Vertici ASP: Luciano D’Alfonso cancella le nomine di Paolo Gatti

Vertici ASP: Luciano D’Alfonso cancella le nomine di Paolo Gatti

di Christian Francia  –

Paolo Gatti - Dante sul water
Paolo Gatti colto nel momento in cui elabora le sue geniali riforme

Devo ammettere, da esperto Gattologo che conosce e denuncia (solitario) quanto sia stata e continui ad essere deleteria l’attività politica del felino teramano, che è sempre piacevole assistere a situazioni nelle quali Paolo Gatti venga calpestato o irriso.

Il 28 marzo la Giunta regionale ha adottato una delibera contenente la proposta di legge che prevede la riforma delle neonate Aziende pubbliche di Servizi alla Persona (ASP), cioè le vecchie Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (IPAB). Adesso si attende a breve la scontata approvazione del Consiglio regionale perché la riforma diventi Legge regionale.

Le ASP sono state fortemente volute e disciplinate dall’ex assessore Regionale Gatti con la Legge Abruzzo n. 17/2011, la quale mirava a mettere le mani sulle oltre 100 IPAB presenti nel territorio regionale.

Ma siccome Gatti le leggi non sa nemmeno cosa siano e soprattutto come vadano scritte, un anno dopo l’approvazione della sua penosa legge la Corte Costituzionale – con la sentenza n. 161/2012 – prendeva a sassate la neodisciplina regionale sulle ASP dichiarando “l’illegittimità costituzionale degli articoli 5, comma 2, 6, commi 3, 4, 6 e 7, 15, comma 4, e 11, commi 8 e 9, della legge della Regione Abruzzo 24 giugno 2011, n. 17, che reca «Riordino delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficienza (IPAB) e disciplina delle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona (ASP)»” (http://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do?anno=2012&numero=161).

Gatti, incurante della figuraccia, tirava dritto con la sua becera riforma (nelle parti sopravvissute) e imponeva uomini di sua fiducia nei Consigli di Amministrazione delle costituende ASP, ivi compreso l’illegittimamente nominato Erminio Di Pietro, casualmente padre del sindaco gattiano di Civitella del Tronto Cristina Di Pietro (http://www.ilfattoteramano.com/2015/01/27/illegittima-la-nomina-filogattiana-nel-cda-della-asp/).

La Giunta regionale interviene tempestivamente a mettere fine alle porcate legislative e amministrative poste in essere dallo scalcinato ex assessore Gatti, e una volta tanto non possiamo che essere d’accordo con D’Alfonso.

Infatti, la disciplina appena varata dal governatore “intende rispondere all’esigenza di contenimento dei costi nonché di semplificazione e snellimento delle attività delle Asp attraverso la sostituzione, nell’ambito degli organi delle Aziende, del consiglio di amministrazione composto da tre membri” con un amministratore unico.

Inoltre si introduce “la possibilità di una unificazione delle singole Asp per favorire un accorpamento dal basso, su base volontaria, volto ad una razionalizzazione dei costi delle strutture amministrative e dei servizi”. Si procede altresì a “snellire il procedimento di approvazione degli statuti delle Asp” e a potenziare “il ruolo dell’Assemblea dei portatori di interesse”.

L’assessore regionale alle Politiche sociali Marinella Sclocco ha urlato al mondo le incapacità del predecessore Gatti dichiarando: Ho trovato una situazione disastrosa nelle Asp, indebitate, mal gestite e piene di problemi; è stato evitato un disastro e con la nuova governance esse entreranno a pieno diritto nel sistema dei servizi sociali dei Piani di zona”.

La Sclocco rincara la dose, umiliando e facendo fare una plateale figura di merda al nostro micetto: “la legge che c’era, e alla quale mi ero opposta nella precedente legislatura, aveva di fatto costituito CdA che non hanno preso in carico la situazione”.

Dopo essere stato sbertucciato, ingallettato come non mai, Paolo Gatti sul suo profilo Facebook travisava totalmente la realtà dei fatti ad uso e consumo dei pochi che ancora lo seguono (e che fra poco traslocheranno dalle parti di D’Alfonso e dei suoi scherani): “Mettiamola così: possiamo tollerare inadeguatezza, lentezze e inconcludenze. Ma danni e vere e proprie espropriazioni alle comunità e ai servizi per bambini e anziani proprio no”.

No Gattuccio bello, mettiamola così: abbiamo tollerato per cinque anni e mezzo (perché vi siete allungati arbitrariamente la legislatura di sei mesi) le inadeguatezze del centrodestra, le vostre lentezze, le vostre infinite inconcludenze; e abbiamo subito sgomenti i danni e le espropriazioni alle comunità che voi avete perpetrato, per cui abbiate la decenza di tacere e di non rompere ulteriormente le palle al povero popolo abruzzese che continua a pagarvi sontuosi stipendi.

