I misteri di Santa Maria a Mare a Giulianova

I misteri di Santa Maria a Mare a Giulianova

di Sergio Scacchia  –

Il quartiere Annunziata a Giulianova Lido era, fino a qualche anno, fa un agglomerato di case a sud della città, evitato accuratamente dalle persone di buona volontà perché frequentato da delinquenti di mezza tacca che imperversavano, soprattutto nelle ore serali.

Poi c’è stata una profonda riqualificazione della zona, partita proprio dal lungomare, e così è tornato ad essere vivibile.

Questo grande quartiere giuliese è ricco di storia. Era ubicata qui la vecchia “Castrum Novum”, l’antica città romana a diciotto miglia a sud di “Castrum Truentino”, sulla via Salaria, che nel IX secolo si trasformò in “Castel San Flaviano”.

Nel XV secolo la cittadina, per le scorribande di predoni del mare e l’inclemenza del clima, si era ridotta in un mucchio di rovine, tra acquitrini malsani e zone infime. Questo fece sì che gli abitanti, dediti alla pesca e alle coltivazioni, si allontanassero dal luogo natio.

Fu un discendente della gloriosa stirpe degli Acquaviva a far ricostruire la città, chiamandola “Giulia Nova” e dotandola di alcune torri di avvistamento. Nel frattempo erano andate perdute, a causa della barbarie degli uomini, gran parte delle testimonianze di un passato glorioso e splendente.

La chiesa di Santa Maria a Mare è uno dei pochi monumenti salvati dalla incuria di questi barbari e del tempo.

Il tempio lo si scorge facilmente nei pressi dell’incrocio della statale 16 con la 80 per Teramo.

Venne costruito prima dell’anno Mille in posizione insolita sulla piana tra la costa e la collina. Rappresentava il punto di sosta per i viandanti che si recavano al mare per imbarcarsi verso l’oriente. Fu riferimento anche per i Crociati che giungevano da Roma attraverso i monti della Laga, per salire sulle navi dirette alla Terra Santa.

La chiesa era veramente ridotta male agli inizi del ’900. Venne effettuato un radicale restauro intorno agli anni ’60. In quella occasione furono salvaguardati resti di architettura romanica, che oggi sono all’interno del luogo sacro e che gli esperti fanno appartenere allo stile “romanico lombardo”, molto frequente dalle nostre parti.

Grazie a manoscritti antichi si è scoperta l’esistenza in passato di un monastero con annessa chiesa a tre navate. All’interno doveva esserci un grande refettorio con possenti colonne in laterizio.

Poi nel trecento, forse anche per numerosi crolli, le navate della chiesa divennero le attuali due e il monastero scomparve, lasciando posto alla chiesa di oggi di media grandezza, con la facciata inconfondibile, tutta in mattoni posti orizzontalmente e l’abbellimento di piccoli archetti.

Il portale è tutto da godere: è simile a quello della cattedrale di Atri, anche se di fattura artistica inferiore.

Sono particolari le piastrelle scolpite e i capitelli e i leoni, soprattutto l’animale a destra che stringe nella sua morsa un drago. L’allegoria è chiara: I leoni rappresentano la chiesa di Roma che sconfigge le eresie e il male, qui simboleggiato dalla presenza del drago con gli occhi allungati, quasi stritolato dal leone.

Questo gioiello di portale risalente al trecento, confezionato da Raimondo Del Poggio, maestro scalpellino, nelle sue diciotto formelle, contiene anche dei simboli di luce e segni del passaggio dei Templari con i classici “Fiori della Vita” e piccole incisioni dedicate ai “pellegrini”, celebrati come condizione terrena dell’uomo in perenne ricerca di Dio.

Ecco come un posto un tantino trascurato, può diventare oggetto di una accurata visita e di un salutare tuffo nel passato e nell’arte.

http://paesaggioteramano.blogspot.it/

One Response to "I misteri di Santa Maria a Mare a Giulianova"

  1. GIUSEPPE   10 marzo 2016 at 22:28

    NOI SIAMO AMICI PERO’ NESSUNO TI CONSENTE DI OFFENDERE IL MIO PAESE NATALE .

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