Due fatti inquietanti: “Casta continua” e “Fascismo alla Diaz”

Due fatti inquietanti: “Casta continua” e “Fascismo alla Diaz”

di Ernesto Albanello  –

Il Dottor Ernesto Albanello - psicologo
Il Dottor Ernesto Albanello – psicologo

Nel corso di una recente puntata della trasmissione “8 e mezzo” condotta da Lilli Gruber su La7, era stato invitato come ospite Pietro Ciucci, il Presidente dell’ANAS ormai dimissionario.

Persona distinta, pacata nei modi, mai rissoso nelle risposte, pur destinatario di domande alquanto imbarazzanti.

Alla domanda su come mai il Ciucci Presidente avesse nominato se medesimo come Direttore Generale (per il quale incarico si era autoelargito una liquidazione di un milione ottocentoventicinquemila e settecentoquarantacinque euro per l’attività svolta), questo distinto signore ha avuto l’ardire di ritenere basso l’emolumento in quanto pari alle ultime due annualità, mentre i Presidenti di altre Partecipate Statali arrivano fino a cinque annualità.

Siamo arrivati al punto che esiste una categoria di persone che proprio non ha neppure la percezione di appartenere ad una casta vergognosamente privilegiata!

Arrivo a dire di più senza paura di essere smentito: si tratta di parametri con cui vengono stabiliti i compensi assolutamente surreali che non hanno alcuna corrispondenza con il rapporto tra costo e benefici a cui altre attività, mestieri o professioni si attengono!

Possibile che in questa categoria di soggetti non ci sia uno, ma dico uno, che abbia un sussulto per la stomachevole diversa condizione (da soglia di povertà) in cui vivono altri che hanno dedicato la propria vita a contribuire perché i concittadini vivessero meglio, mentre un soggetto che è responsabile del crollo di innumerevoli strade è quasi convinto di essere un benefattore?

L’altro fatto inquietante è racchiuso nelle orrende parole espresse da Fabio Tortosa, quell’agente di polizia che “rifarebbe mille e mille volte” l’incursione alla Diaz durante il G8 del 2001 a Genova.

Una persona che non ha il senso della vergogna per aver agito non a difesa dei cittadini ma colpendo persone inermi, senz’altro correo anche se non materiale esecutore, che usa deliranti parole che dimostrano quanto ancora viga la legge del più forte nei sistemi di sicurezza del nostro Paese, forse accettabile nella giungla ma non in un organo di forze dell’ordine pagato dal contribuente, non può che essere radiata dal corpo in cui opera: bisogna cominciare a colpire questi violenti che hanno nel loro sangue germi di fascismo.

Ci troviamo di fronte a due fatti di equivalente gravità: la prima, coperta da un perbenismo rivoltante che grida orrore e la seconda che fa mestamente riflettere sul livello di sensibilità emotiva e partecipazione alla vita democratica che è presente tra le forze dell’ordine.

Una sola considerazione per riflettere: rimbocchiamoci le maniche, facciamo la lista di quante nefandezze abbiamo collezionato in questo Paese o l’Italia non riuscirà a riprendersi!

One Response to "Due fatti inquietanti: “Casta continua” e “Fascismo alla Diaz”"

  1. Nello   20 aprile 2015 at 22:39

    Egr. Dr Albanello,
    a mio avviso non è facendo una lista di nefandezze che l’Italia potrà uscire dal pantano in cui è immersa fino al collo. Credo, purtroppo, che il problema sia ben più grave poiché non riguarda solo il “livello” Tortosa, ma ben altri e più importanti livelli di responsabilità. Coloro i quali rispondono di queste sono i capi e proprio in quanto tali dovrebbero rispondere, oltre che di responsabilità soggettive (per queste c’è il diritto penale), anche di responsabilità oggettive inerenti, appunto, la loro funzione di rappresentanza. Sappiamo tutti che il Capo della Polizia di Stato in quei giorni era il Dr De Gennaro e per questo trovo del tutto fuori luogo il pensiero del Dr Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, quando sulla vicenda circa le responsabilità del Dr De Gennaro si è espresso con le seguenti parole: “… non è che uno può poi pagare le responsabilità complessive di tutta una macchina …”. Mi domando: chi allora, secondo il Presidente Cantone, dovrebbe pagare in termini di responsabilità oggettiva per i gravi fatti successi alla Diaz se non colui che guidava l’intera macchina della Polizia di Stato?

    Dr Albanello lei, in fondo in fondo, è un ottimista!

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