Invece Gatti non ce la fa, ci tiene a fare brutta figura, così il 30 marzo emana con i sodali superstipendiati un comunicato Forzaitaliota talmente penoso che nessuna testata giornalistica ritiene di doverlo pubblicare, forse per evitare ulteriori umiliazioni al già seppellito centrodestra (parce sepulto).

In tale straziante comunicato, grondante sofferenza per il potere che a breve transiterà da Gatti alle effettuande nomine del centrosinistra, viene scritto: “Leggiamo sulla stampa che nelle Asp si profilerebbe la destituzione dei Consigli di amministrazione, espressivi dei Comuni e delle comunità locali, per cedere il passo ad un amministratore unico, presumiamo nominato dalla Giunta Regionale”. Avete letto bene.

Prosegue il comunicato gattiano: “Rispetto a tale sconsiderata idea, è bene preannunciare fin d’ora con assoluta chiarezza una opposizione molto ferma. Si tratterebbe infatti di una proposta che non semplificherebbe o snellirebbe alcunché, ma che avrebbe il solo banale e crepuscolare scopo di voler mettere le mani su un sistema che non appartiene alla politica regionale, ma che esiste e produce servizi sociali in virtù di lasciti, donazioni e liberalità che appartengono alle comunità locali”.

La matematica non è una opinione: ridurre da 3 ad 1 i membri dell’organo esecutivo delle ASP è sia una semplificazione che uno snellimento, negarlo equivale a negare la realtà. Quanto al voler mettere le mani sul sistema dei servizi alla persona, se anche fosse vero, Gatti sarebbe l’ultima persona al mondo a poter rinfacciare ad altri le stesse intenzioni che lo hanno guidato durante gli anni della gestione tirannica delle sue deleghe regionali.

Il comunicato felino continua: “Sorvoliamo sulle patetiche affermazioni del componente della Giunta regionale delegato alla materia (…) Sappiano i cittadini, i sindaci e tutti i rappresentanti degli originari fondatori che non lasceremo nulla di intentato nel tentativo di scongiurare un vero e proprio scippo ai territori, aggravato dalla inutilità di tale operazione rispetto alla necessità di potenziare attività e servizi”.

Quelle della Sclocco sarebbero patetiche affermazioni? Ma Gatti allo specchio non ci si guarda mai? Quanto allo scippo ai territori, Gatti rimprovera in modo inverecondo agli avversari esattamente ciò che ha fatto lui nel momento in cui ha attuato la sua di riforma. Un po’ di vergogna e di silenzio ci starebbero bene.

La nota del gruppo di Forza Italia in Consiglio regionale si conclude nello stesso modo pietoso con il quale era iniziata: “C’è stato chi ha fatto riforme e chi invece pensa di nominare sei amici, uno per ASP, con i quali decidere i destini di asili e Case di Riposo che invece vanno lasciati ad un governo diffuso, attraverso i rappresentanti scelti dai territori, con la Regione a svolgere un ruolo di attenzione e di controllo, non padronale o di stampo sovietico”.

Quindi dovremmo dedurre che Erminio Di Pietro, padre del sindaco gattiano di Civitella del Tronto nonché innominabile in qualsivoglia organo pubblico poiché pensionato, l’avrebbero nominato nel CdA dell’ASP di Teramo i rappresentanti dei territori e non piuttosto lo stesso Gatti attraverso i suoi fedelissimi.

Sappia Gatti che il suo ennesimo stipendio pubblico da 16 anni consecutivi a questa parte, stipendio da 10.000 euro al mese che gli consente di non aver mai dovuto lavorare un solo giorno nella sua misera vita, non glielo paghiamo per farci prendere per il culo ma per fare l’interesse degli abruzzesi.

E l’interesse degli abruzzesi è anche quello di semplificare, migliorare e snellire (risparmiando) una riforma che è stata scritta con i piedi proprio da Gatti, nonché dichiarata parzialmente incostituzionale ad inappellabile dimostrazione che si trattava di Legislatore-asino piuttosto che di Legislatore-felino.

2 Responses to "Vertici ASP: Luciano D’Alfonso cancella le nomine di Paolo Gatti"

  1. Amedeo   6 aprile 2015 at 8:58

    Gatti? Gatti chi?

  2. Peppone   7 aprile 2015 at 19:34

    La politica “tacco 12 e minigonna” ha prodotto tali situazioni……gatti ne e’ l’unico e solo responsabile…..mi auguro solo che chi ha dato fiducia a questo signore almeno ora si renda conto dell’errore commesso…….

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