Mauro Di Dalmazio prossimo sindaco di Teramo con il centrosinistra?

Mauro Di Dalmazio prossimo sindaco di Teramo con il centrosinistra?

di Christian Francia  –

Mauro Di Dalmazio - prossimo sindaco di Teramo
Mauro Di Dalmazio: lo stratega di se stesso

L’accordo è stato già stretto. Luciano d’Alfonso, con la sua irresistibile forza attrattiva, sta facendo tramontare ogni opposizione in Abruzzo e ha asservito pure Paolo Tancredi e Mauro Di Dalmazio. Le tappe della migrazione del centrodestra nel centrosinistra (e le conseguenze politiche) saranno le seguenti:

1) Tra il prossimo autunno e la primavera 2016 il consigliere regionale (che da teramano mi vergogno a definire tale) Giorgione D’Ignazio (alter ego di Paolo Tancredi) passerà armi e bagagli sotto l’ala dalfonsiana;

2) Nel corso del 2016 anche il consigliere regionale Mauro Di Dalmazio cesserà ogni ostilità con il centrosinistra regionale (per chi sa leggere le ha già cessate) e forse accetterà qualche delega come un Leandro Bracco qualunque;

3) Tra il 2017 e il 2018 verrà staccato il respiratore a Maurizio Brucchi, il cui mandato da sindaco scadrebbe nel 2019, e la consigliatura comunale di Teramo terminerà anzitempo. Brucchi verrà archiviato come il decennio più buio della storia teramana e la retorica dalfonsiana imporrà i suoi nuovi sogni di gloria al pecorame aprutino, il quale belerà il proprio consenso pur di mandar via l’odiatissimo sindaco;

4) Naturalmente, con l’attuale maggioranza di 21 membri e una minoranza di 12, per far cadere il sindaco sono necessari 5 consiglieri comunali che passino all’opposizione: guarda caso Tancredi può disporre di tre manichini NCD in consiglio mentre Di Dalmazio dispone di 2 consiglieri del Gruppo “Al centro per Teramo”, per cui i numeri per l’operazione ci sono;

5) I congiurati, va da sé, hanno già chiesto a Luciano Ovunque carta bianca sul prossimo sindaco di centrosinistra, agevolati dal fatto che nessuno del PD è spendibile per quel ruolo, per cui sarà nuovamente un papa straniero a riportare il Partito Democratico sullo scranno più alto. Quel papa straniero è Mauro Di Dalmazio;

6) Allo stratega dalmata non sfuggono le insidie del percorso, che si sostanziano in Manola Di Pasquale e in Gianguido D’Alberto (ci sarebbe pure Tommaso Navarra, ma non ha alcun voto da mettere sul tavolo, per cui verrà accontentato con incarichi di prestigio). Manola pretende il ritorno economico delle spese sostenute per la candidatura fallimentare a sindaco nel 2014 e verrà accontentata anche lei con incarichi ben remunerati. Gianguido aspirerebbe alla poltrona da primo cittadino, ma sa di essere un vaso di coccio fra i vasi di ferro, non ha l’ampiezza di relazioni e il piglio decisionista di chi deve governare una barca sempre in tempesta, e soprattutto è un funzionario regionale per cui la “immoral suasion” di Luciano Facile lo convincerà che le prospettive di carriera professionale sono ampie e ricche di soddisfazioni economiche;

7) Di Dalmazio incontrerà pure le solite resistenze dei dinosauri che ancora si ostinano a parlare di coerenza e di dignità, categorie novecentesche, e che rifiutano di votare di nuovo un candidato proveniente dal centrodestra, ma per costoro l’emarginazione è garantita e comunque Mauro può vantare ascendenti e passato personale nel centrosinistra, per cui il suo sarà salutato come un ritorno a casa del figliol prodigo;

8) Perché l’operazione abbia successo, considerato che l’accordo è già operativo, Mauro ha messo il silenziatore su tutte le questioni comunali e su ogni tipo di polemica, perché non c’è niente di meglio che la visibilità ridotta al minimo per rifarsi una verginità: più il jolly resta coperto più efficacia avrà quando verrà giocato, con D’Alfonso che annuncerà trionfante il successo del suo ecumenismo politico ed elargirà a piene mani generosi riconoscimenti a coloro che si sono convertiti al suo Verbo salvifico, consentendo la liberazione di Teramo dal terribile e mortifero Brucchi;

9) E Paolo Gatti? Non è un mistero che Big Luciano Facile-Ovunque lo stimi e lo apprezzi, così come non è un mistero che D’Alfonso prediliga l’unanimità o comunque il più ampio consenso per il suo stile di governo, per cui continuerà a blandirlo e a vellicarlo, promettendogli mari e monti, ma soprattutto la sua influenza per farlo assurgere al soglio parlamentare (a cui il micetto aspira da tempo).

Tutto è compiuto. Sia fatta la sua volontà.

4 Responses to "Mauro Di Dalmazio prossimo sindaco di Teramo con il centrosinistra?"

  1. Michel   12 maggio 2015 at 9:38

    Dio ce ne scampi!

  2. Diavolo   12 maggio 2015 at 11:09

    Il problema è che Mauro dovrà fare i conti con Teramo 3.0, in fortissima ascesa a Teramo e provincia, e credo assolutamente non acquistabile da lucianone…

  3. Fidel Castrol   12 maggio 2015 at 11:59

    Disamina ineccepibile!

  4. incoerente al massimo   12 maggio 2015 at 14:14

    Attualmente meglio di lui a livello mondiale c’è solo Arturo Brachetti! la vera TROIA della politica teramana e abruzzese!!!

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