Son tutte belle le mamme del mondo, ma queste lo sono (persino) di più…

Son tutte belle le mamme del mondo, ma queste lo sono (persino) di più…
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Felice Casorati, Mamma

di Maria Cristina Marroni

Quando hai dei bimbi piccoli e loro iniziano a frequentare il nido, poi la scuola dell’infanzia e la primaria, incontri tante giovani donne e con loro attraversi un pezzo della tua vita, condividendo gioie e dolori. Anche queste mamme, come te, spesso procedono per tentativi, perché, soprattutto con il primo figlio, a volte si sbaglia per inesperienza, per ansia, per paura. Ho conosciuto in questi anni donne straordinarie con caratteristiche differenti e siamo diventate una piccola famiglia. Non succede sempre e, soprattutto, tutto ciò non è scontato. Trovarsi e volersi bene sono doni.

“Penso a quelle mamme che da anni sono preziosissime compagne di viaggio…Perché c’è la mamma che cerca con te “l’orso amico” per una sigaretta, quella che cammina con te per ore col passeggino a fianco al tuo, quella che canta con te tutte le canzoncine per intrattenere i pargoli. Perché c’è la mamma che consola l’amica che ne ha bisogno, quella che si improvvisa guida del parco e trasforma una vuota grotta dell’orso in esperienza fantastica. Perché davanti ai gradini c’è quella mamma pronta a sollevare con te il passeggino e su WhatApp, già di buon mattino, c’è l’augurio di una buona giornata di quella mamma che non è riuscita a partecipare. Perché c’è la mamma che ti guarda con le lacrime agli occhi per “il topo me la gratta” e quella che ha tutto quando ti serve: dai bicchieri ai cappellini alla crema solare! Perché c’è la mamma che è mamma come te e salva tua figlia, mentre cerca di catapultarsi da un innocuo, in apparenza, trenino turistico. Perché ci sono tutte le mamme…Tra i ricordi…Perché con loro ti senti a casa” (Pamela Roncone).

Nel pomeriggio, finita la scuola, una masnada di ragazzi ormai cresciuti guarderanno le loro mamme un po’ invecchiate, ma noi non avremo timore, “perché il viso di un vecchio racconta la sua vita: cosa è stato cosa avrebbe potuto essere, quali occasioni ha colto e quali ha mancato, che ricordi, che rimorsi. Il viso di un vecchio dice delle sue scelte, la sua storia”.

Ogni mattina non sarà identica, sempre uguale da capo. E sul nostro viso ci saranno i segni delle nostre scelte, anche di quelle che condizioneranno la vita dei nostri figli. Il tempo è il metro che definisce le responsabilità: esistono merito e colpa perché esistono le conseguenze delle proprie decisioni, perché esiste un prima e un poi.

C’è un libro di Wolf Erlbruch, “La grande domanda” sulle ragioni per stare al mondo. Qui la morte, vestita da Pierrot, alla domanda taciuta risponde: “Sei qui per amare la vita”. Questo sarà quanto, insieme allo stupore, ovvero la capacità di meravigliarsi di fronte a ciò che tutti danno per scontato, che per Aristotele è all’origine della filosofia, dovremo insegnare ai nostri figli.

A tutte le mamme, ma questa volta, un grazie particolare per gli anni passati insieme a Pamela, Alessandra, Benedetta, Isabella, Mariana, Luana, Alessia, Debora, Micaela, Francesca, Monica, Aurora, Ida, Alessandra, Maria Grazia.

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