Il Labro spaccato: Il più migliore Paolo Tancredi

di Giuseppe Labro 

Il labro spaccato

Il labro spaccato

Finalmente ha avuto il suo momento di gloria in tv, l’attimo che tutti sognano di avere, quello di essere visto da tutti ed essere riconosciuto.

Per questo verrà ricordato Paolino nostro, verrà ricordato come uno degli attori principali di una tentata rissa alla Camera dei Deputati.

Caro Paolino sei venuto bene in tv a Striscia la Notizia, finalmente si sono accorti di te, spero vivamente che continuino a seguirti perché secondo me sei meglio di Razzi, e perché no visto che ci stanno, che vengano a vedere quell’opera che avete fatto sotto Piazza Garibaldi, una cagata pazzesca.

Cari concittadini Teramani, ricordo che questo MITO lo abbiamo creato noi, chi più chi meno, ne dobbiamo essere fieri, visto che fa di tutto per darci soddisfazioni di livello sia sul territorio teramano che finalmente in campo nazionale. Ti scrivo questa mia lettera aperta, leggila.

Caro Paolino, con tutti i soldi che immeritatamente hai, è possibile che ti diverti ancora a fare le risse da bar?

Sinceramente non ti capisco, ma comprendo il tuo basso modo di fare, d’altronde non tutti nascono con il dono dell’intelligenza, tu sei stato solo nel posto giusto nel momento giusto, ma francamente non è per te.

Paolino perché non fai il ricco brillante, girando in lungo e in largo il mondo, conoscendo gente nuova, donne bellissime e perché no, scoprendo anche i vizi riservati solo a pochi eletti come lo sei tu?

Ma possibile che uno come te, che potrebbe avere tutto o quasi, si diverte con le risse e a rompere i coglioni alla gente come me con la tua politica del cazzo?

Vedi Paolino, le cose sono cambiate, il malessere nel popolo è aumentato e sono certo che in mezzo al popolo dureresti meno di due minuti a fare le risse, alla prima sberla inizieresti a piangere per ore fino a quando per calmarti ce ne vorrebbero altre due (di sberle) per farti smettere.

Paolino, ascolta me, che sono contro le violenze, lascia tutto e vattene per il mondo a mangiarti ’ssi soldi immeritati che hai, avresti molti amici di bevuta e di trombate, le risse non sono per te e pure io non sono per te.

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