Acquedotto del Ruzzo: cronaca di un fallimento (della politica) annunciato

Acquedotto del Ruzzo: cronaca di un fallimento (della politica) annunciato

di Christian Francia  –

Ruzzo, mucca già munta rimane a secco (antico proverbio pretuziano)
L’acqua del Ruzzo è vittima della malapolitica

Per la seconda volta in pochi giorni i cittadini di decine di Comuni della provincia di Teramo hanno subito l’interruzione dell’erogazione dell’acqua. A memoria dei più anziani erano almeno trent’anni che questo non accadeva, perlomeno nel Comune di Teramo.

Qualcuno potrebbe pensare che il gravissimo disservizio sia conseguenza diretta della scorsa nevicata, essendosi parimenti verificata una altrettanto grave interruzione dell’energia elettrica in molti Comuni del teramano, ma non sembrerebbe essere andata così.

Infatti sia i tecnici che i cittadini residenti nella frazione di Pastino (nel Comune di Tossicia) riferiscono unanimemente che da molto tempo vi fossero ingenti e visibili perdite d’acqua delle condotte dell’acquedotto del Ruzzo, senza che nessun tipo di manutenzione venisse effettuato sulle tubature di epoca fascista. Il maltempo quindi avrebbe solo accelerato l’evento disastroso che prima o poi si sarebbe comunque verificato.

1) La responsabilità della politica e la politica della responsabilità. Si fa un gran parlare di “responsabilità” in ambito politico e tutti si affannano a definirsi responsabili: lo fanno quelli del PD che governano l’Italia e l’Abruzzo; lo fa il Nuovo Centro Destra (il micropartito di Alfano) che si giustifica di essere al governo con il centrosinistra “solo per senso di responsabilità”; lo fanno frange di Forza Italia che pretendono un dialogo con Renzi ed una ripresa del patto del Nazareno; lo fanno quelli di Scelta Civica; lo fa persino Brucchi e pure i suoi infimi lacchè. Tutti responsabili. A parole.

Ma quando è il momento di assumersi sulle spalle le colpe delle gestioni obiettivamente disastrose dei servizi pubblici, scompaiono tutti e tutti si esercitano nello scaricabarile. Se il territorio crolla dovunque e una nevicatella di marzo provoca 50 milioni di danni alle strade della Provincia di Teramo, qualcuno deve assumersi la responsabilità della mancata programmazione, della mancata pianificazione, della mancata manutenzione, della mancata prevenzione, del mancato controllo.

Se il dissesto idrogeologico della nostra provincia è talmente grave da infliggere danni spaventosi alle infrastrutture pubbliche e agli immobili, qualcuno deve assumersi la responsabilità politica delle mancate azioni, delle deliberate omissioni, delle scellerate decisioni.

2) I peccati del PD. Dalla mia lunga esperienza di cittadino attivo ho ricavato un motto: “Più conosco il Partito Democratico più amo le bestie”. Infatti, la sequenza di nequizie alla quale ci costringe ad assistere il PD nazionale, regionale e locale è talmente lunga da mettere i brividi.

Limitandoci alla questione Ruzzo, sono evidenti le colpe direttamente riconducibili alle passate gestioni a guida PD (fiduciariamente collegate alla corrente di Tommaso Ginoble-Manola Di Pasquale-Sandro Mariani), le quali hanno costruito una massa debitoria di circa 100 milioni di euro fallendo clamorosamente sulle manutenzioni, sulla programmazione e sui controlli della rete idrica.

Non è un caso che pochi giorni or sono il PD teramano si sia prodotto in un comunicato relativo ai disservizi dell’energia elettrica (gestita da una società nazionale) e nulla abbia eccepito sui disservizi parimenti gravi dell’erogazione dell’acqua (gestita da una società direttamente posseduta dai Comuni, fra i quali quello di Teramo possiede l’11,37%).

Come mai? Perché avrebbe dovuto innanzitutto accusare se stesso e i propri capi – tuttora comodamente seduti nei loro scranni istituzionali – di un fallimento clamoroso ed inconfutabile.

Leggete cosa scrive il PD nei confronti dell’ENEL (senza dire la stessa identica cosa in riferimento al Ruzzo): “Assistiamo ad una mancanza di programmazione, prevenzione e manutenzione, unita alla totale inadeguatezza nel fronteggiare l’emergenza drammatica che i nostri cittadini vivono”.

Il PD, sempre in riferimento all’emergenza elettrica, lancia spudoratamente accuse al primo cittadino : “l’amministrazione comunale continua ad tenere un atteggiamento di superficialità (…) il nostro Sindaco dovrebbe imporsi e pretendere da parte dell’ENEL la risoluzione immediata del problema ora ed il giusto risarcimento poi”.

Comunichiamo ai piddini che il risarcimento in materia di disservizi elettrici è automatico in bolletta nonché disciplinato normativamente, mentre non è né automatico né chiaramente disciplinato il risarcimento relativo ai disservizi idrici causati dal Ruzzo.

3) I peccati di Brucchi. Il sindaco di Teramo è così palesemente inadeguato al suo ruolo che la sua stessa esistenza si giustifica solo e soltanto perché esiste questo PD. Per tale motivo, se Brucchi amministrativamente merita uno zero assoluto in pagella, può sempre consolarsi del fatto che il PD meriti un -3.

Ciò ribadito, lo stigma della più esecrabile volgarità istituzionale accompagna sempre lo squallido Maurizio Brucchi e la sua becera maggioranza, incapaci sia lui che i suoi di imbastire una benché minima e formale interlocuzione politica nella sede a ciò deputata: il Consiglio comunale.

Il fatto che le interrogazioni consiliari non trovino mai né adeguata né inadeguata risposta è il segno della più abietta degradazione di una classe politica (ho il terrore di definirla “dirigente”) che suscita orrore: mi riferisco – sempre in argomento Ruzzo – all’interrogazione presentata dal consigliere comunale di “Teramo 3.0” nella seduta del 12 marzo 2015 (che pubblichiamo sotto in forma integrale); interrogazione che non ha sortito riscontro alcuno né da parte del sindaco né da parte di un suo sostituto o delegato.

Se le Istituzioni vengono infangate in tal modo, con la totale indifferenza, negligenza ed afasia da parte di chi rappresenta l’Amministrazione comunale, siamo davvero al punto zero della democrazia, dove i cittadini sono solo carne da macello e i disservizi idrici, elettrici, stradali e infrastrutturali sono solo l’antipasto dell’Armageddon che ci attende.

Interrogazione n. 12 MARRONI sull'emergenza acqua e le mancate manutenzioni - seduta del 12.03.2015-pag. 1

Interrogazione n. 12 MARRONI sull'emergenza acqua e le mancate manutenzioni - seduta del 12.03.2015-pag. 2

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