La Casta e i perbenisti chiedono di imbavagliare Massimo Giletti

La Casta e i perbenisti chiedono di imbavagliare Massimo Giletti

di Christian Francia  –

Mario Capanna - Win for life
Mario Capanna: Win for life (5.000 euro al mese)

Il fuoco delle polemiche scatenatesi in seguito alla ormai epica puntata de L’Arena di Massimo Giletti di domenica 8 febbraio con ospite Mario Capanna è inarginabile (http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-66cb2d08-34be-491b-be98-fd96c8aa5456.html). È riuscito persino a mettere in secondo piano il Festival di Sanremo. Ma sotto al fiume di strali che si sono abbattuti su Giletti e su Capanna è sempre la verità a rimanere vittima delle bufere mediatiche.

Mario Capanna, storico leader sessantottino ed ex parlamentare di Democrazia Proletaria, è andato a “L’Arena” di RaiUno a difendere la sua pensioncina da 5.000 euro al mese, certamente legittima ma sicuramente immorale. Il fatto che proprio Capanna sia orgogliosamente alfiere della Casta, intesa come quella cricca di vegliardi che si è mangiata l’Italia costringendo tutte le nuove generazioni ad un futuro di stenti e di assenza di pensione, è veramente simbolico dell’eterogenesi dei fini della sinistra politica di cui Capanna è stato uno dei simboli più rappresentativi.

L’oggetto del contendere è il seguente: Capanna percepisce un vitalizio di 5.000 euro al mese e ha fatto ricorso contro la Regione Lombardia che vuole decurtare i vitalizi come il suo del 10%, ma nega di essere un privilegiato, berciando che “quei due vitalizi me li sono meritati” e che “la riduzione del dieci per cento è sbagliata perché non si possono toccare i diritti acquisiti”.

Diritti acquisiti un corno. Si dà il caso infatti che i tagli alle pensioni basse e mediobasse siano stati fatti allegramente da governi di ogni colore senza che qualche cittadino senza voce abbia potuto emettere un fiato.

E a voler essere precisi la questione andrebbe inquadrata in questi termini: se Capanna avesse versato contributi tali da garantirgli una rendita pensionistica da 5.000 euro/mese allora sarei d’accordo anch’io a considerarli diritti acquisiti, ma se (come è vero) Capanna percepisce un vitalizio elefantiaco rapportato all’esiguità dei contributi versati per una manciata di anni nei quali ha fatto il parlamentare, allora si tratta di un vero e proprio furto ai danni delle nuove generazioni che gli pagano con i loro contributi una vecchiaia dorata alla quale non avrebbe nessun diritto.

Per questo Massimo Giletti ha ragione da vendere quando attacca e se la prende con Capanna: “Voi rubate i soldi in questo modo a chi è onesto”. Capanna, invece di vergognarsi, fa sentire l’urlo della Casta: “Giletti ha fatto una sceneggiata indegna”, “quei 5.000 euro me li sono guadagnati”, “io non mi vergogno di niente”.

(segue sotto)

Giletti Che Guevara0
Giletti Che Guevara

Ma è incredibile come, invece di difendere il conduttore, la politica deteriore voglia processarlo: in primis il deputato del PD nonché segretario della Commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi (ed è già uno scandalo che esista una Commissione parlamentare che vigila sulla televisione e la “sorveglia” dal 1975, quando in tutto il mondo occidentale è la televisione che vigila sulla politica in nome e per conto dei cittadini). Anzaldi parla di reazione violenta del conduttore, giudicata dal PD “inadeguata e incompatibile con il servizio pubblico”.

Il senatore socialista Enrico Buemi (un tale che per intenderci è stato eletto nelle liste del PD e che ha votato contro la decadenza da senatore di Berlusconi) addirittura ha chiesto provvedimenti contro il conduttore de “L’Arena”: “Comportamenti irrituali che vanno ben oltre i compiti di un conduttore di un programma di intrattenimento”, “Necessario cambiare il modo di informare sui canali del servizio pubblico”, “Episodio inaccettabile”.

Buemi sostiene che Giletti abbia “usato espressioni di segno gravemente lesivo (“Voi rubate i soldi legalmente”) riferite ad ex parlamentari”, e perciò invoca la censura e si chiede se “non siano mature le condizioni per riprofilare con contenuti non incendiari la programmazione della domenica pomeriggio sulla maggiore rete del servizio pubblico radiotelevisivo”. Per Buemi il normalizzatore “una trasmissione deve svolgere un ruolo di approfondimento serio, senza fare canee”.

Fortunatamente, pochi altri politici hanno ben compreso tali mostruosità, come ad esempio:

– Giorgia Meloni, Presidente di Fratelli d’Italia: “Il PD prima insabbia in Parlamento la legge contro le pensioni d’oro e i vitalizi, ora vorrebbe zittire chi ne parla in tv. Io sto con Giletti”;

– Enrico Zanetti, neo segretario politico di Scelta Civica: “Ritengo sacrosanta la battaglia contro i vitalizi sproporzionati, rispetto ai contributi versati, che sta portando avanti il conduttore Massimo Giletti. E aggiungo anche, riguardando il video della puntata, che è davvero difficile mantenere un aplomb inglese di fronte a certi atteggiamenti di sufficienza e di incoerenza. A Michele Anzaldi, deputato del Partito Democratico, piuttosto che prefigurare segnalazioni alla vigilanza Rai, propongo di votare l’emendamento di Scelta Civica al disegno di legge costituzionale che consentirebbe di parametrare i vitalizi ai contributi versati anche con effetto retroattivo. Sarà in Aula proprio in questi giorni”.

