Videoclip: quando una canzone non basta

Videoclip: quando una canzone non basta

di Enrico Romagnoli  –

Youtube

È risaputo che il messaggio delle immagini è universale, non ha bisogno di una lingua specifica per essere compreso. Con questo voglio dire che i video delle canzoni sono delle vere e proprie fionde che possono lanciare lontano una canzone, perché con una storia ben prodotta l’attenzione viene spostata tutta sul video e il brano passa in secondo piano, entrando inconsciamente nelle nostre teste.

Sì, è così, mentre ci si fissa sul video e sulla storia, la canzone viene assorbita dal nostro cervello e la fa sua, questo è uno dei motivi per cui ogni tanto la cantiamo e/o fischiettiamo senza sapere da dove venga quel motivetto. Youtube, è questo il nome del sito dove vengono pubblicati tutti i video delle canzoni che conosciamo e che ignoriamo totalmente. Sito che viene visto da milioni e milioni di persone ogni minuto, è diventato un alleato importantissimo per la riuscita di una canzone, che con esso viene spinta ancor di più.

Riprendendo l’esempio della fionda c’è da dire che una fionda deve essere usata in maniera corretta, con cognizione di causa e con una mira accurata, altrimenti si iniziano a sparare colpi in qualsiasi posto, senza precisione. Siamo in un periodo in cui la coerenza non è frequente, anzi, ed anche per questo motivo molto spesso si vedono videoclip osceni, che non seguono minimamente ciò che dice la canzone, seguendo un copione a parte, ma, perché c’è sempre un ma, non importa. Vi starete chiedendo se è possibile, ebbene sì!

Oggi una canzone non basta più, serve sempre di più, non fa niente se il testo e la musica dicano A e la storia in video dica Z, non importa, l’importante è che piaccia. Sì, perché oggi siamo nel periodo in cui la cosa importante è piacere, poi se ci sono delle cose discordanti o non in sintonia non fa niente, per carità, mica può essere tutto spiegato.

Con questa fantastica teoria vengono prodotti video di qualsiasi genere, tenendo incollati i milioni di milioni sopracitati, che senza farsi troppe domande guardano volontariamente e sentono, non ascoltano, involontariamente, lasciando la mente senza filtri. Non ce ne accorgiamo perché la stiamo vivendo, ma siamo in un’era in cui la musica sta cambiando, non è più solo produrre suoni piacevoli, ora sta diventando altro, molto altro, ma di questo passo non si perderà la bellezza della semplicità?

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