Bastano i personaggi dello spettacolo per far decollare l’Abruzzo?

Bastano i personaggi dello spettacolo per far decollare l’Abruzzo?
Ernesto Albanello
Ernesto Albanello

di Ernesto Albanello

Il trionfo di Gianluca Ginoble del trio il Volo, originario di Montepagano (appena sopra Roseto degli Abruzzi), ha letteralmente mandato in tripudio il Sindaco che vuole che lui sia l’Ambasciatore di Roseto nel mondo.

Mi chiedo e vi chiedo: può una affermazione canora, pur così rilevante, abilitare un baritono poco più che ventenne ad essere il testimonial di una città adriatica, che probabilmente ha bisogno di ben altro che di eccellenze dello spettacolo, per nascondere proprie decennali carenze?

Non lo dico per attribuire colpe a Roseto degli Abruzzi per un suo mancato decollo turistico, perché tanto è un “pianto generale” per quanto riguarda molte località della costa teramana : vorrei solo sommessamente far riflettere che ad un figlio di una determinata terra, pur sulla cresta dell’onda per notorietà e plauso di pubblico, non può essere chiesto di colmare lacune e inadeguatezze che, se superate, potranno avvalersi di Ginoble e del Volo come valore aggiunto, ma certamente non potranno essere loro gli artefici di un cambiamento che è complesso e graduale.

Vogliamo ripercorrere anni recenti per osservare altri “assi” abruzzesi saliti prepotentemente alla notorietà ? Possiamo chiederci quale valore aggiunto hanno offerto alla loro città?

Mi riferisco a Piero Mazzocchetti, pescarese classe 1978, notissimo in Germania e classificatosi terzo al Festival di Sanremo del 2007.Tutti ricorderanno la grande eco e l’apprezzamento del pubblico che lo hanno circondato, ma la cometa, almeno nel suo connubio con Pescara, ha avuto repentinamente una fase discendente.

Altro personaggio sempre pescarese che ha avuto molto lustro in anni recenti è stato Giò di Tonno, anche lui distintosi al Festival di Sanremo nella edizione del 1994, entrato in finale pur se classificato al 10° posto.Giò di Tonno è poi ricordato per essere stato scelto da Riccardo Cocciante come interprete di Quasimodo nell’Opera musicale Notre Dame de Paris nel 2001.Non mi sono pervenuti significativi incrementi di turismo a favore di Pescara per questo personaggio, che pure, in quegli anni, ha fatto molto parlare di sé.

Vogliamo tornare a Teramo e rievocare la figura di Ivan Graziani, tanto celebrato dopo la sua prematura morte, quanto ignorato quando era in vita?Ricordo che Ivan Graziani, davvero uno dei migliori chitarristi del panorama musicale italiano di tutti i tempi, pur decidendo di dare un contributo alla politica della sua città, rimase disgustato nel rilevare che la cultura e la nettezza urbana fossero competenze attribuite ad un unico assessore e che la somma stanziata per gli eventi culturali  (!?!?) fosse di un milione di lire !

Ivan Graziani esprimeva davvero un repertorio musicale apprezzabile per la qualità e per la originalità.Eppure non poté avere la soddisfazione, in vita, di constatare che il comune della città che lui rendeva famosa prendeva in considerazione sue idee o sue proposte.

Forse i giovani dovrebbero essere messi nella condizione di sperare e di sognare: se si aprissero delle sale per l’ascolto musicale disseminate nei vari quartieri, denominate con i titoli dei brani più celebri di Ivan Graziani, avremmo minori possibilità, quando ci alziamo, di vedere imbrattato un muro nuovo nel centro storico della città.

Altri personaggi della musica e dello spettacolo ancora oggi , benché nati a Teramo e pur avendo raggiunto una notorietà apprezzabilissima, come il maestro Enrico Melozzi, non riscuotono quel consenso per le idee e le proposte di cui si rendono interpreti, a dimostrazione che chi viene dal mondo dell’arte e della musica è preso in considerazione solo se si presta a essere “cassa di risonanza” di scelte che si compiono nelle segrete stanze e l’artista di turno viene interpellato “solo per metterci il cappello”.

E no! Usare chi assurge a notorietà e assoggettarlo in schemi che non gli appartengono è scorretto ed immorale.

Le persone che vivono di arte musicale o pittorica, scultorea o teatrale, o vengono ascoltati per “squinternare” le logiche fallimentari che sono testimoniate dalla marginalissima significatività di cui gode l’Abruzzo nello scacchiere nazionale oppure è meglio lasciarle al loro percorso, che è quello più congeniale ai loro talenti.

Concludo con una nota di tristezza che non posso non lasciare alle riflessioni di chi legge: tra poco Marco Pannella riceverà una laurea honoris causa dalla Università di Teramo per le sue capacità comunicative ed il suo aver impresso un nuovo modo di interpretare la funzione della politica.

Che senso ha proclamare Pannella “dottore in comunicazione”, quando la sua visionarietà ed il suo anticipare i tempi nei suoi anni giovanili non sono mai stati presi in considerazione? Eppure Pannella è stato sui banchi del Consiglio Comunale di Teramo e sullo scranno della Regione Abruzzo.

La marginalità di questa Regione rissosa, campanilistica, scarsamente lungimirante, poco progettuale è la riprova che Pannella ha seminato tra le rocce o in terreni aridi ed allora è ipocrita premiare Marco Pannella che in tutta la sua vita ha testimoniato valori alti come contrastare la permanenza nelle carceri intesa come espiazione delle colpe e non anche come momento per una riabilitazione ed una restituzione della dignità a vantaggio del detenuto.

Abruzzo rialzati! Mi pare così si chiamasse persino una lista politica, forse repentinamente dissoltasi.

Allora l’acquisisco io per dire che è l’Abruzzo intero che deve fare sistema per risorgere e non sperare di imboccare scorciatoie come avere testimonial di successo che non possono stravolgere un corso degli eventi che si avvierà solo grazie alle intelligenze ed alla determinazione.

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