Non è tempo per noi (concerto di Ligabue a Rimini)

Non è tempo per noi (concerto di Ligabue a Rimini)

di Enrico Romagnoli  –

Ligabue in concerto
Ligabue in concerto

La musica è legata a doppio filo con il viaggio, e anche i concerti portano sempre a girare l’Italia o addirittura il mondo, dandoti la possibilità di scoprire altre realtà e poterle confrontare con la tua.

Domenica 22 marzo sono stato a Rimini, nella bella e più che produttiva Romagna, al concerto di  Ligabue, l’ottavo in 5 anni. Facendo una riflessione vi posso dire che i concerti sono come una malattia, che quando ti prende è difficile guarirne, per il semplice fatto che non ne vuoi guarire. Comunque, dicevo di Rimini, del concerto fatto al palazzetto, il 105 Stadium, una struttura modernissima e molto bella. Già qui potete capire il confronto con i nostri posti.

(segue sotto)

Ligabue - concerto a Rimini 22.03.2015
105 Stadium di Rimini

Parlare del concerto di un artista come Ligabue sarebbe scontato e banale, poiché è così blasonato e recensito che sarebbe una copia di altre cose già lette, quello su cui vorrei focalizzarmi è il contorno.

Innanzitutto l’organizzazione urbana e della viabilità, resa fluida da vigili, carabinieri e company, per quello che può significare “fluida” con migliaia di persone che arrivano e vanno via. La lentezza non è simbolo di mal funzionamento, ma di ordine e precisione.

Provate ad immaginare un concerto di 15mila persone nei nostri posti, a parte le strutture fatiscenti ed inadatte, ma sicuramente per strada il casino avrebbe regnato. Pensiamo ad una città come Teramo che non può usufruire di un servizio così, davvero un peccato.

Passiamo poi alle strutture, come anticipato il 105 Stadium è un palazzetto moderno e accogliente, che pieno di persone dà un bel colpo d’occhio. La struttura acquista punti quando il personale agisce senza essere d’intralcio o di nessun fastidio e questo è il caso.

Facendo un confronto con l’Abruzzo c’è da dire che si siamo una regione calorosa, come dicono in giro molto “amicona”, però molto poco cortese quando si tratta di stare a contatto con altre persone, soprattutto forestieri. Eccezion fatta per chi fa del proprio lavoro un capolavoro, scusate il gioco di parole.

Il concerto è un’immersione nelle luci, nelle parole e ovviamente nel suono. Quel suono potente della chitarra di Max Cottafavi, storico chitarrista di Ligabue, che torna a suonare con Luciano e si fa sentire, eccome! Molto meglio lui di Bossini.

Tutta la band assiste Ligabue per il concerto che, puntuale, inizia alle 21.00 spaccando il secondo, finendo dopo due ore di canzoni, fatte tutte di fila, perché le pause a noi non piacciono.

L’unica nota stonata di tutto questo spettacolo sono le persone. Sì, tutto così tremendamente social, feroci nel pubblicare qualsiasi cosa, ma poco pronti ad interagire con gli altri e con l’ambiente circostante, tutti in orrende campane di vetro.

Io sono dell’idea che se non ti lasci andare ad un concerto non lo fai più, se non vivi un concerto il tuo posto è davanti al televisore. Siamo socialmente inadeguati, stiamo perdendo l’interazione che ci ha reso quelli che siamo, stiamo regredendo a macchine sociali, per quanto queste due parole insieme non possano convivere.

Come direbbe Ligabue in una canzone: “Non è tempo per noi e forse non lo sarà mai”. E intendo riferirmi a tutto: alle strutture inesistenti o fatiscenti, a tutte le cose fatte alla carlona, tanto per farle, e alla nostra inesorabile solitudine, condivisa con gli altri.

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