Fermati a riflettere: Il Nepal e l’Italia

Fermati a riflettere: Il Nepal e l’Italia

di Ernesto Albanello  –

Nepal

Ho avvertito la necessità di accostare queste due nazioni così distanti, ma che mi hanno fatto riflettere per la sconvolgente e drammatica ecatombe che ha riguardato la prima e per la pochezza morale che caratterizza da sempre la seconda.

Forse dovrebbe formarsi una commissione che monitorizzi la “confezione” di notiziari televisivi: nel senso che è stridente il contrasto di informazioni tra una possibile strage di nepalesi con previsioni di diecimila morti ed i parlamentari italiani che si accapigliano per il varo di una legge elettorale che davvero non è in cima alle priorità di questo Paese.

Ma davvero, in che mondo viviamo? L’Italia sta sprofondando perché ha smarrito il senso della essenzialità delle cose alle quali dovrebbe destinare la propria attenzione.

Non mi è giunta notizia di un momento di raccoglimento che un parlamento serio avrebbe dovuto dedicare a quella parte del pianeta in cui è ospitato il tetto del mondo e che accoglie continuamente spedizioni italiane per ricerche scientifiche e per il raggiungimento di vette ancora inviolate.

Forse pochi sanno che i nepalesi si accontentano di fare da sherpa agli escursionisti italiani e si caricano di pesi imponenti pur di avere qualche modesto compenso che permetta loro di vivere.

Ciò che adesso è avvenuto è talmente sconvolgente che anche le magre entrate per questo lavoro di “portatori di carichi” svaniranno: ci vorranno diversi anni prima che il povero Nepal, che in comune con l’Italia ha forse solo l’alto tasso di corruzione, sarà nelle condizioni di riprendere ad ospitare scalatori e alpinisti provenienti dalla ricca Europa.

In Italia invece cosa accade? Che i parlamentari si riempiono la bocca del villaggio globale, che annunciano trionfanti la ormai imminente apertura dell’EXPO di Milano che tratta il tema del cibo nel pianeta, ma poi la loro attenzione è tutta rivolta ad opportunismi molto miserabili come il raggiungimento del vitalizio attraverso la conservazione di un seggio parlamentare.

Allora sì: impegniamoci nel garantire il nostro futuro, assicuriamoci il “malloppo” a spese del contribuente che è cosa più rilevante del milione e mezzo di bambini italiani in condizioni di povertà, per non parlare dei 9 milioni di famiglie che stentano a fare da equilibristi fra le bollette da pagare e qualcosa da acquistare e da mettere sotto i denti.

Ma lo sanno i parlamentari italiani che con l’equivalente di cinquanta euro, gli spaccapietre nepalesi hanno la possibilità di fabbricarsi una casa nelle regioni dei villaggi dove, purtroppo, malgrado l’imponenza dei ghiacciai perenni, manca l’ acqua?

Sono grato al mio amico Davide Peluzzi, un escursionista delle alte vette presenti nel Nepal, originario di Montorio che, dopo alcune spedizioni sull’Himalaya a cui ha partecipato, ha avvertito il bisogno di guardarsi intorno smettendo di avere lo sguardo solo rivolto alle cime di questo massiccio.

Ha pensato che era giunto il momento di essere solidale con i poveri nepalesi assolutamente dimenticati dal loro governo centrale. Così, insieme ad amici, si è impegnato per realizzare un pozzo in un villaggio, che lo avrebbe reso autosufficiente per il bisogno idrico.

Una spedizione in quei luoghi, a loro spese, la imporrei a molti parlamentari del nostro Paese perché devono farsi “una volta e per tutte” una full immersion su quella che è una condizione di vita ai limiti della sussistenza, dove imperversano problemi di ogni tipo.

Il Dottor Ernesto Albanello - psicologo
Il Dottor Ernesto Albanello – psicologo

Forse allora, solo allora, comincerebbero a capire quali sono le essenzialità, sapendole distinguere da aspetti assolutamente accessori e sovrastrutturali per la vita di un Paese.

Casomai tornando e decidendo di fare un taglio, ma davvero epocale, sugli inutili sfarzi a cui questa Italia, che terremoti non diversi da quello del Nepal ne ha avuti e continua ad averne, dovrebbe rinunciare ora e per sempre.

3 Responses to "Fermati a riflettere: Il Nepal e l’Italia"

  1. Alessandro Bonolis   30 aprile 2015 at 1:22

    Sentire il bisogno di accomunare la tragedia in Nepal con la trita retorica sulla politica nostrana è come sentire il bisogno di mettersi ad urlare durante un funerale: meglio tacere!
    Se poi proprio scappa, comunque meglio evitare di toccare argomenti di cui si è totalmente digiuni (come la vita degli Sherpa).
    Devo dire che l’accostamento con i politici Italiani mi ha disgustato più dei politici stessi.

  2. ernesto albanello   30 aprile 2015 at 13:06

    Ringrazio Alessandro Bonolis per il contributo, anche se critico. Mi limito solo a precisare che ho voluto dare voce a coraggiosi scalatori che hanno avuto anche una sensibilità solidale nell’allestire acquedotti in villaggi estremamente poveri del Nepal ed un riconoscimento va fatto a Davide Peluzzi Presidente doi Explora Nunaat e Simone Moro che hanno operato fattivamente in questo senso. Che la vita degli Sherpa è estremamente precaria e mal pagata, al di là delle lotte che le organizzazioni si fanno per accaparrarsi i componenti delle spedizioni, è cosa arcinota. Che i politici italiani dovrebbero essere catapultati nell’inferno di Katmandu per dare altre priorità ai bisogni del mondo è altrettanto incontestabile. Un saluto Ernesto Albanello

  3. Il Pignolo   1 maggio 2015 at 10:29

    Un’altra cosa che contribuisce a mandare in rovina l’Italia è questa manìa di far polemica ad ogni costo, contestando anche quelli che parlano in totale buona fede…

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