Paolo Araclio da Los Angeles: “Sono confuso e preoccupato per quanto accade a Teramo”. Durissime accuse ai politici locali.

Paolo Araclio da Los Angeles: “Sono confuso e preoccupato per quanto accade a Teramo”. Durissime accuse ai politici locali.

(in copertina: Sandro Pertini a Teramo, foto di Paolo Araclio) –

Paolo Araclio
Paolo Araclio in un ritratto di Carla Manco

Paolo Araclio, intellettuale ed esponente di spicco della Cultura teramana, scrive da Los Angeles (dove vive da alcuni anni) un lungo post sulla sua pagina di facebook in cui lancia durissime accuse agli ammistratori pubblici teramani: “Mi ero proposto di non parlare più di politica locale essendo residente all’estero ma ora sono confuso, ingenuamente e seriamente preoccupato per quanto accade a Teramo”.

Post Araclio
Il post di Araclio sulla sua pagina Facebook

Sarà perché le mie fonti principali sono sui social network e sui giornali online, sarà perché la maggioranza dei miei contatti probabilmente avversa l’amministrazione in carica, ma non capisco dove siano gli elettori del governo cittadino attuale. Sembrerebbe che a nessuno piaccia o condivida alcun atto amministrativo e che le proteste, anzi le critiche spietate, costituiscano la maggior parte dell’opinione cittadina. Nessuno, a mia conoscenza, difende l’operato del Comune, nessun prova a difenderlo da tanto spregio e insulti. Tanto meno i protagonisti stessi provano a difendersi, ad attaccare, contrattaccare usando il Web e la stampa come tutta la politica fa in ogni luogo. Si prendono randellate terrificanti, sono accusati e schiaffeggiati sui blog, sulle testate online, sui commenti dei vari gruppi senza contraddittorio e senz’appello.”

Paolo Araclio 2
Paolo Araclio (ph da Facebook)

Araclio, storico fondatore di Verde Tv e per tanti anni membro della giuria del Premio Teramo, affonda il colpo e pone domande che aprono il dibattito: “Un tempo la DC teramana preferiva, dall’alto dei suoi schiaccianti consensi, ignorare o sminuire non rispondendo e non partecipando ai dibattiti nelle TV e sui giornali considerati nemici; nei casi estremi, sollecitati, consumava le sue vendette lentamente e nell’ombra: ma adesso? I tempi e gli uomini sono cambiati e fino a qualche tempo addietro, a Teramo, la maggioranza egemone era permalosa e pesantemente vendicativa contro ogni dissenso. Le mie domande sono queste: sono (ma non posso crederlo) allo sbando tutti, eletti ed elettori? Ritengono, invece, di avere ancora grandi numeri silenti e se ne fregano di tante accuse, sberleffi e insulti? Esistono ancora gli elettori e i sodali di questa maggioranza o l’hanno abbandonata? Oppure si nascondono sentendosi braccati da giudizi così pesanti? O si vergognano? Vi prego ditemi qualcosa, spiegatemi. E’ mai possibile che le preferenze dei teramani siano cambiate così radicalmente?

Le parole di Paolo Araclio non sono passate inosservate e i commenti degli utenti hanno acceso un durissimo dibattito con parole molto chiare nei confronti dell’attuale classe politica e di molti teramani. Eccone alcune:

Commenti
Alcuni commenti al post di Paolo Araclio

Non c’è da meravigliarsi, quindi degli elettori che non si dichiarano pro- Brucchi, probabilmente si vergognavano e continuano a farlo, ma le vecchie abitudini sono dure a morire“.

È la dignità’ che manca, l’ ignoranza abbonda, la poltrona sta attaccata al sedere con superattak e che importa se la città’ è disastrata?

Chi ha votato non mi pare sia insoddisfatto ma solo disperato e si attacca dove può per il proprio orticello“.

Mi sembra si ripetano i fasti nazionali, prima di Renzi : Berlusconi aveva dato il meglio di sé, tutti lo criticavano poi però…

L’insegnate di lettere del Liceo Classico di Teramo, la professoressa Elisabetta di Biagio scrive: “La situazione dei teramani riflette quella nazionale di quando vinceva sempre Berlusconi: quasi tutti lo criticavano, pochi avevano il coraggio di difenderlo, ma nel segreto dell’urna prevalevano gli l’interessi personali, i rapporti mafiosi e massonici, il proprio tornaconto, le promesse di un posto, la garanzia di una raccomandazione. Noi teramani siamo così intrinsicamente italiani da rappresentare il carattere nazionale: l’attitudine ad anteporre il bene personale a quello pubblico e collettivo, il servilismo di chiedere come favore quello che ci spetta di diritto, la pigrizia e la fiacchezza morale che portano a desiderare di avere un capo forte che decida per noi, a nostra insaputa. Salvo poi lamentarci per aver perso la dignità di essere responsabili e protagonisti della storia”.

 

 

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