Il presunto onesto (Giandonato Morra) & il diversamente onesto (Raimondo Micheli)

Il presunto onesto (Giandonato Morra) & il diversamente onesto (Raimondo Micheli)

di Christian Francia  –

Raimondo Micheli - Il diversamente onesto
Raimondo Micheli: diversamente onesto

Ridiamo per non piangere, ma la vita sovente è più comica dello sketch di un cabarettista. Caso di scuola Giandonato Morra, cane fedelissimo da riporto del centrodestra teramano prima e regionale poi.

Qualcuno ricorderà che Morra è stato un evanescente assessore regionale ai trasporti della mai abbastanza vituperata Giunta dell’ex governatore Chiodi, e il suo mandato è stato totalmente fallimentare visto che aveva un solo obiettivo programmatico: realizzare la fusione delle tre società pubbliche di trasporti regionali (ARPA, GTM e Sangritana).

Morra disse e ridisse che avrebbe raggiunto il traguardo (non riuscendoci), ma lo smacco di non esserci riuscito è ancora più cocente in quanto D’Alfonso ce l’ha fatta in pochissimi mesi dall’insediamento, comprovando l’incapacità politica di Morra e della sua ex maggioranza (che è rimasta in sella per ben 5 anni e mezzo).

Novello naufrago nel mare dei politici trombati, Morra è stato nominato da un mesetto quale portavoce per l’Abruzzo del partito Fratelli d’Italia (ex Alleanza Nazionale). In tale veste, l’unica dote che Giandonato portava a FdI era una presunta onestà, in quanto fu l’unico della sua maggioranza regionale a non essere coinvolto nello scandalo relativo all’inchiesta penale sui rimborsi facili del gennaio 2014.

L’anno passato, proprio di questi tempi, Morra veniva intervistato da tutti perché i media erano curiosi di vedere la faccia di un politico non approfittatore. Ma oggi che ne è stato della presunta onestà?

Frattanto, infatti, è accaduto che Morra abbia elaborato la scellerata idea di caricare a bordo della scialuppa di Fratelli d’Italia Raimondo Micheli, politico diversamente onesto, scaltrissimo nel sembrare ciò che non è: rispettabile, perbene, trasparente, candido, probo. Pertanto, l’ultimo ed unico dei pregi di cui Morra poteva menar vanto, l’onestà, è andato a farsi benedire.

Con il risultato che lo slogan scelto da Morra per le elezioni regionali 2014, fallimentari tanto per lui quanto per Chiodi, oggi risulti addirittura esilarante: “I valori come stile di vita”. Ma va’ là.

Infatti, come ho più volte sottolineato (da ultimo cinque mesi or sono: http://www.ilfattoteramano.com/2014/09/18/clamoroso-raimondo-micheli-maestro-nellarte-predatoria-dei-soldi-pubblici/), Raimondo Micheli è un soggetto plurifacce, poco raccomandabile, privo di scrupoli, fruitore dei partiti come autobus (vedi l’NCD nel 2014), alla perenne ricerca di nuove redditizie poltrone (in quanto suo scopo unico in politica è fare soldi).

La sua brama di arricchirsi lo ha portato a violare ripetutamente la legge, in quanto in costanza della sua carica elettiva a consigliere provinciale nella consiliatura 2009-2014, egli è stato Presidente della Te.Am. (nominato dal sindaco Brucchi) dall’ottobre 2009 al settembre 2011, e poi Commissario regionale per il riordino del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Teramo dal maggio 2012 per un paio di anni, in virtù della nomina conferita dall’allora governatore Gianni Chiodi.

Tali incarichi non avrebbero potuto produrre emolumenti per Micheli, a far data dal primo giugno 2010 (data di entrata in vigore dell’art. 5 comma 5 del vigente D.L. n. 78/2010, il quale testualmente prescrive che “nei confronti dei titolari di cariche elettive, lo svolgimento di qualsiasi incarico conferito dalle pubbliche amministrazioni (…), inclusa la partecipazione ad organi collegiali di qualsiasi tipo, può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute”), in quanto egli era appunto consigliere provinciale.

