nostri occhi espressioni di civiltà.

Ma l’Isis… Come inquadrarlo in questo nobile concetto?

Dall’inizio dell’anno i miliziani della Stato islamico hanno distrutto le antiche mura di Ninive,  capitale assira, le statue dei leoni di Raqqa, le millenarie città di Nimrud e Hatra, i reperti assiri del museo di Mosul. Per non parlare degli innumerevoli abbattimenti di moschee e santuari islamici.

Tutto ciò avviene con mazze, bombe e bulldozer.

Adesso questo terribile esercito è entrato a Palmira, e tra massacri e condanne capitali sommarie si appresta a cancellare dalla faccia della terra l’antica città patrimonio dell’Unesco, la cui commovente bellezza non può essere descritta a parole, ma può essere solo vagamente intuita attraverso le immagini fotografiche.

Palmira, città sorta in un’oasi siriana,  già fiorente nel II millennio a C. grazie alla sua posizione geografica.

Palmira, la cui popolazione era formata da varie tribù che riuscirono a convivere e a progredire insieme.

La commistione di elementi artistici romani, ellenistici e orientali suggerisce una storia tormentata che però non sfocia nell’annientamento. La dominazione romana iniziata nel I secolo d. C., pur con i suoi aspetti negativi, produsse splendidi monumenti come il teatro visitato da milioni di turisti.

Ed oggi, l’Unesco fa sapere  che le bombe hanno già abbattuto alcuni monumenti.

Aspettiamoci pure il peggio, senza illusioni.Palmira-Camilla

Ma è lecito chiedersi: si può definire “diversamente civile” questo esercito di miliziani che pubblica foto di decapitazioni, che usa i bulldozer contro siti millenari, che porta morte e violenza   ovunque passi?

Si può capire l’eliminazione  di simboli legati ad un passato recentissimo (vedi le statue di Hitler e Mussolini dopo la caduta dei regimi nazionalisti) tesa ad adombrare il rifiuto di idee non più accettabili. Ma colonne, statue, costruzioni di epoche lontanissime che in nessun modo possono influire sulle politiche del presente…

E ancora: se costoro intendono mantenere l’occupazione dei territori  conquistati, non avrebbero tutto da guadagnare conservando intatti i reperti archeologici che grazie al turismo sono anche fonte di ricchezza?

Una violenza fine a se stessa. Un passo indietro lungo migliaia di anni nella storia della civiltà.

Restiamo trepidi in attesa di un improbabile miracolo che salvi almeno in parte i gioielli di Palmira, perla d’Oriente.

                                                          FdI

The_Scene_of_the_Theater_in_Palmyra

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