I disturbi mentali: patologie insidiose che alterano il nostro vivere quotidiano

I disturbi mentali: patologie insidiose che alterano il nostro vivere quotidiano

di Ernesto Albanello-

Ernesto AlbanelloQuanto è accaduto nelle Alpi francesi a seguito dello schianto dell’Airbus 320 della Lufthansa semina uno stato di diffusa inquietudine e di sgomento in ognuno di noi.

Eravamo abituati a temere aggressioni esterne nei voli come dirottamenti o atti terroristici e quindi le precauzioni erano state messe a punto per contrastare atti criminosi che potevano colpire l’equipaggio e quindi i viaggiatori.

Oggi constatiamo che le insicurezza possono materializzarsi anche per effetto di disturbi mentali: quindi hanno origine nell’interno, cioè può accadere che dietro le facce sorridenti e/o rassicuranti del personale di volo, si nasconda una alterazione psichica che fa somigliare quel pilota o quella hostess a un kamikaze : lo stato d’ansia che ne deriverebbe è legittimo perché le contromisure in quel caso sono praticamente impossibili.

Forse non tutti sanno che la Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che le patologie che saranno maggiormente presenti nell’immediato futuro e cioè nel 2020 sono, al primo posto, quelle cardiovascolari e da ipertensione, ma subito dopo sono classificate le depressioni.

Andreas Lubitz, il copilota ventisettenne autore della strage, era stato sottoposto ad esami specialistici che gli avevano diagnosticato la sindrome di burnoout, un disturbo che insorge per effetto dello stress da lavoro.

Lubitz era consapevole che il suo stato mentale non gli permetteva di sostenere i ritmi che la compagnia di volo contemplava nei suoi protocolli: questa sua inadeguatezza doveva probabilmente arrecargli frustrazione a cui, recentemente, si era aggiunta quella derivante dall’abbandono della ragazza che, alla vigilia delle nozze, aveva deciso di lasciarlo.

Ci troviamo quindi di fronte a una persona  giovane che deve sottostare a  rifiuti e a disapprovazioni : certamente difficili da accettare ma che non giustificano l’assenza di capacità reattive e una volontà interna capace di sdrammatizzare o relativizzare quando sta accadendogli.

Potremmo certamente rilevare quanto poco si faccia per educare le giovani generazioni agli insuccessi e alle sconfitte e quanto la pubblicità indichi le persone vincenti solo se palestrate e oggetto di invidie o di ammirazioni.

Oggi probabilmente va sottolineato che poco si fa per curare il disagio psicologico e le cure contro la depressione, quanto vengono intraprese, non sono sempre accompagnate da un supporto psicoterapeutico.

Occorre suscitare nel soggetto colpito da questa sindrome , la consapevolezza che potrà superare questa condizione di malessere psichico  e riprendere una vita normale, a condizione che accetti fino in fondo questo malessere e non neghi la realtà stracciando un certificato medico, anche se possa risultare doloroso, in quel momento, percepire una  propria fragilità.

Una riflessione conclusiva è che se non investiamo energicamente nella salute mentale potrebbero ripresentarsi nell’immediato futuro altri Andreas Lubitz che possono materializzarsi come espressione di una frustrazione derivante da scarsa considerazione ricevuta dalla società che vive attorno a questi soggetti alla ricerca di una propria affermazione.

Non sarebbe da percepire come ingiustificato allarmismo che gli assessori alla sanità delle regioni si riuniscano e ne facciano motivo prioritario di analisi.

One Response to "I disturbi mentali: patologie insidiose che alterano il nostro vivere quotidiano"

  1. Cristina   2 aprile 2015 at 10:54

    Ottimo spunto di riflessione, soprattutto quando si segnala il pericolo di non preparare i giovani alle sconfitte, che pure nella vita arriveranno.

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