Invece è avvenuto il contrario, cioè che Micheli si sia intascato i soldi e che lo abbia pure ammesso nella “Dichiarazione situazione patrimoniale degli amministratori” (relativa all’anno 2012) consegnata per gli obblighi di trasparenza all’Ente Provincia, laddove è lo stesso Raimondo a dichiarare di avere percepito per l’incarico di Commissario regionale al Consorzio per lo sviluppo Industriale la cifra di euro 18.791,00 (anche se non viene indicato il periodo esatto di riferimento, ma si suppone sia dalla nomina a Commissario del maggio 2012 alla fine dell’anno 2012. Questo il link dell’autodichiarazione: http://www.provincia.teramo.it/uffici-e-servizi/organi-politici/consigliere-di-maggioranza).

È praticamente certo che la stessa cosa sia avvenuta per i 16 mesi di presidenza Te.Am. svolti dal giugno 2010 al settembre 2011 da Micheli, presidenza che prevede uno stipendio di euro 50.000,00 annui, per una cifra totale che si aggira (approssimata per difetto) sui centomila euro di emolumenti illegittimamente percepiti da Micheli.

Dato che la Te.Am. è un società partecipata dal Comune di Teramo, è doveroso richiedere indietro i soldi illegittimamente erogati a Micheli e, in caso di diniego, sarà consequenziale avanzare formale azione civile di arricchimento senza causa (sperando che la Corte dei Conti tuteli almeno lei il patrimonio pubblico).

Nonostante tutto questo, Raimondo Micheli è transitato in FdI ed è stato pure nominato coordinatore comunale teramano di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale (verrebbe da dire: promosso proprio perché ha dimostrato di non avere scrupoli nell’intascare soldi dei cittadini che non gli spettavano).

Ma Micheli nutre obiettivi più alti, tanto che dice di riconoscersi “nei valori della destra” (quali?), e pretende che il Comune di Teramo “torni a fare buona politica” (ah, ah, ah!).

(segue sotto)

Giandonato Morra - I disvalori come stile di vita
Giandonato Morra: “I valori (cioè i denari) come stile di vita”

Inoltre, Morra&Micheli sembra che sperino nell’ingresso imminente del consigliere comunale di Teramo Domenico Sbraccia in FdI, in modo da essere un gruppo con due consiglieri e da poter pretendere un assessorato.

Dalle ricostruzioni giornalistiche di ieri pare che Morra&Micheli abbiano avviato una vera e propria “campagna acquisti” che prevede, fra gli altri ferri vecchi da riciclare, pure “un rinnovato dialogo in corso anche con vecchi esponenti del partito come Carlo Taraschi, ex consigliere provinciale ed ex consigliere del CdA della Team”.

Effettivamente, siccome Morra non ritiene di essersi sufficientemente sporcato la faccia con l’ingresso di Micheli nel suo partito, avrà pensato bene di aggiungere pure Carlo Taraschi, il quale potrebbe portare in dote a Fratelli d’Italia una fresca condanna – ricevuta dalla Corte dei Conti – a dover risarcire 250.000 euro alle casse pubbliche per i fatti relativi alla questione della vecchia discarica La Torre (questa è la sentenza integrale: Corte Conti – Sentenza 71-2014 su discarica La Torre e condanna da un milione – Carlo Taraschi condannato a 250.000 euro).

Del resto, è lo stesso Micheli a ribadire che lui e Giandonato Morra restano “fedeli ai valori della destra europea di cui siamo portatori”. Mi sembra che la frase si sia allungata un po’ troppo, sarebbe bastato dire: “fedeli ai valori economici”; oppure in un impeto di sincerità avrebbe potuto chiudere così: “fedeli ai valori economici, noi incassiamo e voi pagate i conti astronomici”.

Peccato che Paolo Gatti se ne sia uscito anzitempo da Fratelli d’Italia, sarebbe stata una squadra imbattibile.

P.S.: Ora ho capito a cosa alludeva lo slogan elettorale di Morra: “I valori come stile di vita” si riferiva ai valori di scambio, ai denari, alle banconote.

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