Dimmi che talent fai e ti dirò chi sei

Dimmi che talent fai e ti dirò chi sei

di Enrico Romagnoli  –

Fidarsi è bene, ribellarsi è meglio Fabrizio De André, Fabio Concato, Domenico Modugno, Francesco Guccini, Ivan Graziani, Rino Gaetano, Luciano Ligabue, Vasco Rossi, Lorenzo Jovanotti ecc ecc. Questi e molti altri artisti (l’elenco sarebbe lunghissimo) hanno una cosa in comune, ovvero quella di essersi fatti da soli, di averci creduto e di essersi imposti per la loro bravura, facendo la famosa gavetta.

Oggi le cose sono diverse, esistono i talent show. Questi enormi giochi di intrattenimento, con il solo scopo di capire cosa piace alla gente e darglielo. Per chi ancora non l’ha capito funziona tutto con una semplice equazione: il talento sta al televoto come i soldi stanno al piacere. Spiegato più facilmente è che non si vuole cercare il talento, ma si cerca chi piace, quello che può funzionare meglio come macchina da soldi, perché – non prendiamoci in giro – è tutta una questione di soldi.

Tanti ragazzi illusi dalla promessa di essere celebri, venduti agli acquirenti che richiedono un certo tipo di musica; l’essere commerciale è il pane quotidiano di tanti, tantissimi produttori.

A fine talent, il vincitore uscirà con canzoni non scritte da sé, ma da altri, con testi banali, più scontati di un paio di jeans durante il periodo dei saldi, e con arrangiamenti orecchiabili. Orde di adolescenti che impazziscono in questo circo, dove i leoni sono loro, tenuti a bada dai domatori che riescono a farli sentire liberi in gabbia, ma evidentemente questa gabbia non si vede. Questo meccanismo continua in radio, dove vengono passati in continuazione pezzi di questi “artisti”.

Ricordate i nomi in apertura? Hanno anche in comune il non avere una voce che spicchi per estensione sovrumana e tecnica impeccabile, questo per dire che adesso si cerca la voce pura, pulita, che sappia raggiungere grandi note e che abbia una tecnica sopraffina. Se ci fosse stato lo stesso criterio 60 anni fa, molti che oggi sono famosi, seguiti e ricordati, oggi non sarebbero degni di nota.

Dear Jack, One Direction, Lorenzo Fragola, Noemi, Marco Megnoni, Moreno, Emma, Alessandra Amoroso ecc ecc. (l’elenco sarebbe lunghissimo). Noi non ce ne accorgiamo perché lo stiamo vivendo, ma la moda della musica sta cambiando, purtroppo è brutto dirlo, ma ormai è come per i vestiti, un giorno va un capo e il giorno dopo un altro.

Ridateci i cantautori, abbiamo bisogno di creatività e talento.

I talent sono lo specchio di una società malata, che si riflette dentro ogni singola persona, incapace di discernere cosa è giusto e cosa no, di non capire più dov’è il filo che divide la realtà dalla finzione.

Questa è oligarchia musicale e la fanno passare per democrazia. Sveglia!

One Response to "Dimmi che talent fai e ti dirò chi sei"

  1. Antonio   23 aprile 2015 at 10:56

    Una volta c’era il karaoke di Fiorello…adesso c’è amici della de filippi.
    Un tempo c’era La Corrida del grande Corrado, ed adesso ci sono i talent.
    Questo non per dire che sono la stessa cosa, ma per rimarcare che la Corrida ed il Karaoke non avevano pretese, erano puro intrattenimento, ed a volte era anche un buon modo di farsi due sane risate, erano programmi dignitosi, che guardavano con rispetto anche a chi era innegabilmente privo di qualsiasi capacità.
    Oggi siamo alla spettacolarizzazione dell’orrido, e assistiamo inermi a questo teatrino in cui chi tira i fili sono produttori di programmi trash che tanto aiutano a spegnere i cervelli.

    Vi prego, non confondete la popolarità, con il talento e con l’abnegazione necessaria a farlo crescere.
    Anche uno un pò scemo, se si fa un giro nudo in una piazza diventa popolare.

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