(segue sotto)

Giletti litiga con Capanna
Giletti litiga con Capanna

Le parole chiave della lite e delle seguenti polemiche sono: populismo e demagogia.

Il populismo è quell’atteggiamento ideologico che esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi.

La demagogia è quella pratica politica tendente a ottenere il consenso delle masse lusingando le loro aspirazioni con promesse difficilmente realizzabili.

Aldo Grasso sul Corriere della Sera ha definito i contendenti due demagoghi. Giletti ha intelligentemente accettato la definizione di populista, ma ha rifiutato quella di demagogo.

Onestamente sono del tutto folli le accuse mediatiche al conduttore, il quale ha colto il punto centrale della questione Capanna: “Difendeva i diritti degli operai e non ha capito che oggi c’è un ulteriore scontro, i ragazzi non avranno più la pensione”. Mettere la testa sotto la sabbia, come fanno quasi tutti, e non sottolineare proprio tale punto dolente, è semplicemente da perbenisti e da benaltristi.

L’Italia al tramonto trabocca infatti di perbenismo, quell’atteggiamento vile di chi ostenta probità e sfoggia adesione alla morale comune, mentre al contempo calpesta i princìpi di uguaglianza e di solidarietà che spingono nell’area della povertà decine di milioni di italiani.

Il perbenista fa largo uso di benaltrismo, altro vizio capitale di chi non vuole mai risolvere alcun problema, rinvia sempre ad altri tavoli e ad altri centri decisionali, invoca calma, serietà, sobrietà, approfondimento, rimandando alle calende greche l’incisione dei bubboni che ci uccidono ogni giorno.

Costoro (il PD, gli Anzaldi, i Buemi) sono il cancro della democrazia, perché soffermano costantemente l’attenzione sul dito (rappresentato da Giletti che fa solo il presentatore) e omettono sistematicamente di guardare la luna che quel dito indica: la questione infatti è esattamente quella che Giletti denuncia, cioè che intere generazioni non avranno la pensione e nel frattempo continuiamo a coprire d’oro proprio i responsabili politici del disastro socio-economico nazionale.

Infine, la questione pruriginosa del libro: tutti hanno stigmatizzato il gesto di Giletti di gettare per terra in modo sprezzante il libro di Capanna. Il più crudo è stato ancora Aldo Grasso: “Quel gesto di prendere il libro e di buttarlo per terra è stato qualcosa di ripugnante”.

A tale riguardo vorrei dire a tutti i benpensanti, conformisti, ipocriti, puritani, codini, filistei moralisti, che quel gesto racchiude tutto il disprezzo che la povera gente nutre nei confronti della Casta impersonata da Capanna: sanguisughe che hanno dissanguato l’Italia, dissipato la ricchezza nazionale e che oggi rivendicano pensioni che a loro non spetterebbero nemmeno lontanamente se venissero equamente applicati anche ai pensionati privilegiati gli stessi calcoli pensionistici che vengono applicati a tutte le nuove generazioni.

Giletti ha chiesto anche scusa e continua a sostenere di rispettare Capanna, io invece non lo rispetto affatto e mi vergogno per lui che ha tradito tutta la sua storia, quella stessa storia (di difesa dei diritti dei proletari) che oggi gli consente una dorata vecchiaia.

Mario Capanna - Win for life 2
Mario Capanna: Win for life (dalla difesa dei proletari alla difesa dei ricchi a sbafo)

2 Responses to "La Casta e i perbenisti chiedono di imbavagliare Massimo Giletti"

  1. Giovanni   15 febbraio 2015 at 7:11

    Se il presupposto della natura pensionistica fosse vero, allora non ci sarebbe storia: al di là del tono sgarbato e dell’intendimento autoincensatorio (del conduttore Rai che cerca di riciclarsi tribuno), Giletti avrebbe ragione. Si dà il caso, però, che la parola “vitalizio” sta per rendita vitalizia, che è un contratto previsto nel codice civile senza alcuna pretesa di tipo previdenziale. Così nacque e fu gestito per settant’anni, come si legge qui ((http://www.goleminformazione.it/articoli/m5s-senato-camera-vitalizi-casta-porcellum-legislatura-pensioni.html#.VOA0xYHYOrU)) . La strada sbagliata – intrapresa da chi vuole farne argomento di lotta permanente, per supplire le carenze della sua proposta politica – è quella di considerarle pensioni e chiedere il “passaggio dal retributivo al contributivo”, l’applicazione della legge Fornero ai parlamentari ed altre corbellerie del genere. Gli stessi politici sono entrati nel trip ed invocano i diritti quesiti, che non esistono più per nessun dipendente pubblico o privato. La soluzione è invece considerarli quello che sono: delle elargizioni, delle liberalità generosamente accordate quando c’erano le vacche grasse e che ora andrebbero abolite e basta. Proprio il senatore Buemi lo ha proposto, senza successo, durante l’esame della revisione costituzionale Boschi: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=17&id=774082&idoggetto=783444 e http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=17&id=776506&idoggetto=783444 . Ma Giletti ha saputo o voluto sviluppare questo ragionamento? Ha saputo o voluto informarsi per informare? Non mi pare, e per questo merita una severa censura.

  2. Tibisay   16 febbraio 2015 at 13:04

    io rimango basita anche dal fatto che non hanno un briciolo di vergogna… sono completamente scollegati dalla realtà!

    Tu invece sei un genio! mi fai sbellicare….
    ma ci pensi di notte alle foto?
    ahahahahahah

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