Incubo acqua: da questa mattina di nuovo senza. La Marroni (3.0): scarsa manutenzione e politiche scellerate sono le cause delle frane e dei disservizi che subiscono i cittadini

Incubo acqua: da questa mattina di nuovo senza. La Marroni (3.0): scarsa manutenzione e politiche scellerate sono le cause delle frane e dei disservizi che subiscono i cittadini
foto maria cristina marroni
Maria Cristina Marroni

 

Nuovi crolli, nuove frane, e nuovo rischio di rimanere a secco per i teramani già da stanotte.

Vi consigliamo di riempire i pentoloni d’acqua, e nel caso non dovesse servire, di non buttarla. Ma di riutilizzarla. Nel frattempo Cristina Marroni di Teramo 3.0 dirama un comunicato stampa in cui chiede le carte, e fa un’analisi approfondita della questione Ruzzo.

“È davvero sconcertante prendere atto di come gli eventi naturali smascherino politiche dissennate. Meno di un mese fa esponevo fondate critiche all’annunciato “Progetto di potenziamento dell’acquedotto del Ruzzo” che avrebbe un costo complessivo di circa 52 milioni di euro, dei quali sembrerebbero in via di finanziamento 33 milioni di euro per operare un primo completamento, consistente soprattutto nell’aumento della capacità di potabilizzazione dell’impianto di Montorio al Vomano.

Purtroppo la realtà non ha tardato a venire a galla: un terzo della popolazione provinciale teramana è rimasta a secco in questi giorni proprio per la denunciata carente manutenzione della rete idrica. Le cronache evidenziano responsabilità enormi nella gestione e nella programmazione della società Ruzzo S.p.A.

1) Nella frazione Pastino del Comune di Tossicia si è rotta una condotta (la cui portata risulterebbe di 500 litri al secondo ad una pressione di 40 atmosfere) che si è scoperto essere risalente al 1935, dunque costruita durante il fascismo, peraltro in un letto scavato a mano, la quale rappresenta l’adduttrice della media-alta collina dell’Acquedotto del Ruzzo e la cui rottura ha causato l’interruzione dell’erogazione dell’acqua nelle case di 100.000 teramani. La falla è stata “rattoppata” ma la tubatura è ancora in sofferenza a causa della pressione del movimento franoso (che peraltro minaccia anche sei abitazioni).

2) Verosimilmente la frana è stata causata dalla perdita della condotta e non il contrario. Infatti, il geologo della Regione Abruzzo che ha effettuato il sopralluogo “non avrebbe dubbi: a monte della frana non c’è movimento di terra e la faglia di distacco è proprio all’altezza della prima rottura. Dunque la frana potrebbe essere verosimilmente stata provocata dalle infiltrazioni d’acqua sgorgata dalla prima falla”. Il prefetto ha attivato il preallarme, non essendoci sicurezza sul normale ripristino dell’erogazione idrica, ed ha chiesto la disponibilità di quante più autobotti possibili da parte della Protezione Civile.

3) Ma come si è giunti ad una situazione così grave da mette a rischio l’intero bacino di utenza servito dalla condotta di Pastino, calcolato in circa 150.000 abitanti? Non è difficile presumere una negligenza nei controlli e nelle manutenzioni effettuate sull’acquedotto negli ultimi decenni. È noto infatti che le tubature di ultima generazione abbiano una capacità di sopportare le tensioni infinitamente maggiore rispetto alle condotte di 80 anni fa. E se la manutenzione è clamorosamente mancata a monte, sull’adduttrice principale, è il segnale di una sicura cattiva gestione che oggi i cittadini pagano a caro prezzo.

4) Inoltre, sembra che fino al 2007 il Ruzzo avesse intrapreso la strada del telecontrollo dei flussi e delle pressioni idriche tramite un sistema successivamente mutuato dalla società acquedottistica di Ascoli Piceno, telecontrollo poi inopinatamente abbandonato. I risultati sono oggi evidenti e molteplici: è impossibile prevedere falle, perdite e criticità; la dispersione di acqua è enorme per l’impossibilità di controllare la rete.

5) Le conseguenze sono gravi: l’abbandono della pianificazione e delle manutenzioni ha aumentato i rischi e la dispersione idrica, favorendo – guarda caso – il progetto di potenziamento della potabilizzazione che oggi viene spacciata come la panacea di tutti i mali, quando invece questo incidente ha messo a nudo la fragilità dell’acquedotto e la dissennata inversione delle priorità: in luogo di manutenere una rete vecchia di 80 anni che ha la capienza necessaria al benessere dell’intera provincia, si preferisce puntare sulla potabilizzazione di acque di pessima qualità e non di sorgente, adducendo come giustificazione la carenza idrica causata non dall’aumento dell’utenza, ma proprio dalla gestione sconsiderata della rete esistente.

Per tali motivi, sarà mia cura acquisire tutti i documenti già richiesti settimane or sono con formale accesso agli atti del Ruzzo, presentare apposita interrogazione in merito nella seduta del Consiglio comunale di domani 12 marzo 2015, e approfondire in ogni sede l’analisi dell’emergenza acqua al fine di approntare i rimedi più utili e meno costosi nell’esclusivo interesse della cittadinanza della provincia teramana, una delle più ricche di acqua del Paese, ma una delle peggio servite nonostante la generosità della natura.”

Maria Cristina MARRONI

Consigliere comunale di Teramo 3.0

3 Responses to "Incubo acqua: da questa mattina di nuovo senza. La Marroni (3.0): scarsa manutenzione e politiche scellerate sono le cause delle frane e dei disservizi che subiscono i cittadini"

  1. Tibisay   16 marzo 2015 at 11:31

    ricordo quando arrivai a Teramo, nel 2004, mi dicevano: “alla Ruzzo ci entri solo se hai la tessera del PD”..
    di che vogliamo parlare?!
    Quando i teramani capiranno che conviene votare le persone capaci e non gli amici forse saremo ad un punto di svolta.

  2. Il pignolo   16 marzo 2015 at 11:48

    Se poi vogliamo parlare anche della qualità dell’acqua… In passato (remoto!) potevi farne bollire una pentola per ore, senza che rimanesse un residuo calcareo. I forestieri ce la invidiavano e a volte prima di ripartire ne facevano provvista, nemmeno si trovassero a Lourdes…
    Adesso lascia deposito, spesso ha un saporaccio, e stendiamo un velo pietoso sull’episodio di anni fa, quando a scoppio ritardato (stile Unione Sovietica) trapelò la notizia che c’era stato un grave inquinamento. E speriamo – ma non credo – che fosse solo una leggenda metropolitana…
    Buona o cattiva, preghiamo solo che non ci tengano sulla corda con questi distacchi. Si può anche fare a meno dell’energia elettrica, ma dell’acqua proprio no! E Teleponte, nei casi di emergenza di qualsiasi tipo, dovrebbe fare scorrere notizie aggiornate 24 ore su 24, sottotitolando tutti i suoi programmi. Almeno farebbe qualcosa di utile.

  3. Che schifo   16 marzo 2015 at 19:16

    Basta vedere chi lavora al Ruzzo….ha ragione Tibisay

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