La musica è libertà

La musica è libertà

di Enrico Romagnoli  –

La musica è libertà - foto

Ogni giorno miliardi di note vengono ascoltate da chiunque in tutto il mondo. Tra queste persone c’è una fascia molto importante: gli adolescenti. Sappiamo tutti che quella è una fase della vita molto delicata, in cui non si sa chi si sia, cosa si voglia e tutte le domande esistenziali iniziano a prendere forma. Insomma, si è terribilmente indefiniti.

C’è però la musica che può dare una grande mano a questi ragazzi, in una perenne ricerca di sé stessi. Ogni giovane aderisce ad un “movimento” musicale in cui rispecchiarsi e potersi ritrovare. Come quando provi i vestiti e scegli quello che ti piace di più, poi con l’andare degli anni ne compri di nuovi perché iniziano ad andarti stretti. Così con la musica, si parte da un genere che poi si cambia, a seconda di come si diventa.

Anche se questo è un processo naturale, bisogna dire che non ci sono generi o gusti musicali sbagliati, esistono solo generi e gusti diversi, molto diversi tra loro. Nonostante tutto ci sono idiosincrasie e pregiudizi verso chi ascolta un genere piuttosto che un altro, verso chi predilige uno stile musicale, verso chi ne ascolta di meno; purtroppo chiunque tende a diventare tifoso delle proprie passioni, ma la musica da che mondo e mondo è sinonimo di libertà.

Purtroppo l’adolescenza, che è un periodo molto poco conciliante, contribuisce alle aggregazioni e alle mode, alle classificazioni dei ragazzi in base alla musica che ascoltano, alle antipatie pregiudiziali per le loro scelte, come se si potesse valutare una persona in base alla playlist nell’iPod.

Sosteniamo di essere moderni, di essere all’avanguardia, ma non riusciamo a capire quanto sia importante la libertà di poter essere, di poter scegliere quello che si vuole. La musica dovrebbe insegnarci questo, che siamo liberi di essere noi stessi in ogni momento, senza ripercussioni, prese in giro o giudizi affrettati.

Ci sono ragazzi che arrivano ad uccidersi, a non avere più una loro vita, ad essere estromessi dal loro stesso ambiente solo perché hanno scelto la loro identità musicale che non è uguale a tanti altri e, come al solito, il “diverso” viene visto come qualcosa di cattivo, da dover allontanare.

C’è il forte dubbio che tante persone non ascoltino musica, ma sentano e basta, non soffermandosi a ragionare, perché se lo facessero riuscirebbero a capire qualcosa in più. La musica è di tutti, tutti vogliono la libertà, ergo la musica è libertà.

Leave a Reply

Il Fatto Teramano è l'unico sito che ti permette di commentare senza registrazione ed in forma totalmente anonima. Sta a te decidere se includere le tue generalità o meno. Nel momento in cui pubblichi il tuo commento dichiari di aver preso visione del nostro disclaimer e di accettarne le regole. Per inviare il tuo commento aiuta il sito a verificare la tua esistenza trascinando un'icona secondo le indicazioni e clicca su Commento all'articolo.

 

Your email address will not be published.